Dionisio Lazzari
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Dionisio Lazzari (Napoli, 1617 – Napoli, 1689) marmoraro, architetto e scultore italiano, esponente del Barocco napoletano.
Si specializzò nella opera dei Marmi commessi
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Figlio dello scultore e marmoraro Jacopo Lazzari (Firenze, 1574 – Napoli, 1640) e Caterina Papini, lavorò col padre, nelle sue opere giovanili, nella Cappella di San Filippo Neri nella Chiesa dei Girolamini e nella realizzazione di marmi sulla facciata di Chiesa di Santa Maria della Sapienza, la sua attività principale è di essere uno dei più acclamati marmorari di Napoli, lavora col padre fino alla sua morte e lavora come marmoraro dal 1640 al 1653. [1] In questi tredici anni si occupa della realizzazione di altari maggiori delle chiese della Sapienza, San Pietro Martire dove ammoderna anche alcune cappelle, San Paolo Maggiore con vari lavori nella Cappella Firrao, realizza altri aparati decorativi in cappelle e chiese della città e lavora anche fuori Napoli realizzando la balaustra dell'altare maggiore della Basilica di San Nicola di Bari, l'altare maggiore nella Collegiata di San Michele Arcangelo a Solofra e vari lavoretti a Sant'Antimo, San Severo, Troia e a Portici. Una delle opere più significative di Dionisio e della sue bottega ereditata è il restauro della facciata di Palazzo Firrao insieme al fratello Giacinto Lazzari, Simone Tacca e Francesco Valentino su attribuizione del progetto Fanzaghiano. [2] Dopo il 1653 l'attività del Lazzari si articola maggiormente concentrando tra le sue attività anche l'architettura di cui diverrà un'abilissimo architetto, la sua prima commissione architettonica è quella di eseguire l'innalzamento della cupola della Chiesa dei Girolamini insieme alla decorazione di alcuni ambienti e alla progettazione del chiostro, nel 1656 relizza il suo primo progetto architettonico, la Chiesa di Santa Maria dell'Aiuto. Opera degna che combina architettura e scultura è l'altare maggiore della Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi dove la macchina d'altare s'ispira a qelle del Fanzago, notevole è il tabernacolo che appare come un'edificio sacro ambiguo dove si alteranano i pieni e vuoti delle colonne e balaustre, delle sporgenze e delle rientranze, le porte laterali che servono all'ingresso del coro, dono decorati da rilievi prospettici che riprendono alcuni ambienti astratti. A metà del secolo progetta la Chiesa di San Giuseppe dei Ruffi e intorno al 1680 realizza dalle fondamenta la Chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella con pianta ovale. Redige alcuni progetti di apparati decoratici per il Complesso di San Gaudioso e per la Chiesa di Santa Maria Succurre Miseris dei Bianchi. E stato anche l'autore della Chiesa di San Salvatore a Capri e del pulpito della Chiesa di Santa Maria della Sanità.
Le altre opere architettoniche e scultoree sono sparpagliate per la città e tra i suoi collaboratori si può annoverare l'architetto Arcangelo Guglielmelli.
[modifica] Opere principali
- Santa Maria dell'Aiuto
- Santa Maria all' Olmo
- Decorazione presbiteriale e absidale della Chiesa Del Purgatorio ad Arco
- San Giuseppe dei Ruffi
- Chiesa dei Girolamini
- Chiostro e cupola della Chiesa dei Girolamini
- Altare maggiore della Cappella Reale del Palazzo Reale di Napoli
[modifica] Note
- ^ Il padre lo iscrive automaticamente nella società stipulata con Simone Tacca, Francesco Valentino e se stesso, dopo la morte di Jacopo Lazzari avvenuta nel 1640 il figlio era già all'interno della società per il proseguimento di lavori incompiuti iniziati dal padre.
- ^ Secondo alcuni il progetto di restauro di Palazzo Firrao sia attribuito allo stesso Jacopo Lazzari e risalirebbe al 1637, mentre i suoi due figli avrebbero eseguito solamente la realizzazione del portale centrale con le due statue appogiate sul timpano spezzato.
[modifica] Fonti
- Gaetana Cantone, Napoli barocca, Laterza, 2002, Napoli

