Busento
| Busento | |
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Il fiume a Cosenza |
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| Stato | |
| Regioni | |
| Lunghezza | 36 km |
| Portata media | 3 m³/s |
| Altitudine sorgente | ca. 1500 m s.l.m. |
| Nasce | Monte Cocuzzo |
| Sfocia | Crati a Cosenza |
Il Busento è un fiume calabrese che nasce sul Monte Cocuzzo, è un affluente del Crati.
Letteratura [modifica]
Storia e leggenda del fiume Busento [modifica]
Re Alarico I, dopo il sacco di Roma, scese nel sud Italia dove prese la malaria. Morì a Cosenza nel 410 d.C. dove, secondo usanza visigota, venne seppellito insieme all'immenso tesoro sottratto a Roma proprio nel letto del fiume Busento, che per l'occasione venne deviato dal suo corso tramite un grande lavoro di ingegneria idraulica utilizzando centinaia di schiavi che, dopo aver ricondotto il fiume nel suo letto naturale, vennero trucidati dallo stesso esercito di Alarico per preservare la segretezza del punto della sepoltura. La leggenda di Alarico e della sua sepoltura nel Busento ha ispirato la poesia di August Graf von Platen Das Grab im Busento (La tomba nel Busento) con una rappresentazione romantica della morte e della sepoltura di Alarico. La poesia è stata tradotta in italiano da Giosuè Carducci.
Cupi a notte canti suonano
Da Cosenza su ’l Busento,
Cupo il fiume gli rimormora
Dal suo gorgo sonnolento.
Su e giù pe ’l fiume passano
E ripassano ombre lente:
Alarico i Goti piangono,
Il gran morto di lor gente.
Ahi sí presto e da la patria
Cosí lungi avrà il riposo,
Mentre ancor bionda per gli omeri
Va la chioma al poderoso!
Del Busento ecco si schierano
Su le sponde i Goti a pruova,
E dal corso usato il piegano
Dischiudendo una via nuova.
Dove l’onde pria muggivano,
Cavan, cavano la terra;
E profondo il corpo calano,
A cavallo, armato in guerra.
Lui di terra anche ricoprono
E gli arnesi d’òr lucenti:
De l’eroe crescan su l’umida
Fossa l’erbe de i torrenti!
Poi, ridotto a i noti tramiti,
Il Busento lasciò l’onde
Per l’antico letto valide
Spumeggiar tra le due sponde.
Cantò allora un coro d’uomini:
"Dormi, o re, ne la tua gloria!
Man romana mai non víoli
La tua tomba e la memoria!"
Cantò, e lungo il canto udivasi
Per le schiere gote errare:
Recal tu, Busento rapido,
Recal tu da mare a mare.