Biblioteca Angelica

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Coordinate: 41°54′02.86″N 12°28′27.5″E / 41.900794°N 12.474306°E41.900794; 12.474306

Biblioteca Angelica
Biblioteca Angelica
Indirizzo P.zza S. Agostino, 8 - 00186 Roma
Tipo Pubblica
Sito Sito ufficiale

La Biblioteca Angelica è una biblioteca italiana, che si trova a Roma in piazza Sant'Agostino, nei pressi di piazza Navona, accanto alla basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio.

Il patrimonio della biblioteca è piuttosto articolato: i manoscritti sono circa 2.700 tra latini, greci ed orientali, e 24.000 i documenti sciolti. La biblioteca possiede inoltre più di 1.100 incunaboli e circa 20.000 cinquecentine; 10.000 circa sono le incisioni e le carte geografiche conservate dall'istituzione. Imponente è anche il posseduto di libri contemporanei, per cui è previsto il servizio di prestito.

La biblioteca rappresenta, in virtù della natura del suo patrimonio librario, un punto di riferimento imprescindibile per chi voglia studiare il pensiero di sant'Agostino e la storia dell'ordine agostiniano nonché quella della Riforma protestante e della controriforma cattolica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il cardinale Passionei

Aperta nel 1604, l'Angelica fu la terza biblioteca pubblica in Italia (dopo quella Malatestiana di Cesena aperta al pubblico nel 1454[1][2] e quella dei Girolamini di Napoli aperta nel 1586[3]), cui seguì, nel 1609, la biblioteca Ambrosiana di Milano. Entrambe furono precedute, tuttavia, dalla Biblioteca Bodleiana di Oxford, aperta fin dal 1602.

Essa venne fondata grazie al lascito del vescovo marchigiano Angelo Rocca (1546-1620), da cui prese il nome. Questi, agostiniano, affidò la propria ricca raccolta libraria ai frati del suo ordine presenti a Roma, dotandola di proprie rendite e prescrivendone l'apertura a tutti, senza limite di sorta. Il patrimonio della biblioteca iniziò molto presto ad accrescersi grazie a nuove donazioni: nel 1661 Lucas Holste, custode della Biblioteca Apostolica Vaticana, lasciò agli agostiniani dell'Angelica la sua ampia collezione di libri a stampa; nel 1762, grazie alle rendite di cui si parlava, fu acquistata la biblioteca del cardinale Domenico Passionei, morto l'anno precedente. Questa acquisizione in pratica raddoppiò il patrimonio della biblioteca, e ne determinò in larga parte l'orientamento scientifico: il cardinale Passionei, infatti, era stato legato pontificio in vari paesi dell'Europa protestante, e vi aveva acquistato un larghissimo numero di testi religiosi e polemici; egli era legato, tra l'altro, all'ambiente del giansenismo romano. È a questo ampliamento della collezione che risale l'attuale sistemazione del salone monumentale dell'Angelica, dovuta alle sopravvenute esigenze di spazio: sistemazione dovuta all'architetto Luigi Vanvitelli e ultimata nel 1765.

Nel 1873, come previsto dalla legge, emanata sei anni prima, di eversione dell'asse ecclesiastico, la biblioteca fu acquisita dal neonato Stato italiano. L'arricchimento del patrimonio librario continuò anche in questo periodo: nel 1919 vi fu incorporata un'importante collezione di opere edite da Giambattista Bodoni, e alla fine del secolo vi pervenne la curiosa raccolta di 954 libretti d'opera ottocenteschi appartenuta a Nicola Santangelo, già ministro degli interni del Regno delle due Sicilie e appassionato melomane.

Dal 1940 l'Angelica è sede dell'Accademia letteraria dell'Arcadia, di cui conserva, tra l'altro, il patrimonio librario (circa 4000 pezzi). Dal 1975 dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nello stesso anno fu acquisita la collezione libraria del critico letterario Arnaldo Bocelli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Strada dei vini e dei sapori - Cesena. URL consultato il 25-08-2009.
  2. ^ Comune di Cesena - Biblioteca Malatestiana. URL consultato il 25-08-2009.
  3. ^ Biblioteca statale oratoriana del monumento nazionale dei Girolamini - Napoli. URL consultato il 27 settembre 2012.

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