Paolo Di Canio

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Paolo Di Canio
Paolo Di Canio Upton Park 11 September 2010.jpg
Paolo Di Canio nel 2010 ad Upton Park
Dati biografici
Nome Paolo Di Canio
Paese bandiera Italia
Nazionalità {{{CodiceNazione}}}
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza 178 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Società
Squadra 600px Rosso e Bianco (Quadrati).png Swindon Town
Ritirato 2008 - giocatore
Carriera
Giovanili
600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio
Squadre di club1
1986-1987 600px Rosso e Verde (Strisce).png Ternana 27 (2)
1987-1990 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio 60 (2)
1990-1993 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 78 (6)
1993-1994 600px Azzurro con N cerchiata.png Napoli 26 (5)
1994-1996 600px Bianco e Rosso (Croce) e Rosso e Nero (Strisce).svg Milan 37 (6)
1996-1997 600px Celtico orizzontale.png Celtic 26 (12)
1997-1999 600px Azzurro e Bianco a strisce con bordo nero.svg Sheffield Weds 41 (15)
1999-2003 600px Colori degli Hammers.png West Ham 117 (48)
2003-2004 600px Rosso bordato di Nero con spada bianca.png Charlton 31 (4)
2004-2006 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio 50 (11)
2006-2008 600px Bianco e Rosso (Bordato).png Cisco Roma 46 (14)
Nazionale
1988-1990 Bandiera dell'Italia Italia U-21 9 (2)
Carriera da allenatore
2011- 600px Rosso e Bianco (Quadrati).png Swindon Town
Incontri disputati
Palmarès
 Europei di calcio Under-21
Bronzo Francia 1990
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
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Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 20 maggio 2011

Paolo Di Canio (Roma, 9 luglio 1968) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, attuale allenatore dello Swindon Town.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Giocatore

[modifica] Club

[modifica] Le origini
Di Canio esulta sotto la Curva Sud dopo la rete segnata alla Roma nel 1989.
Paolo Di Canio in azione con la maglia della Lazio.

Trascorre l'infanzia nel quartiere romano del Quarticciolo e inizia a giocare a calcio nelle giovanili della Pro Tevere Roma per poi passare alla Lazio.

Cresce nelle giovanili dei biancocelesti e dopo una stagione in prestito alla Ternana in Serie C2 con Mario Facco come allenatore e Vincenzo D'Amico come compagno di squadra, dove rischia anche la carriera a causa di un grave infortunio, esordisce in Serie A con la maglia della Lazio, allenata da Giuseppe Materazzi, il 9 ottobre 1988 in Cesena-Lazio (0-0).

Ha segnato il gol decisivo alla Roma il 15 gennaio 1989 (1-0), correndo sotto la curva giallorossa con il dito indice alzato, al primo derby dopo tre anni di assenza della Lazio dalla massima serie.

[modifica] Esperienze importanti

Si trasferisce alla Juventus, contro la sua volontà che era quella di rimanere, nel 1990, ceduto dall'allora presidente della Lazio Gianmarco Calleri.

I tre anni successivi nella Juventus con Gigi Maifredi e Giovanni Trapattoni in panchina non sono esaltanti per Di Canio a causa dei suoi brutti rapporti soprattutto con il Trap,[1][2] così chiede di esser ceduto almeno in prestito per un anno dopo aver comunque vinto la Coppa UEFA del 1993.

Va quindi a giocare a Napoli con Marcello Lippi in panchina, dove disputerà una stagione coronata da un gol dribblando tre difensori avversari, contro il Milan Campione d'Italia.

Nel novembre 1994, dopo un breve ritorno fuori-rosa alla Juventus, Paolo Di Canio passa al Milan dove vince il suo primo scudetto nel 1995-1996. Un pesante litigio con l'allora allenatore dei rossoneri, Fabio Capello, durante la tournée in Oriente del Milan, lo porterà alle svariate esperienze britanniche.[2]

[modifica] In Scozia ed Inghilterra

Emigra all'estero, precisamente a Glasgow, in Scozia.

Gioca una stagione con il Celtic, dove viene votato giocatore dell'anno;[3] i successi personali non corrispondono però con quelli della squadra, dato che il Celtic avrà risultati peggiori dell'altra squadra locale, il Rangers. Dopo un anno in Scozia si sposta in Inghilterra militando per un anno e mezzo con lo Sheffield Wednesday: nel primo anno segna 12 gol, mentre nel secondo viene squalificato per undici giornate a causa di una spinta all'arbitro Paul Allcock.[4]

Di Canio firma autografi l'11 settembre 2010 ad Upton Park, stadio del West Ham, squadra a cui è rimasto molto legato.

Nel dicembre 1998 passa al West Ham United, dove in quattro anni e mezzo segna 48 gol e colleziona 118 presenze giocando con continuità anche grazie ai due allenatori di quel periodo, Harry Redknapp e Glenn Roeder. Tra le reti segnate è degna di nota quella messa a segno contro il Wimbledon il 26 marzo 2000, realizzata con uno spettacolare tiro al volo.[5] Nel corso della stagione 1999-2000 vince col West Ham la Coppa Intertoto contro il Metz grazie alla quale porterà gli Hammers in Coppa UEFA, venendo nominato miglior giocatore della Premier League.[2] In quella stagione realizza 16 gol.

Uno degli episodi più famosi della carriera di Di Canio si consuma il 18 dicembre 2000 durante la partita Everton-West Ham: il portiere dei padroni di casa, Paul Gerrard, si avventura in un'uscita al limite dell'area ma le sue ginocchia cedono e cade su sé stesso, la palla schizza verso l'ala destra dove Trevor Sinclair mette al centro un cross per Di Canio che poteva indisturbato insaccare il gol decisivo (la situazione era infatti sull'1-1 al 90'); Di Canio, invece, afferra la palla con le mani fermando il gioco.[6] Appena la folla capì quello che era successo, il Goodison Park esplose in una standing ovation e Di Canio ricevette il premio Fair Play dell'anno unito ad una lettera ufficiale di encomio della FIFA, firmata da Joseph Blatter.[7] Nello stesso anno scrive e pubblica la sua autobiografia.

Il giocatore romano viene lasciato libero al termine della stagione 2002-2003 in seguito alla retrocessione del West Ham. Decide di rimanere a Londra per giocare la sua ultima stagione anglosassone nel Charlton Athletic: 31 incontri in Premier e 4 reti. In particolare si ricorda quella siglata al Leicester City, tramite calcio di rigore, dove mostra una maglia con su scritto Onore a Fabrizio eroe vero dedicata a Fabrizio Quattrocchi rapito e poi ucciso in Iraq in quei giorni.[8]

Alla conclusione della stagione 2003-2004 lascia la Gran Bretagna, dove dal 1996 al 2004, tra campionato scozzese e Premier League, ha collezionato 227 presenze e realizzato 90 reti, divenendo inoltre uno dei calciatori italiani più amati all'estero.

[modifica] Ritorno alla Lazio

Torna alla Lazio per la stagione 2004-2005 (rinunciando a tre quarti del suo stipendio in Premier League)[9] e gioca una prima parte di stagione con mister Domenico Caso in panchina, segnando quattro gol.

Mimmo Caso viene poi esonerato (e sostituito con Giuseppe Papadopulo) a causa della infelice posizione in classifica della Lazio e dei suoi problemi con Di Canio (il quale qualche anno più tardi racconterà di aver aggredito fisicamente il tecnico),[10].

Di Canio termina il campionato con uno score di 23 presenze, 6 gol ed una stagione che verrà ricordata, anche e soprattutto, per il gol nel derby del 6 gennaio 2005 (vinto 3-1), gol segnato sotto la Curva dei romanisti proprio come sedici anni prima. Un altro evento che caratterizzò l'annata fu la squalifica rimediata nella gara contro la Juventus, a causa del saluto romano rivolto ai tifosi della curva[11].

Il 2005 vede anche l'uscita del suo secondo libro, da titolo "Il ritorno. Un anno vissuto pericolosamente".

Nella stagione successiva (2005-2006) è titolare, pressoché stabile, nella prima Lazio guidata da Delio Rossi, che si piazza in zona UEFA, salvo poi lasciare la società biancoceleste, dopo l'ultimo derby romano perso per 2-0 (con reti di Taddei e Aquilani), per attriti con l'allenatore ed il Presidente Lotito che non rinnova il contratto del giocatore.[12]

[modifica] Cisco Roma

Nel luglio 2006 è passato alla Cisco Roma, militante in Serie C2. Il calciatore vi ha militato fino al marzo 2008 quando, a fronte di una lunga serie d'infortuni, ha annunciato il proprio ritiro dall'attività agonistica. L'ultima partita della sua carriera è Cisco-Benevento 2-4, dove segna una doppietta.[13] Durante una trasferta a Viterbo viene colpito con una bottiglia da un tifoso ospite.[14]

[modifica] Nazionale

Ha fatto parte della Nazionale Under-21 dal 1988 al 1990 con 9 presenze e 2 gol su un totale di 11 convocazioni.

[modifica] Allenatore

Il 20 maggio 2011 lo Swindon Town, dopo essere arrivato ultimo in League One inglese e conseguentemente retrocesso in League Two, lo nomina proprio allenatore.[15] Dopo una serie di quattro sconfitte di fila, porta lo Swindon ad un filotto di vittorie e risultati positivi, alla finale di Johnstone's Paint Trophy e al quarto turno di FA Cup dopo aver battuto il Wigan per 2-1. Viene poi eliminato dal Leicester City con il risultato di 2-0. Dimostra grande saggezza tattica e abnegazione al lavoro producendo un calcio offensivo e divertente.

[modifica] Beach soccer

Nel 2009 Di Canio, così come il suo ex compagno di squadra Marco Ballotta, passa al calcio a 5 su spiaggia diventando attaccante titolare della Nazionale italiana.[16]

[modifica] Commentatore sportivo

Dal 2009 partecipa come opinionista al programma sportivo Guida al campionato, insieme all'ex calciatore Ciccio Graziani, ed è ospite nelle trasmissioni sportive della piattaforma televisiva Mediaset Premium, inoltre è spesso chiamato in veste di commentatore sportivo per le partite di UEFA Europa League.

[modifica] Statistiche

[modifica] Presenze e reti nei club

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1985-1986 Bandiera dell'Italia Lazio B - - CI - - - - - - - - - -
1986-1987 Bandiera dell'Italia Ternana C2 27 2 - - - - - - - - - 27 2
1987-1988 Bandiera dell'Italia Lazio B - - CI - - - - - - - - - -
1988-1989 A 30 1 CI - - - - - - - - 30 1
1989-1990 A 30 1 CI - - - - - - - - 30 1
1990-1991 Bandiera dell'Italia Juventus A 23 3 CI - - CdC - - - - - 23 3
1991-1992 A 24 0 CI - - - - - - - - 24 0
1992-1993 A 31 3 CI - - CU 9 0 - - - 40 3
Totale Juventus 78 6 - - 9 0 - - 87 6
1993-1994 Bandiera dell'Italia Napoli A 26 5 CI - - - - - - - - 26 5
1994-1995 Bandiera dell'Italia Milan A 15 1 CI 2 0 UCL - - SE+CInt 2+0 0+0 19 1
1995-1996 A 22 5 CI 4 1 CU 8 0 - - - 34 6
Totale Milan 37 6 6 1 8 0 2 0 53 7
1996-1997 Bandiera della Scozia Celtic Premier 26 12 SC+SLC 6+2 3+0 CU 3 0 - - - 37 15
1997-1998 Bandiera dell'Inghilterra Sheffield Wed. Premier 35 12 CdI+CdL 3+2 0+2 - - - - - - 40 14
lug.-dic. 1998 Premier 6 3 CdI+CdL 0+2 0+0 - - - - - - 8 3
Totale Sheffield 41 15 7 2 - - - - 48 17
dic. 1998-1999 Bandiera dell'Inghilterra West Ham Premier 13 5 CdI+CdL - - - - - - - - 13 5
1999-2000 Premier 30 16 CdI+CdL 1+3 0+0 CU 4 1 I 6 0 44 17
2000-2001 Premier 31 10 CdI+CdL 3+3 1+1 - - - - - - 37 12
2001-2002 Premier 26 9 CdI+CdL - - - - - - - - 26 9
2002-2003 Premier 17 8 CdI+CdL - - - - - - - - 17 8
Totale West Ham 117 48 10 2 4 1 6 0 137 51
2003-2004 Bandiera dell'Inghilterra Charlton Premier 31 4 CdI+CdL - - - - - - - - 31 4
2004-2005 Bandiera dell'Italia Lazio A 23 6 CI - - CU 5 1 SI 1 0 29 7
2005-2006 A 27 5 CI - - INT 4 2 - - - 31 7
Totale Lazio 110 13 - - 9 3 1 0 120 16
2006-2007 Bandiera dell'Italia Cisco Roma C2 28 7 - - - - - - - - - 28 7
2007-2008 C2 18 7 - - - - - - - - - 18 7
Totale Cisco Roma 46 14 - - - - - - 46 14
Totale carriera 462 125 31 8 30 4 9 0 574 134

[modifica] Vita privata

Il 23 luglio 2009 Di Canio venne fermato, in procinto di prendere un traghetto, a Porto Santo Stefano da alcune Fiamme Gialle per un controllo, ma l'ex laziale si rifiutò di obbedire ai Finanzieri, minacciando di farli trasferire. I militari, per tutta risposta, lo denunciarono. Di Canio disse in seguito di aver reagito quando, alla richiesta di fare tutti gli accertamenti in fretta, poiché avrebbe potuto perdere il traghetto, si sarebbe sentito rispondere dai Finanzieri che potevano trattenerlo per quanto desideravano[17].

È sposato con Elisabetta, dalla quale ha avuto due figlie, Ludovica e Lucrezia[18]. È stato anche sospettato che avesse avuto un flirt con la showgirl umbra Sara Tommasi, la quale ha poi smentito tutto[19].

Nel settembre 1999 Paolo Di Canio ha realizzato un cortometraggio come attore dal titolo Strade Parallele. Il cortometraggio, girato in quattro settimane, è stato realizzato dal regista Luca Borri[20]. Ha anche recitato, in Inghilterra, per uno spot della Imperial Bathtime.

[modifica] Controversie

Da quando è rientrato a far parte del calcio italiano, Paolo Di Canio, politicamente schierato a destra, ha spesso fatto parlare di sé a causa della recidività nel salutare i tifosi laziali con il saluto romano; lo ha fatto in occasione del derby del 6 gennaio 2005 vinto dalla Lazio per 3-1. I commenti, pro e contro il giocatore, sono stati tanti, generando una forte campagna mediatica anche all'estero, e attivando un primo campanello d'allarme presso la FIFA.[21] Di Canio in questa occasione, ha voluto precisare di essere "un giocatore professionista e vorrei sottolineare che le mie esultanze non hanno nulla a che vedere con comportamenti politici di alcun tipo"[22] Successivamente, non essendo squalificato per nessun turno in campionato, ha dato ulteriori spiegazioni sul suo gesto, puntualizzando che non avrebbe accettato di buon grado nessuna squalifica.[23] Deferito alla disciplinare, nel marzo 2005 al giocatore come alla Lazio è stata comunque inferta una multa di € 10.000.[24]

Il saluto romano è stato poi effettuato verso la fine dell'anno 2005 in tre occasioni, nella partita contro il Siena, poi durante Livorno-Lazio dell'11 dicembre 2005, al momento della sostituzione. Una settimana dopo, il 17 dicembre 2005, sempre al momento di uscire dal campo, in occasione della partita casalinga contro la Juventus, Di Canio ha riproposto alla curva lo stesso saluto, e per questo ha subito una giornata di squalifica e una multa di € 10.000, mentre un'altra ammenda di pari importo è stata comminata alla società per responsabilità oggettiva.[25] Questi episodi ravvicinati hanno suscitato accese polemiche anche a livello internazionale. Il segretario della FIFA Joseph Blatter ha anche minacciato dure sanzioni contro il giocatore.[26]

Paolo Di Canio ha mostrato però di non temere le conseguenze del suo perseverare, dichiarandosi disposto ad essere messo sotto inchiesta ogni domenica per ogni saluto[27] Durante il succedersi di questi episodi si sono schierati dalla sua parte il premier Silvio Berlusconi (che lo ha definito "Un ragazzo per bene, non è fascista. Lo fa solo per i tifosi, non per cattiveria. Un bravo ragazzo, ma un po' esibizionista"[28] ) ed Alessandra Mussolini benché Paolo Di Canio abbia voluto prendere le distanze anche da essi, riaffermando la sua apoliticità, per lo meno in relazione al saluto romano: "il mio non è un gesto politico. Ribadisco che non voglio offendere nessuno, perché io non sono mai contro, ma a favore… Ora ci saranno altre partite, ma torneranno a strumentalizzare tutto solo quando ci sarà il ritorno di Lazio-Livorno e le elezioni saranno ancora più vicine" Di Canio ha poi specificato cosa significa per lui il saluto romano: non una istigazione alla violenza, non una apologia del fascismo, ma un semplice gesto di appartenenza che lo avvicina alla curva. E facendo leva su queste distinzioni, ha presentato ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo[29]. Salvo poi smentire parte di quelle dichiarazioni in cui avrebbe dichiarato: "fascista sì, ma razzista no".[30]

[modifica] Palmarès

[modifica] Giocatore

[modifica] Club

[modifica] Competizioni nazionali
Milan: 1995-1996
[modifica] Competizioni internazionali
Juventus: 1992-1993
Milan: 1994
West Ham: 1999

[modifica] Individuale

1997
1999-2000

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Paolo Di Canio, Gabriele Marcotti, Paolo Di Canio. L'autobiografia, traduzione di M. Maggi, M. Mantica, Libreria dello Sport, 2001. ISBN 88-86753-40-3

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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