Pontey

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Pontey
comune
Pontey – Stemma Pontey – Bandiera
Panorama di Pontey.
Panorama di Pontey.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Valle d'Aosta-Stemma.svg Valle d'Aosta
Provincia Non presente
Amministrazione
Sindaco Rudy Tillier (lista civica Prima di tutto / Avant tout Pontey) dal 24/05/2010
Territorio
Coordinate 45°44′00″N 7°35′00″E / 45.733333°N 7.583333°E45.733333; 7.583333 (Pontey)Coordinate: 45°44′00″N 7°35′00″E / 45.733333°N 7.583333°E45.733333; 7.583333 (Pontey)
Altitudine 523 m s.l.m.
Superficie 15,75 km²
Abitanti 821[1] (31-12-2013)
Densità 52,13 ab./km²
Frazioni Clapey, Cloutraz, Crétaz, Cretaz Boson, Épiney, La Bovaye, Lassolaz (chef-lieu), Lézin, Prélaz, Prolex, Semon, Torin, Tzésanouva, Valérod, Zerbio, Mesaney.
Comuni confinanti Chambave, Champdepraz, Châtillon, Saint-Denis
Altre informazioni
Cod. postale 11024
Prefisso 0166
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 007051
Cod. catastale G860
Targa AO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 971 GG[2]
Nome abitanti pontesani (it.)
pontesans (fr.)
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontey
Posizione del comune di Pontey all'interno della Valle d'Aosta
Posizione del comune di Pontey all'interno della Valle d'Aosta
Sito istituzionale

Pontey è un comune italiano di 818 abitanti della Valle d'Aosta. È situato sulla destra orografica (envers) della Dora Baltea, principale fiume della Valle d'Aosta, a circa 24 chilometri ad est dal capoluogo regionale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si trova ad una altitudine di 525 m s.l.m., confina con i comuni di Chambave, Saint-Denis, Châtillon e Champdepraz e culmina con la cima del Mont Ruvic a 2922 m s.l.m.
Nel territorio comunale sono presenti tre corsi d'acqua a regime torrentizio chiamati Molinaz, Eau-Noire ("Éve Née" nel patois locale, che significa "Acqua nera") e Vau[3].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La posizione del paese sulla destra orografica della valle centrale (all'envers) fa sì che esso sia soggetto ad un microclima molto diverso dai paesi siti sulla sinistra orografica, infatti d'inverno le montagne a cui il paese è addossato mantengono in ombra il paese per 2 mesi circa dal 20 di novembre al 30 di gennaio, proprio per questo motivo le temperature scendono in maniera molto più decisa e toccano i -10 °C anche di giorno, con punte notturne in anni eccezionali di -30 °C. Durante l'estate proprio per la sua posizione gode di una maggiore illuminazione solare rispetto ai paesi vicini, e grazie a questo il computo delle ore di sole durante l'anno è in sostanziale parità. Il paese si trova in zona climatica E (2971 Gradi Giorno) ai sensi però dei contributi regionali per il riscaldamento tutti i comuni valdostani sono valutati come zona climatica F.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo fascista, Pontey fu accorpato al comune di Châtillon, al tempo chiamato Castiglione Dora.
In seguito, il comune è stato ripristinato nel 1946.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Il nome probabilmente deriva da "ponticulus" nome assegnato dai Romani durante il periodo della loro occupazione.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti alla chiesa sono presenti in una bolla papale del 1176 di papa Alessandro III, quale comunità facente parte della diocesi di Aosta.

Sul territorio sono presenti 3 edifici ecclesiastici: la chiesa parrocchiale dedicata a San Martino e databile intorno al 1400, la cappella di dell'Esaltazione della Santa Croce (un tempo dedicata a San Rocco sita in frazione Banchet) e la cappella dell'Addolorata (frazione Torin).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

In località Plan-Coca si conservano i resti di archeologia industriale de "Le Grand Fourneau", un altiforno a pianta quadrata risalente al XVIII secolo, mentre in località Ussert si trovano i resti delle "fonderie" Gervasone.[5]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Da vedere sono i resti di una tomba barbarica in località Proley, e i resti di macine in pietra ollare che si trovano in località Valmeriana.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Pontey ha avuto un piccolo boom demografico all'inizio degli anni ottanta, con il trasferimento di molte persone dai comuni vicini tanto che da poco meno di 500 abitanti del 1981 si è arrivati ad oggi a oltre 800 abitanti.

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Come in buona parte della regione, anche in questo comune è diffuso il patois valdostano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Famosa nei dintorni la festa che si tiene a metà agosto chiamata la Sagra del cinghiale che si svolge nell'area sportiva sita in località Mesaney, iniziata nel 2000.
  • Altre importanti ricorrenze per il paese sono il patrono San Martino e il carnevale, durante il quale viene bruciato il pupazzo di Ferpafrapa.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio opera una Polisportiva Dilettantistica che si occupa di promuovere corsi di Mountain Bike, escursioni e iniziative culturali, e la Pro Loco.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune possiede alcune strutture ricettive e diversi locali oltre ad un negozio di alimentari.

Sin dal tempo dei Romani, sulle pendici del monte Barbeston è proseguita l'attività estrattiva di macine da mulino ricavate dalle pietre locali, in roccia eclogitica oceanica (cloritoscisti a granato e cloritoide), macine che vennero esportate per secoli anche fuori dalla Valle d'Aosta[7]. Nei pressi dell'alpe Valmeriana, nel bosco e in piccole caverne, numerosi frammenti di macine sono sparse al suolo e alcuni massi erranti sono scavati o recano incise macine solo abbozzate.[8]

Nel territorio comunale sono ancora in attività alcune cave di serpentino e sono stati installati 2 impianti idroelettrici ad acqua fluente composti da 2 gruppi da 1 MW.

In passato, le fontane locali venivano utilizzate per far macerare la canapa (in francese, per il ruissage du chanvre), mentre sulle pendici veniva coltivata la vite a pergolato, soprattutto il vitigno autoctono Prié.[9]

Uno dei 5 ristoranti/trattorie attivi nel territorio comunale offre una pista per Go-Kart.

Sono presenti 2 strutture ricettive una di tipo alberghiero (1 stella) ed una di tipo Bed & Breakfast.

Nel territorio è attiva una discarica per rifiuti speciali non radioattivi gestita dalla stessa ditta che gestisce la discarica regionale di Brissogne.

Inoltre è attiva una società che si occupa di distribuzione di Gas GPL per il riscaldamento.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La scuola elementare.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha a disposizione una scuola primaria dedicata a Jean-André Arbenson e una dell'infanzia dedicata a don Laurent-Samuel Henriod.

Servizi Sociali[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sorge una microcomunità per anziani dedicata all'utenza della Comunità montana Monte Cervino che è in via di ampliamento[senza fonte].

Infrastrutture Sportive[modifica | modifica wikitesto]

Il comune dispone di un'area sportiva polifunzionale aperta in data 3 maggio 2010, per la pratica del Calcio a 5, pallavolo e tennis. Nel territorio comunale si trova anche una palestra di roccia.

Cartello stradale bilingue (italiano-francese) a Lassolaz (capoluogo).

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'asse viario del comune è costituito dalla Strada Regionale 10 (SR10) che permette l'attraversamento del comune da est a ovest fino al bivio tra i villaggi di Banchet e Valérod, situato all'altezza della cappella dell'Esaltazione della Santa Croce.

Diverse strade comunali facilitano poi la comunicazione interna.

Il comune è collegato con i comuni limitrofi tramite due ponti sulla Dora Baltea lungo la SR10: uno lo collega con la SS26 (Torino - La Thuile), e l'altro con l'abitato di Châtillon passando vicino alla stazione ferroviaria di Châtillon.

Lungo la strada che dalla località Lezin porta alla località Crétaz-Boson (lungo la Dora Baltea) è ancora visibile il vecchio ponte non più transitabile, neppure a piedi, ma comunque caratteristico.

Come raggiungere Pontey[modifica | modifica wikitesto]

Pontey è raggiungibile tramite la SS26, prendendo il bivio per la strada regionale 10, oppure dal comune di Châtillon, scendendo lungo rue de la gare e proseguendo dritto dopo la deviazione per Ussel.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è inoltre servito da un servizio di pullman gestito dalla società SAVDA.

Non è presente la ferrovia anche se è facilmente raggiungibile nel vicino comune di Châtillon.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Fa parte della Comunità Montana Monte Cervino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

In questo comune si gioca a palet (è presente un'associazione comunale), caratteristico sport tradizionale valdostano[10].

Almeno una volta l'anno si svolgono gare di ciclocross e le eliminatorie delle batailles de reines.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente al 31-12-2013. [demo.istat.it]
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Sito ufficiale del comune di Pontey.
  4. ^ Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it
  5. ^ Comunità Montana Monte Cervino, Da vedere a Pontey.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Nel Museo Mineralogico dell'Università di Bologna, per esempio, si conserva una macina di probabile origine valdostana ritrovata lungo la via Emilia nei pressi di Fidenza in livelli di scavo databili all'età del Ferro. Cfr. Francesco Prinetti, Andar per sassi. Le rocce alpine fra natura e cultura. Valle d'Aosta, Canavese, Valsesia, Quart (AO), Musumeci, 2010, p. 36, ISBN 978-88-7032-857-8.
  8. ^ Francesco Prinetti, Andar per sassi. Le rocce alpine fra natura e cultura. Valle d'Aosta, Canavese, Valsesia, Quart (AO), Musumeci, 2010, pp. 35-36, ISBN 978-88-7032-857-8.
  9. ^ Pontey - Valle d'Aosta - Curiosità
  10. ^ Dati 2011. Cfr. Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società. Viaggio tra la Valle d'Aosta, l'Italia e l'Unione Europea, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fausta Baudin, Omar Borettaz, Rosella Obert, Pontey: storia e immagini di una comunità, Aosta: Tipografia valdostana, 2002
  • Damien Daudry, Segnalazione e documentazione fotografica del villaggio protostorico della Cime Noire, in Bulletin d'études préhistoriques et archéologiques alpines, fascicolo 16, 2005, pp. 157-176
  • Mario Catalano, Santuario astronomico delle ruote cosmiche in Val Mariana, 2002
  • Pierre Daudry, A proposito di pietre solari e di una strada lastricata sulle alture di Pontey, in Bulletin d'études préhistoriques alpines, fascicolo 2, 1969/1970, pp .183-188

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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