Giovanni Colombini

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Giovanni Colombini (Siena, 1304San Salvatore sull'Amiata, 31 luglio 1367) è stato un mercante italiano, che attorno al 1360 fondò l'ordine religioso dei Gesuati.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di famiglia ricca, si occupò di politica nella sua città natale, dove ricoprì gli incarichi di gonfaloniere e di priore Convertitosi insieme alla moglie dopo la lettura della Vita di santa Maria Egiziaca scritta da Jacopo da Varagine, Colombini assieme ai suoi seguaci e a sua moglie Monna Biagia iniziò a percorrere i villaggi predicando una spiritualità semplice e dedicandosi particolarmente all'assistenza degli infermi.

Non indossavano un abito religioso né vivevano in case comuni e, sull'esempio di Francesco d'Assisi, non accedevano al sacerdozio. A causa del loro uso di ripetere frequentemente il nome di Gesù, il popolo iniziò a chiamarli Gesuati.

Temendo che alla sua morte la fraternità potesse disperdersi, nel 1367 Colombini si recò a Viterbo da papa Urbano V per chiedergli l'approvazione del suo ordine: il Pontefice acconsentì, ma impose ai religiosi di vestire un saio bianco e la vita comune in conventi. Subito dopo, anche una nipote di Giovanni, Caterina Colombini anch'essa divenuta beata, costituì l'Ordine delle monache Gesuate.

La congregazione dei Gesuati venne soppressa da Papa Clemente IX, con bolla del 6 dicembre 1668. I Gesuati venivano chiamati Padri dell'acquavite, perché negli Spedali, distillavano il vino, e la somministravano ai malati per farli sopportare il dolore[1].

Fu beatificato dal papa Gregorio XIII.

L'opera letteraria del Colombini di maggiore rilievo furono le Lettere, dedicate alle monache di S.Bonda, appartenenti al genere apostolico con finalità mistiche. Se il linguaggio è semplice e infarcito da termini di origine dialettale, non mancano toni evocativi, insegnamenti di vita accostabili a quelli dei francescani e speranze di un rinnovamento sociale.[2] La biografia di Giovanni Colombini è opera di Feo Belcari.[3] [4] Nel loro peregrinare nelle città toscane i Gesuati,guidati da Giovanni Colombini, fecero sosta a Pistoia e due figli di nobili casate pistoiesi, Pietro e Paulino divennero loro seguaci ed entrarono nell'ordine,iniziando a servire i malati nello spedale del Ceppo.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. Beani, [Clemente IX ], Prato, 1893.
  2. ^ Le muse, De Agostini, Novara, Vol.III, pag.362-363
  3. ^ Feo Belcari, Vita del beato Giovanni Colombini da Siena, fondatore dell'ordine delli Iesuati, 1558. [1]
  4. ^ Feo Belcari, Vita di Giovanni Colombini, ristampa, Roma, 1845
  5. ^ Feo Belcari, op. cit., p.102.

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