Allacciate le cinture

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Allacciate le cinture
Allacciate le cinture.jpg
Kasia Smutniak e Francesco Arca in una scena del film.
Titolo originale Allacciate le cinture
Paese di produzione Italia
Anno 2014
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Ferzan Özpetek
Soggetto Ferzan Özpetek
Sceneggiatura Gianni Romoli, Ferzan Özpetek
Produttore Gianni Romoli, Tilde Corsi
Casa di produzione R&C Produzioni, Faros Film
in collaborazione con Rai Cinema
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Gian Filippo Corticelli
Montaggio Patrizio Marone
Musiche Pasquale Catalano
Scenografia Marta Maffucci
Costumi Alessandro Lai
Interpreti e personaggi
« Un grande amore non avrà mai fine »
(Slogan del film)

Allacciate le cinture è un film del 2014 diretto da Ferzan Özpetek.

È un film corale che vede tra gli interpreti principali Kasia Smutniak, Francesco Arca e Filippo Scicchitano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lecce, anno 2000. Elena, una cameriera in un bar, si scontra con un turbolento passante a una fermata dell'autobus. Qualche giorno dopo scoprirà che si tratta di Antonio, il misterioso nuovo fidanzato di Silvia, la sua migliore amica. Elena, Silvia e il suo coinquilino gay Fabio lavorano tutti insieme, e formano un affiatato gruppo di amici, in cui nascono degli screzi proprio per l'arrivo di Antonio, un meccanico di scarsa cultura, apparentemente omofobo e razzista.

Antonio frequenta il bar dove i tre lavorano per incontrare Silvia, ma finisce per incontrare spesso anche Elena, alla quale rivela un giorno di essere dislessico. Mentre Elena sembra attenuare il disprezzo per Antonio, mette su con Fabio un progetto per rilevare un'ex stazione di rifornimento e trasformarla in un bar. Intanto il rapporto tra Elena e Antonio si tramuta in una ricambiata attrazione fisica, nonostante anche Elena sia fidanzata da ormai due anni con Giorgio. Un giorno Elena si lascia trasportare dai suoi istinti e segue Antonio a bordo della sua moto fino alla sua officina, dove i due sfiorano l'amplesso. In seguito i due iniziano a frequentarsi, trascorrendo ad esempio una splendida giornata al mare, dove fanno l'amore ignorando le chiamate dei rispettivi fidanzati.

Quando Elena e Antonio fanno un sopralluogo nella stazione di servizio in disuso che lei vorrebbe trasformare, il film ha un improvviso flash forward: sono passati tredici anni ed Elena e Fabio celebrano l'anniversario dell'apertura del loro locale, pieno di gente e amici.

Si scopre che Elena ha già due bambini, una femmina di circa dieci/dodici anni che parla come un'adulta, e un maschio più piccolo, ma suo marito non è Giorgio: è Antonio. Nelle scene successive si vede come la loro vita si sia evoluta: a parte la scomparsa dalla scena di Silvia, Elena è sempre amica e socia d'affari di Fabio, frequenta spesso sua madre Anna e la stravagante zia Viviana, mentre il rapporto con Antonio appare incerto: le evidenti differenze caratteriali li portano a frequenti liti, alle quali assistono impotenti i bambini.

La vita indaffarata e piena di progetti di Elena subisce un improvviso arresto quando, in seguito a un controllo casuale, le viene diagnosticato un tumore al seno, che dovrà curare con un ciclo di chemioterapia. Mentre le si stringono vicino i familiari e gli amici, Antonio però sembra trincerarsi dietro un muro di dolore invalicabile. In questo contesto trova anche un'inattesa amicizia con Maricla, una parrucchiera, ex amante del marito.

Le cure e la malattia costringono presto Elena a rinunciare al lavoro e a trovarsi ricoverata a più riprese in un ospedale, dove fa conoscenza di una dottoressa che, tredici anni prima, era stata cliente fissa del bar dove lavorava, e di una simpatica compagna di stanza, Egle, che prende tutto, anche la sua malattia, con ironia e spirito. In queste circostanze Elena e Antonio riscoprono la fortissima passione che li aveva uniti tredici anni prima, tanto da fare l'amore in ospedale, nonostante le terribili condizioni fisiche della donna, ormai in una fase avanzata della malattia.

Una mattina Egle muore ed Elena ha un'aspra lite con la dottoressa, nonostante quest'ultima le dica che ha buone possibilità di guarigione grazie alla buona risposta alla terapia e all'affetto della famiglia e degli amici. Elena decide di scappare e tornarsene a casa propria. Qui ha una visione del futuro, tra sogno e premonizione: tutta la sua famiglia vestita di bianco si stringe alla nuova compagna di Antonio, la parrucchiera Maricla, per la nascita di una bambina, a cui hanno dato proprio il nome di Elena.

L'arrivo del marito in carne ed ossa interrompe la visione e questi, con grande tenerezza, invece di riaccompagnarla subito in ospedale decide di portarla di nuovo in quella caletta dove tredici anni prima avevano fatto l'amore per la prima volta. Mentre se ne stanno andando, con l'auto rischiano di scontrarsi con una coppia in moto: sono loro stessi, tredici anni prima, che stanno arrivando proprio in quella spiaggia.

La narrazione riprende quindi dalla prima parte del film, esplorando alcune questioni tralasciate, come il momento in cui Elena e Antonio sono costretti a rivelare la loro relazione. Elena, messa alle strette da Fabio, dalla madre e dalla zia, deve chiamare l'amica Silvia per vuotare il sacco. Quando le due si incontrano la rivelazione di Elena viene bloccata da un'altra rivelazione: Silvia ha infatti una relazione con il ragazzo di Elena, Giorgio, ed Antonio è solo una sorta di diversivo e copertura. Ma mentre Silvia scoppia a piangere, Elena e Fabio (che sta spiando da poco lontano) iniziano invece a ridere a crepapelle, lasciando l'amica sorpresa ma contenta.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la parentesi con la Fandango, Ozpetek torna a collaborare con la R&C Produzioni di Gianni Romoli e Tilde Corsi, che hanno prodotto i suoi primi film. Il film è prodotto anche da Faros Film in collaborazione con Rai Cinema e il sostegno di Apulia Film Commission. Inizialmente il film doveva intitolarsi Allacciate le cinture di sicurezza, poi abbreviato in Allacciate le cinture.[1]

Le riprese del film sono iniziate a Lecce il 13 maggio 2013,[2] per una durata di nove settimane. Le riprese sono state suddivise in due parti, la prima dal 13 maggio al 6 giugno, la seconda dall'8 luglio al 6 agosto 2013.[3] La pausa tra i due blocchi di riprese ha permesso ai protagonisti di perdere o guadagnare a seconda delle esigenze di sceneggiatura. Kasia Smutniak ha perso otto chili per evidenziare la malattia del suo personaggio, Francesco Arca invece è ingrassato di tredici chili, mentre Scicchitano è dimagrito per la seconda parte del film.[4]

Le riprese hanno avuto luogo a Lecce, Otranto, nelle Marine di Melendugno Torre Specchia e San Foca, nel comune di Maglie e nella Riserva naturale statale Torre Guaceto.

Ozpetek aveva scritto un ruolo per l'attrice Anna Proclemer, che aveva diretto in Magnifica presenza, ma l'attrice ha declinato dicendo di non sentirsela di spostarsi e di affrontare un nuovo ruolo. L'attrice è deceduta il 25 aprile 2013, pochi giorni prima l'inizio delle riprese di Allacciate le cinture.[5]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Una prima foto promozionale del film è stata diffusa da Ozpetek, attraverso il suo profilo Twitter, il 12 novembre 2013.[6] Il giorno successivo è stato diffuso, in anteprima sul sito de La Repubblica, il teaser trailer del film.[7] Il trailer è accompagnato dal brano di Riccardo Cocciante A mano a mano nella versione cantata da Rino Gaetano.

Il 3 febbraio 2014, in concomitanza con il compleanno del regista, viene diffusa la locandina ufficiale del film.[8] Successivamente viene creata una campagna promozionale sui social network, indetta dallo stesso regista attraverso i suoi account su Twitter, Facebook e Instagram.[9]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 6 marzo 2014 da 01 Distribution.[10] In Turchia è stato distribuito con il titolo Kemerlerinizi Baglayin il 14 marzo 2014.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Allacciate le cinture (colonna sonora).

Le musiche originali del film sono composte da Pasquale Catalano. Oltre le musiche di Catalano, la colonna sonora comprende il brano A mano a mano di Rino Gaetano, At Last di Etta James e una versione di It's Raining Men dei Dolapdere Big Gang.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo weekend di programmazione nelle sale, il film ha debuttato al secondo posto dei film più visti, dietro a 300 - L'alba di un impero, con un incasso di 1.563.627 €. Il film ha incassato oltre 4.500.000 euro. (dato aggiornato al 6 aprile 2014)[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nuovo film di Opzetek, si gira a Lecce. Al via casting cinematografico, lecceprima.it. URL consultato il 15 novembre 2013.
  2. ^ Allacciate le cinture - Al via le riprese in Puglia, cinemaitaliano.info. URL consultato il 13 novembre 2013.
  3. ^ Allacciate le cinture, cinemaitaliano.info. URL consultato il 13 novembre 2013.
  4. ^ Pausa di 'forma', movieplayer.it. URL consultato il 23 marzo 2014.
  5. ^ Addio all'attrice Anna Proclemer, La Repubblica. URL consultato il 14 novembre 2013.
  6. ^ Ozpetek su Twitter: ecco la prima foto di Allacciate le cinture, La Repubblica. URL consultato il 13 novembre 2013.
  7. ^ Ozpetek e "Allacciate le cinture" - Il trailer in anteprima, La Repubblica. URL consultato il 13 novembre 2013.
  8. ^ Allacciate le Cinture, la locandina del nuovo film di Ferzan Ozpetek, badtaste.it. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  9. ^ «Allacciate le cinture», una campagna a misura di social network, Corriere della Sera. URL consultato il 23 marzo 2014.
  10. ^ "Allacciate le cinture": c'è il trailer dell'ultimo film leccese di Ozpetek/video, quotidianodipuglia.it. URL consultato il 14 novembre 2013.
  11. ^ Dettagli incassi, mymovies.it. URL consultato il 3 giugno 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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