Cattedra di San Pietro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Cattedra di San Pietro sormontata dal "Gloria"

La cattedra di San Pietro (in latino Cathedra Petri) è un trono ligneo, che la leggenda medioevale identifica con la cattedra vescovile appartenuta a san Pietro apostolo in quanto primo vescovo di Roma e papa.

In realtà quello che si conserva è un manufatto del IX secolo, donato nell'875 dal re dei Franchi Carlo il Calvo a papa Giovanni VIII in occasione della sua discesa a Roma per la propria incoronazione a imperatore.[1]

Il trono di Carlo il Calvo poi identificato con la cattedra di San Pietro

Viene conservato come reliquia nella basilica di San Pietro in Vaticano, all'interno di una grandiosa composizione barocca progettata da Gian Lorenzo Bernini e realizzata fra il 1656 e il 1665.

Una copia della cattedra di legno si trova inoltre esposta nel Museo storico artistico – Tesoro di San Pietro, con ingresso dall'interno della basilica.

Il nome "cattedra" deriva dal termine latino cathedra, che indica la cattedra vescovile (il seggio sul quale siede il vescovo).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Cathedra Petri vista dal presbiterio della Basilica Vaticana

L'opera del Bernini è collocata nell'abside di fondo della Basilica Vaticana, aggettante con effetto scenografico dalla cornice architettonica delle lesene. Al centro si trova il trono in bronzo dorato, al cui interno è situata la cattedra lignea vera e propria. Su un drappo frontale è rappresentata la traditio clavum (la "consegna delle chiavi", ovvero l'atto secondo cui, nella dottrina cattolica, Cristo conferisce a Pietro il primato papale).

Quattro colossali statue anch'esse in bronzo, raffiguranti quattro dottori della Chiesa (in primo piano sant'Agostino e sant'Ambrogio per la Chiesa latina e in secondo piano sant'Atanasio e san Giovanni Crisostomo per la Chiesa greca), sono rappresentate nell'atto di sorreggere la cattedra, che pare librarsi senza peso su nuvole di stucco dorato.

La colomba dello Spirito Santo nel finestrone che sormonta il trono

Sopra il trono, in una raggiera di stucchi dorati contornata da angeli, si trova un finestrone di fondo in alabastro raffigurante una colomba (l'apertura alare è di 162 cm), simbolo dello Spirito Santo il quale guida i successori di Pietro nel loro incarico. Essa costituisce l'unica vetrata colorata dell'intera basilica di San Pietro.

Come l'Estasi di Santa Teresa d'Avila (1644-52) dello stesso Bernini, la cattedra di San Pietro può essere senza dubbio definita un capolavoro del Barocco, che fondendo insieme architettura, scultura e arti figurative dà luogo ad un'opera d'arte globale, rappresentazione scenografica di una visione fantastica. Spettacolari gli effetti della luce, soprattutto nel pomeriggio quando il sole scende dietro l'abside.

Festività della cattedra di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

Nel Martirologio geronimiano del IV secolo sono indicati due giorni di festa dedicati alla cattedra di san Pietro apostolo, il 18 gennaio e il 22 febbraio. Questo perché la tradizione attribuiva a san Pietro due «cattedre», una ad Antiochia (identificata come sede del magistero prima del viaggio a Roma) e un'altra a Roma.

In particolare, il 22 febbraio è il giorno in cui gli antichi romani onoravano con i Feralia la memoria dei defunti, mangiando presso le loro tombe attorno ad un seggio, riservato al defunto stesso, che indicava la sua presenza e prendeva il nome di «cattedra» (sedia). Dal IV secolo il cristianesimo ha fatto propria la festa, incominciando ad onorare la «cattedra» di San Pietro.

La riforma del calendario ha portato all'unificazione delle festività, che viene pertanto celebrata il 22 febbraio e ricorda in modo particolare la peculiare missione affidata da Gesù a Pietro.

Nella chiesa cattolica di rito ambrosiano la celebrazione di questa festività è rimasta il 18 gennaio.

Dottrina della Cathedra Petri[modifica | modifica wikitesto]

Gesù consegna a san Pietro le chiavi del regno
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Primato di Pietro e Primato papale.

La cathedra Petri è anche il nome di una dottrina sviluppata a partire dal III secolo inerente alla successione e l'autorità dell'episcopato, concepito un tutt'uno affidato da Cristo a san Pietro e ai suoi successori romani; secondo i cattolici, egli avrebbe esercitato subito il suo primato, attribuitogli da Cristo stesso.[2][3]

Nei due secoli successivi essa si andò trasformando nella teoria organica del primato di Roma su tutte le chiese, dando luogo sia alla concreta rivendicazione della superiore autorità del papa e del suo diritto di intervento nei confronti degli altri vescovi, sia ad una "teologia del primato" che rimase a fondamento del potere spirituale e temporale della chiesa di Roma nel Medioevo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Giardina, A.Vauchez,Il mito di Roma, Editori Laterza, 2000
  2. ^ Alberto Azzimonti, San Pietro. Il primato del Papa-apostolo in il Timone, novembre/dicembre 2009.
  3. ^ Costituzione Dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium 18b

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]