Miroglio

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Miroglio S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1947 a Alba
Fondata da Giuseppe Miroglio
Sede principale Alba
Persone chiave
  • Carlo Miroglio, presidente onorario
  • Giuseppe Miroglio, presidente
  • Daniel John Winteler, amministratore delegato
Settore Tessile e abbigliamento
Fatturato 829 milioni di Euro (2013)
Sito web www.mirogliogroup.com

La Miroglio è un'azienda italiana di abbigliamento e di tessuti, nata ad Alba in provincia di Cuneo. Oggi gruppo internazionale, realizza un fatturato consolidato di 829 milioni di euro ed è presente in 34 Paesi con 49 società. La divisione abbigliamento sviluppa in parallelo la propria rete di negozi, giunta oggi a contare 2.000 monomarca.

La storia[modifica | modifica sorgente]

L'azienda venne fondata ad Alba nel 1947 da Giuseppe Miroglio, figlio di Carlo e Angela, già commercianti di stoffe sul finire dell'800.

L'inizio dell'attività industriale del gruppo risale a quando Giuseppe Miroglio decide di entrare nella produzione di tessuti di seta e installa i primi telai. Nel 1955 viene creata la Vestebene (oggi Miroglio Fashion), divisione dedicata alla produzione di confezioni in serie. Nel 1958 il Gruppo Miroglio amplia la propria attività nell'area tessile con l'avvio di una moderna fabbrica di tintoria, stamperia e finissaggio di tessuti, completando così la filiera dal tessuto all'abito confezionato.

Negli anni settanta Vestebene comincia a delocalizzare la produzione, prima in Grecia, poi in altri Paesi del bacino mediterraneo, dalla Tunisia all'Egitto, mentre la divisione tessuti entra anche nei settori della carta transfer e delle filature. Nei due decenni successivi prosegue l'ampliamento del gruppo con apertura di nuovi stabilimenti nel Meridione, in particolare nel territorio pugliese[1]. Nel 1973 nasce la Fondazione Opera Elena Miroglio (oggi Fondazione Elena e Gabriella Miroglio), con lo scopo di promuovere attività di assistenza sociale, sanitaria e culturale. Particolare attenzione viene posta alle attività rivolte ai dipendenti del Gruppo (assistenza economica e sanitaria), verso i loro figli (asili, colonie, borse di studio) e verso i pensionati (viaggi, attività motorie e ricreative)[2].

Nel 1984 viene lanciato il marchio Elena Mirò e negli stessi anni il Gruppo attiva una collaborazione con grandi stilisti come Moschino e Krizia. La nuova strategia porterà alla nascita degli altri brand del gruppo: Caractère e Diana Gallesi. Nel 1993 nasce invece il marchio Motivi[3].

Nel 2001 entra nel mercato bulgaro, con l'acquisizione di uno storico stabilimento a Sliven[4].

Nell'ottobre del 2002 Carlo Miroglio, presidente del gruppo Miroglio, viene insignito dal Presidente della Repubblica dell'onorificenza di cavaliere di gran croce[5].

Nel 2003 iniziano a diffondersi le voci di un imminente disimpegno della Miroglio dai suoi stabilimenti produttivi nel sud Italia, partendo da quello di Castellaneta[6] che verrà chiuso nella primavera dell'anno successivo. Nel dicembre 2004 il Gruppo Miroglio sigla un accordo di joint venture con Elegant Prosper, azienda cinese specializzata nell'abbigliamento femminile di medio-alto livello. L'investimento iniziale previsto è di 5 milioni di euro, che consentirà al gruppo italiano di acquisire il 50% della società asiatica. La joint venture prevede un primo passo in direzione del rafforzamento e dello sviluppo del marchio. Seguiranno progetti specifici, miranti a far conoscere i marchi italiani della Miroglio nel Paese asiatico[7].

Nel settembre 2005 il brand Elena Mirò fa sfilare sulle passerelle di Milano Moda Donna modelle taglia 48 e oltre[8]. Alla fine del 2006 il gruppo Miroglio supera il miliardo di euro di fatturato e, parallelamente, la quota di mille negozi con le proprie insegne[9].

Nel 2007, in occasione della Festa della donna, Elena Miroglio viene insignita del titolo di cavaliere della Repubblica, per il contributo dato dal marchio Elena Mirò e dall’azienda al fine di “emancipare le donne da un concetto estetico costrittivo”[10].

Nel giugno 2008, il gruppo Miroglio acquisisce il 50% del gruppo Ayaydin, sul mercato turco. L'accordo prevede il supporto del gruppo Miroglio alla crescita del gruppo Ayaydin sul mercato domestico e sui mercati emergenti (tra i quali Russia, Romania, Ucraina, Bulgaria, Kazakhistan, Moldavia). L'accordo considera un piano di investimenti quinquennali per un valore di 120 milioni di euro. Per il gruppo Miroglio l’operazione ha un valore di 60 milioni di euro fra acquisizione e investimenti per il futuro piano di sviluppo[11].

Alla fine del 2008 si è concretizzata anche la chiusura dell'altro stabilimento pugliese del gruppo, quello di Ginosa, e tale fatto è stato anche oggetto di una interrogazione parlamentare[12][13].

Nel settembre 2009, il brand Motivi celebra il proprio cinquecentesimo negozio monomarca: 340 negozi in Italia e 160 all’estero. Il marchio è ora distribuito in 36 paesi con una presenza significativa in Russia (45 negozi di proprietà) e nel resto dell'Europa Orientale (50 negozi tra Romania, Polonia, Croazia, Lituania).

Miroglio oggi[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo Miroglio opera tramite due distinte società: "Miroglio Fashion" (nel settore abbigliamento) e "Miroglio Textile" (specializzata in tessuti, filati e carta transfer). I marchi di abbigliamento che fanno capo al gruppo sono: Motivi, presente nel segmento “fast fashion”, creato negli anni '90 per un target giovane; Oltre, nato nel 2001 per una donna oltre i 35 anni dal gusto e dallo stile giovanile e Fiorella Rubino (il fast fashion "curvy"). Per le "taglie morbide" ci sono anche i marchi Elena Mirò, Luisa Viola e Per te by Krizia (sviluppato in partnership con la stilista milanese Mariuccia Mandelli), mentre i marchi Caractère e Diana Gallesi vestono le taglie regolari.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Carugati Decio G.; Marsano Beba Vestebene Miroglio. Cinquant'anni di storia attraverso la moda 2005, 101 p., ill., rilegato Mondadori Electa (collana Industria e design)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Miroglio in Puglia su Corriere del Giorno
  2. ^ La Fondazione Miroglio
  3. ^ Carugati-Marsano in bibliografia
  4. ^ L'entrata nel mercato bulgaro
  5. ^ Comunicazione del Quirinale
  6. ^ Articolo di Repubblica
  7. ^ Notizia su Stile.it
  8. ^ Articolo del Corriere della Sera
  9. ^ Comunicato sul sito ufficiale
  10. ^ Articolo di Repubblica
  11. ^ Comunicazione sul sito ufficiale
  12. ^ Interrogazione parlamentare del 24/09/08
  13. ^ Risposta all'interrogazione del 23/04/09

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]