Giacinto Diano

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Giacinto Diano (Pozzuoli, 28 marzo 1731Napoli, 13 agosto 1803) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Martirio di san Sebastiano, Indianapolis Museum of Art.

Giacinto Diano (detto anche Giacinto Diana) iniziò la sua attività pittorica presso la bottega di Francesco De Mura (Napoli 1696-1782), che influenzò le sue opere giovanili. Nel maggio dei 1752, il ventunenne Diano lasciò definitivamente Pozzuoli per stabilirsi a Napoli, che allora viveva un periodo di grande splendore artistico e culturale per la presenza dell'illuminato re Carlo III di Borbone.

Soprannominato 'o Puzzulaniello, riuscì in breve tempo a conquistarsi un posto di rilievo nel panorama artistico del suo tempo, infatti, nel 1773 ottenne la nomina di professore di Disegno e maestro di Pittura nella Reale Accademia di Belle Arti, rimanendovi fino al 1782. Diano, considerato da Raffaello Causa "la maggiore delle personalità napoletane della seconda metà del secolo”, vanta una ricca produzione artistica, sparsa in diverse località del meridione d'Italia e a Napoli in molte chiese (chiesa della Pietà dei Turchini, chiesa di Sant'Agostino alla Zecca, chiesa di Sant'Agostino degli Scalzi, Complesso di Sant'Andrea delle Dame, chiesa di Santa Caterina da Siena, chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, chiesa di San Giuseppe dei Ruffi, chiesa di San Giuseppe Maggiore, chiesa di Santa Maria in Portico, chiesa di San Nicola alla Carità, Basilica di San Pietro ad Aram, chiesa di San Pietro Martire, chiesa di San Potito, chiesa della Santissima Annunziata, chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, chiesa dello Spirito Santo) e palazzi (Palazzo Paternò, Palazzo Cellammare, Palazzo Serra di Cassano, Ospedale della Pace).

Ha lasciato numerose opere anche nella sua città natale: nel duomo, nella cappella del Seminario vescovile, in Santa Maria delle Grazie. Quelle più importanti sono le tele eseguite tra il 1758 e il 1760, per la settecentesca chiesa di San Raffaele Arcangelo, trasportate a Napoli, con altre sue opere, durante il bradisismo del 1983-84.Nel 1769 realizza l'apoteosi di San Francesco nella sagrestia vanvitelliana della basilica santuario di Santa Maria di Pozzano, a Castellammare di Stabia. Trascorse gli ultimi anni della sua vita miseramente in una casa di Via Taverna Penta (zona del "quartieri spagnoli"), dove morì il 13 agosto del 1803. Fu sepolto nella chiesa dell'Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini di cui era un confratello.

Il Diano avviò all'arte diversi allievi, tra i quali primeggiò Gaetano Gigante, capostipite della famosa famiglia di pittori della Scuola di Posillipo, che ebbe in Giacinto Gigante il maggiore e più noto esponente. A questi fu imposto il nome Giacinto, proprio in omaggio al maestro puteolano.

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