Jacques Courtois

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La battaglia di Nordlingen

Jacques Courtois o Giacomo Cortesi (Saint-Hyppolite, febbraio 1621Roma, 14 novembre 1676) è stato un pittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Soprannominato il Borgognone delle battaglie, proveniva dalla regione francese della Franche-Comtè, che all'epoca apparteneva alla Spagna. Ebbe le sue prime lezioni di pittura dal padre Jean Courtois.

Nel 1636 a Milano, si arruolò nell'esercito spagnolo e vi rimase fino al 1639; poi , avendo molta predisposizione per la pittura, iniziò a dipingere cambiando maestri al variare della città in cui si trovava.

Studiò a Bologna presso Jérome Colomès, lavorò con Guido Reni e Francesco Albani e a Firenze con Jan Asselyn, un pittore olandese specialista in scene di battaglia.

A Verona, Firenze e Venezia dipinse opere di vario genere.

Giunto a Roma nel 1640, ebbe modo di vedere in Vaticano la "Battaglia di Costantino", dipinta da Giulio Romano, Quest'opera , che gli piacque moltissimo, e gli anni passati al servizio dell'esercito spagnolo lo spinsero a specializzarsi nel genere delle battaglie, divenendo celebre per il suo modo di esprimersi e di colorire "sorprendentemente vero".

Si trasferì in seguito a Siena, dove si sposò nel 1647 con la figlia di un pittore fiorentino, della quale era gelosissimo. Alla morte improvvisa di lei nel 1654, fu accusato di averla avvelenata. Perciò si ritirò presso i Padri della Compagnia di Gesù ed in seguito divenne gesuita.

Ritornato a Roma, visse nel noviziato di S.Andrea a Monte Cavallo e presso la Casa dei Gesuiti. Una delle prime realizzazioni di questo periodo fu la serie di sei battaglie "vinte per l'intercessione della Vergine Maria" che si trovano nella Cappella primaria del Collegio Romano. Contribuì anche alla decorazione murale dei corridoi degli appartamenti di Sant'Ignazio (la casa professa di Gesù).

Inoltre tenne anche scuola: fu suo allievo il pittore francese Joseph Parrocel.

Nel 1672, su richiesta del Superiore Generale, preparò gli schizzi per la decorazione dell'abside della Chiesa di Gesù, ma non poté portar a termine l'opera a causa del declinare della sua salute. Morì a Roma il 14 novembre 1676.

Anche il fratello Gugliemo (Guillaume Courtois) fu pittore di buon nome.

Oggi le opere di Jacques Courtois si trovano nei maggiori musei del mondo, il Louvre a Parigi, la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti a Firenze, il Prado a Madrid, il Museo dell'Ermitage a San Pietroburgo, etc...

Gian Lorenzo Bernini così commentò: "Tra i pittori di quel tempo in Europa , nessuno ha equagliato Courtois nell'espressione grafica dell'orrore della battaglia " (Salvagnini,F.A., I pittori borgognoni, Cortese, Roma, 1937, p. 185).

Opere[modifica | modifica sorgente]

La battaglia di Lützen
Battaglia di Cavalleria. Collezione M (Collezione privata)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Baldinucci, Notizie de' professori del disegno da Cimabue in qua, 6 vol., Firenze, 1681-1728, vol. VI, pp. 417-426
  • Edward Holt, The Jesuit Battle-Painter:Jacques Courtois (le Bourguignon), Apollo, no. 85, marzo 1969, pp. 212-223
  • Nathalie Lallemand-Buyssens, Jacques Courtois (1621-1676) n'était pas qu'un peintre de batailles, Recherches en Histoire de l'Art, no. 6, 2007, pp. 49-59
  • Nathalie Lallemand-Buyssens, Jacques Courtois et Salvator Rosa, Salvator Rosa e il suo tempo, 1615-1673, Roma, 2010, pp. 357-371
  • Nathalie Lallemand-Buyssens, Rome ou les deux vies de Jacques Courtois, Bulletin de l'Association des Historiens de l'Art italien, no. 17, 2011, pp. 99-105
  • Pellegrino Antonio Orlandi e Pietro Guarienti, Abecedario pittorico, Venezia presso Giambattista Pasquali, 1753
  • Francesco Alberto Salvagnini, I pittori Borgognoni (Courtois) e la loro casa in piazza di Spagna, Roma, Fratelli Palombi, 1937
  • Domenico Sedini, Jacques Courtois, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.
  • Marco Horak, A Piacenza una tela del "Borgognone", il maggior interprete di scene di battaglia, in "L'Urtiga - Quaderni di cultura piacentina" anno 2013, n.3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 89000632