Basilica di San Pietro ad Aram
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La Basilica di San Pietro ad Aram è una chiesa di Napoli. È famosa perché, secondo la tradizione, il tempio custodirebbe l'Ara Petri, ovvero l'altare su cui pregò san Pietro durante la sua venuta a Napoli. La basilica si erge nel centro storico della città.
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[modifica] Cenni storici
Per la sua particolare antichità papa Clemente VII, le concesse il privilegio di poter celebrare il giubileo un anno dopo quello di Roma, in modo da evitare un eccessivo affollamento nella città eterna, ma anche per evitare al popolo napoletano il faticoso viaggio. I post-giubilei vennero celebrati nel 1526, nel 1551 ed infine nel 1576. Papa Clemente VIII abolì questo privilegio alla città nel XVII secolo.
Secondo la leggenda la chiesa è sorta sul luogo dove san Pietro aveva battezzato Santa Candida e Sant'Aspreno, i primi napoletani convertiti, come narra anche l'affresco nel vestibolo (recentemente attribuito a Girolamo da Salerno).
Nel vestibolo vi è l'altare in marmo con iscrizione Angioina e colonnine sveve, sormontato dal baldacchino di Giovan Battista Nauclerio. L'attuale ristrutturazione è del XVII secolo, su precedente disegno di Pietro De Marino e Giovanni Mozzetta.
Alla fine del secolo scorso, con i lavori del cosiddetto Risanamento, i capitelli del distrutto chiostro di età Aragonese furono trasferiti nel sacello di Sant'Aspreno in piazza Borsa. Il portale dell'ingresso secondario (XVI secolo), da cui si accede alla chiesa, è in pietra scolpita a motivi di girali vegetali e proviene dal Conservatorio dell'Arte della Lana, in vico Miroballo, demolito per i lavori del Risanamento.
[modifica] L'interno
L'interno è a navata unica, a croce latina. Sull'altare della prima cappella sulla destra vi è il rilievo con la Madonna delle Grazie di Giovanni da Nola; la tela con il Giubileo è opera di Wenzel Cobergher, del 1594.
Nel transetto destro il San Raffaele è di Giacinto Diano, il Battesimo di Cristo di Massimo Stanzione, la Madonna con San Felice da Cantalice e di Andrea Vaccaro. Nel presbiterio sibi collocate due tele giovanili di Luca Giordano: San Pietro e San Paolo si abbracciano prima di andare al martirio e La consegna delle chiavi. Il coro ligneo, del 1661, è di Giovan Domenico Vinaccia. Nelle rimanenti cappelle, tra gli altri, dipinti di Sarnelli, Pacecco De Rosa, Giacinto Diano, Cesare Fracanzano e Nicola Vaccaro.
[modifica] La cripta
Dal transetto sinistro si scende nella cripta, che in seguito ai restauri del 1930 si rivelò essere una chiesa paleocristiana; questa presenta tre navate, articolate con colonne monolitiche in marmo, dove sono state scoperte anche delle catacombe.
[modifica] Bibliografia
- Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spiriturale della Napoli sacra, Newton e Compton editore, Napoli 2004.
- Antonio Emanuele Piedimonte, Napoli Segreta, Edizioni Intra Moenia, 2006.

