Dottore

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Dottore è la qualifica tradizionalmente spettante alle persone che conseguono un titolo di studio di livello universitario (laurea, dottorato di ricerca) o ad esso assimilato.

Differenze culturali nell'attribuzione del titolo[modifica | modifica sorgente]

Nel mondo accademico europeo, il titolo può riferirsi al grado di istruzione di medico, con più specifico riferimento all'istituto del dottorato.

Nel mondo anglosassone il titolo è attribuibile con specificazioni e soprattutto abbreviazioni di dettaglio, come ad esempio per il PhD, ovvero Philosophiæ Doctor, il ThD (Theologiae Doctor), il Dr. rer. nat. (Doctor Rerum Naturalium), il MD, ovvero Medicinae Doctor (il medico), il DMD (Dentariae Medicinae Doctor, l'odontoiatra), PharmD (Pharmaciae Doctor ) Farmacista, il VMD (medico veterinario, denominato per esteso Veterinariae Medicinae Doctor).

Va precisato che l'uso del titolo di dottore per i medici non va comunque confuso con l'attribuzione del grado accademico di dottorato. In Inghilterra, per esempio, nonostante sia comune appellarsi ai medici con il titolo di "doctor", dal punto di vista accademico il loro grado è di Bachelor of Medicine. Il grado accademico di Doctor of Medicine viene conseguito solo con il relativo dottorato. In Spagna un medico è "licenciado" in Medicina, e può appellarsi dottore solo col dottorato. Similmente in Germania si distingue tra medico (Arzt) e dottore in medicina (Medicinae Doctor), che ha appunto conseguito il dottorato. È perciò radicalmente distinto dai gradi inferiori di Master o Licentia (laurea magistrale) o di Bachelor (laurea triennale). Questa distinzione risale alle origini stesse dell'Università, e tutt'oggi sopravvive, per esempio, anche in territorio italiano, nelle facoltà di diritto pontificio. Nelle università pontificie è doctor chi ha conseguito il dottorato, terzo ciclo degli studi universitari, dopo il baccellierato e la licenza, e ha pubblicato la tesi di dottorato con l'approvazione della commissione accademica.

Il termine discende dal latino doctor ("insegnante", derivato dal supino del verbo docere) e quindi indicherebbe propriamente chi, per la sua conoscenza di una certa materia, è in grado di insegnarla. Per questo motivo, tradizionalmente si definisce "dottore" il medico, che per ragioni deontologiche ha sempre titolo e dovere di insegnamento nei confronti di colleghi più giovani.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia l'uso del titolo è stato controverso, per l'incongruenza tra un Regio Decreto del 1938 che attribuisce il titolo di dottore ai laureati (tenendo presente che fino al 1980 la laurea era il massimo grado accademico in Italia) e le moderne normative internazionali, tra cui la Convenzione di Bologna, sottoscritta dall'Italia, che si impegna all'uniformità nell'uso dei titoli accademici, finché il D.M. 270/2004 ed una serie di sentenze della Corte dei Conti (del settembre 2004 e del 9/9/2004) ha fatto definitiva chiarezza.

La qualifica di Dottore, secondo il D.M. 270/2004, spetta ai laureati che abbiano conseguito una laurea di durata triennale o un diploma universitario della stessa durata (Legge n. 240/2010 art. 17 comma 2 Riforma Gelmini), mentre il titolo di Dottore magistrale spetta a chi abbia conseguito una laurea specialistica/magistrale (secondo la nuova denominazione) di durata biennale o una laurea specialistica/magistrale a ciclo unico della durata di cinque anni o sei anni nel caso di medicina e chirurgia e odontoiatria e protesi dentaria, nonché a tutti i laureati del vecchio ordinamento sia che la durata della laurea fosse di quattro o di cinque anni.Nella pratica quotidiana comunque, sia che si tratti di un infermiere, di un avvocato, di un odontoiatra, di un medico o di un qualunque laureato, l'appellativo comune è "dottore", senza rimandi specifici a ulteriori gradi di specializzazione. In particolare nell'ambiente sanitario italiano l'appellativo di dottore coincide con il titolo di "dottore" di quello di tutto il resto del mondo cioè è conferito al sanitario con una laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Farmacia, Biologia o in Medicina Veterinaria. Così nella pratica quotidiana i laureati delle professioni sanitarie continuano come nel resto del mondo ad avere l'appellativo della professione cioè infermiere, fisioterapista, igienista, logopedista, dietologo, tecnico radiologo ecc

La qualifica di dottore di ricerca spetta invece ai titolari del dottorato di ricerca, che si consegue a seguito di corsi almeno triennali. Il dottorato di ricerca è un titolo affine agli anglosassoni PhD (Philosophiæ Doctor o Doctor of Philosophy), Ed.D. (Doctor of Education), D.A. (Doctor of Arts), D.B.A. (Doctor of Business Administration), D.M.A. (Doctor of Musical Arts) e simili (il Ph.D. è il dottorato di ricerca più comune sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito, ma ci sono molti altri tipi di dottorati, individuati da sigle diverse). Nel Regno Unito una qualifica NVQ5 o NQF/QCF 8 è ritenuta comparabile a un dottorato[1].

Riferimenti normativi[modifica | modifica sorgente]

La qualifica accademica di dottore è stata regolamentata per la prima volta con il regio decreto 1269/38, art. 48, comma terzo. Uno dei regolamenti attuativi della riforma universitaria (art. 17, c. 95 legge. n. 127/1997) – che è il decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, pubblicato in G.U. 12 novembre 2004 con il titolo Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, 3 novembre 1999, n. 509 – lo regolamenta ulteriormente introducendo le qualifiche di dottore magistrale e dottore di ricerca.

Protezione giuridica del titolo di dottore[modifica | modifica sorgente]

Il titolo di Dottore è conferito dalle autorità accademiche in nome della Legge e ha valore legale. La legge persegue chi se ne fregia senza averne diritto (art. 498 c.p., poi depenalizzato).

Il Regolamento studenti (Regio Decreto 4 giugno 1938, n.1269) prevedeva all'articolo 48 che "a coloro che hanno conseguito una laurea, e ad essi soltanto, compete la qualifica accademica di dottore".

Il Regio decreto è stato in parte abrogato ("e ad essi soltanto") dalla legislazione successiva e vi sono particolari casi nei quali si parla non solo di equipollenza ma di vera e propria equiparazione cioè "atto, effetto dell'uguagliare, pareggiare" (parificazione) con connessa estensione alla qualifica di dottore ai diplomati di cui:

  1. Legge 21 dicembre 1999, n. 508 art. 4/3+3bis;
  2. D.Lgs. 42/2004 modificato dal D.Lgs. 156/2006,«il titolo accademico rilasciato a seguito del superamento di detto esame, che è equiparato al diploma di laurea specialistica o magistrale»;
  3. DPR 8 luglio 2005, n. 212 art. 3,4,5,6;
  4. Legge 30 dicembre 2010, n. 240 art 17 riguardo ai possessori di Diploma Universitario DU (prima non era laurea) e dei diplomi delle scuole dirette a fini speciali;
  5. legge di stabilità 2013 (art. 102-107).

Con il Decreto Ministeriale del 31 gennaio 1992 un gran numero di scuole dirette a fini speciali si sono trasformate, come previsto dalla legge, in corsi di diploma di primo livello universitario (DU), dando vita, in tal modo, anche in Italia, all'istruzione universitaria di primo livello, prevalentemente orientata attorno a una formazione di tipo professionale. Con l'anno accademico 1992/93, adeguandosi al citato D.M., molti corsi delle scuole dirette a fini speciali hanno attivando nuovi indirizzi di studio finalizzati al rilascio di diploma.

La Legge 13 marzo 1958, n. 262 regola il conferimento ed uso di titoli accademici, professionali e simili. L'articolo 1 recita:

« Le qualifiche accademiche di dottore, compresa quella honoris causa, le qualifiche di carattere professionale, la qualifica di libero docente possono essere conferite soltanto con le modalità e nei casi indicati dalla legge »

L'articolo 2 recita:

« Chiunque fa uso, in qualsiasi forma e modalità, della qualifica accademica di dottore compresa quella honoris causa, di qualifiche di carattere professionale e della qualifica di libero docente, ottenute in contrasto con quanto stabilito nell'articolo 1, è punito con l'ammenda da L. 30.000 a L. 200.000, anche se le predette qualifiche siano state conferite prima dell'entrata in vigore della presente legge. La condanna per i reati previsti nei commi precedenti importa la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36, ultimo comma, del Codice Penale »

L'articolo 498 (Usurpazione di titoli o di onori) del Codice penale punisce l'esercizio abusivo delle professioni e l'usurpazione del titolo di Dottore:

« Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929.

Alla stessa sanzione soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente.

Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione con le modalità stabilite dall'articolo 36 e non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. »

Particolare attenzione va fatta nell'utilizzare il titolo italiano di "dottore" all'estero (in particolare nella traduzione "Doctor") se non si possiede il titolo di "dottore di ricerca" o una laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Farmacia o in Medicina Veterinaria. Infatti, come già menzionato, nel resto del mondo il titolo di "dottore" è conferito solo con il completamento del terzo ciclo di studi universitari, e in molte legislazioni fregiarsi del titolo di dottore senza aver un titolo di terzo livello o una laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Farmacia o in Medicina Veterinaria è reato.

Abbreviazione[modifica | modifica sorgente]

Il termine dottore, spesso e per comodità, è sostituito da una tra le seguenti abbreviazioni: dott. oppure dr. Infatti per l'Accademia della Crusca le abbreviazioni dott. e dr. (entrambe col punto), poiché attestate nei dizionari italiani, possono essere usate indistintamente.[2] Tuttavia, alcuni linguisti sostengono anche l'uso delle abbreviazioni dr o d.r, intese come contrazioni della parola latina doctor. Nel caso di dottoressa le abbreviazioni in uso sono dott.sa[3], dott.ssa[4] e dr.ssa.

L'art. 19, primo comma della Legge n. 240/2010 ha fissato l'utilizzo delle abbreviazioni Dott. Ric. o Ph. D. per il titolo di dottore di ricerca.

Vincenzo Ceppellini[5] precisa che dott. si scrive con l'iniziale minuscola se è seguito dal nome, come ovvio per qualsiasi apposizione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Explaining the National Qualifications Framework
  2. ^ Articolo dell'Accademia della Crusca sulle abbreviazioni
  3. ^ Elena Albertini e Mario Bendin, Scrivere oggi, Milano, Mondadori, 1990, p. 83.
  4. ^ UE, Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali; GRADIT
  5. ^ Dizionario Grammaticale per un buon uso della lingua italiana, IGDA, 1981

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]