Primato papale

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Nella dottrina cattolica il primato papale è l'autorità apostolica del vescovo della diocesi di Roma su tutte le Chiese cattoliche particolari, sia di rito latino che di riti orientali.

La dottrina sul primato papale è fatta derivare dalla Chiesa cattolica dal primato di Pietro e dalla sua identificazione con il primo vescovo di Roma: «Basandosi sulla testimonianza del Nuovo Testamento, la Chiesa Cattolica insegna, come dottrina di fede, che il Vescovo di Roma è Successore di Pietro nel suo servizio primaziale nella Chiesa universale; questa successione spiega la preminenza della Chiesa di Roma...»[1].

La Chiesa ortodossa riconosce un primato "nella carità" o "di onore" al vescovo di Roma, ma ritiene che non sia valido finché continua la suddivisione tra chiesa orientale ed occidentale successiva al Grande Scisma; le Chiese protestanti non riconoscono nessun primato, né al papa né ai patriarchi delle chiese orientali, in quanto reputano che l'istituto papale non sia in accordo con le Sacre Scritture.

Primato di Pietro apostolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Primato di Pietro.

La Chiesa cattolica, la Chiesa ortodossa e gran parte delle Chiese riformate riconoscono che San Pietro avesse un ruolo particolare tra gli apostoli; l'entità di questo primato è invece oggetto di dispute dottrinali tra le confessioni cristiane che influenzano anche la dottrina sul primato papale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Congregazione per la Dottrina della Fede, testo citato, n. 4.

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