Chiesa dei Santi Marcellino e Festo
Coordinate: 40°50′50″N 14°15′31″E / 40.847084°N 14.258510°E
| Chiesa dei Santi Marcellino e Festo | |
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Facciata |
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| Paese | |
| Regione | |
| Località | |
| Religione | Cristiana Cattolica di Rito Romano |
| Diocesi | Arcidiocesi di Napoli |
| Architetto | Giovanni Vincenzo Della Monica, Pietro D'Apuzzo, Giovan Giacomo Di Conforto, Mario Gioffredo, Luigi Vanvitelli |
| Stile architettonico | barocco |
| Inizio costruzione | VII secolo |
| Completamento | 1772 |
La chiesa dei Santi Marcellino e Festo è una chiesa di Napoli ubicata nel centro storico, presso il largo San Marcellino.
L'edificio fa parte di un complesso conventuale costituito da due monasteri femminili basiliani del VII secolo dedicati ai santi Marcellino, Pietro, Festo e Desiderio.
La chiesa fu restaurata ampiamente sia nel Settecento che nel Novecento ed è attualmente (2011) sconsacrata. L'adiacente chiostro ospita alcuni locali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Oggi, la chiesa è usata prevalentemente per convegni culturali e non è dunque facilmente visitabile.
Indice |
[modifica] Storia
La storia del monastero e della chiesa risale all'alto medioevo: originariamente era dedicato a Marcellino e Pietro. Al VIII secolo risale la fondazione di un monastero confinante dedicato al culto di Festo e Desiderio ad opera di Stefano II, vescovo e duca di Napoli. Nel IX secolo il monastero dei Santi Marcellino e Pietro venne ristrutturato dalla vedova del duca Antimo di Napoli.
Nel 1565 il monastero dei Santi Festo e Desiderio venne soppresso perché non rendeva e le monache del convento vennero accorpate a quelle di San Marcellino. Appena due anni dopo la struttura venne rimaneggiata su progetto di Giovanni Vincenzo Della Monica ed i lavori durarono circa trent'anni (1567-1595).
Invece, all'inizio del secolo successivo risale il restauro della chiesa, su disegno degli architetti Pietro D'Apuzzo e Giovan Giacomo Di Conforto; il tempio fu quindi abbellito da opere scultore e pittoriche di rilievo eseguite dagli artisti più noti della città.
Nel 1707 fu eseguito un intervento di restauro sulla facciata della chiesa, mentre a metà del secolo fu restaurato tutto il complesso su progetto di Mario Gioffredo e Luigi Vanvitelli; in seguito il primo fu estromesso mentre il secondo terminò il rifacimento con la realizzazione dell'Oratorio della Scala Santa nel 1772.
Nel 1808 il monastero fu soppresso e un secolo più tardi fu destinato ad ospitare alcuni locali dell'università, mentre nel 1932 qui venne istituto il Museo di Paleontologia.
[modifica] La chiesa
[modifica] Interno
L'interno della chiesa è sicuramente tra i più belli della città; si presenta con un intatto fascino datogli soprattutto dalle splendide decorazioni in marmo ed in legno ad intagli. La decorazione principale, interamente in marmi policromi, risale al XVIII secolo ed e fu progettata da Luigi Vanvitelli ed eseguita dai marmorari Antonio Di Lucca e Domenico Tucci tra il 1759 e il 1767; le gelosie in legno intarsiato furono realizzate tra il 1761 e il 1765 da Giuseppe D'Ambrosio; dello stesso architetto sono le due cappelle nel trasetto. Nell'interno vi sono opere di Giuseppe Simonelli, Belisario Corenzio (cupola e archi delle cappelle) e Massimo Stanzione (soffitto).
Pregevole è pure l'altare maggiore, realizzato nel 1666 da Dionisio Lazzari e decorato da statue di Lorenzo Vaccaro; il Lazzari operò anche in una cappella della chiesa con altare settecentesco progettato da Mario Gioffredo ed eseguito da Antonio Di Lucca. In sagrestia ci sono intagli lignei del XVI secolo.
[modifica] Il chiostro
| Per approfondire, vedi la voce Chiostro dei Santi Marcellino e Festo. |
I due chiostri, posti a quote diverse l'uno dall'altro, si articolano nel complesso che oggi ospita una delle sedi dell'Università Federico II: il primo chiostro con arcate in piperno è opera di Giovanni Vincenzo Della Monica (1567-1595) e si apre su un panorama veramente suggestivo, mentre il secondo presenta l'Oratorio della Scala Santa, di Luigi Vanvitelli (1772).
La Sala Capitolare, pavimentata in maioliche da Giuseppe Massa (1750), è oggi sede del Museo di Paleontologia.
[modifica] Altre immagini
[modifica] Bibliografia
- Touring club italiano. Napoli e la Campania, Touring Editore, Milano 1998.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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