Antoni Gaudí

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Fu il massimo esponente del modernismo catalano, pur essendo la personalità meno organica a tale movimento artistico di cui comunque condivideva i presupposti ideologici e tematici, completandoli però con una ispirazione personale, basata principalmente su forme naturali, che giunse a degli esiti anticipatori dell'espressionismo e di altre avanguardie, compreso il surrealismo.

Malgrado abbia realizzato un gran numero di edifici, soprattutto a Barcellona, la sua fama è legata soprattutto al tempio della Sagrada Família, ancora in costruzione. Un gruppo di sette delle sue opere, poste a Barcellona, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1984.

Indice

[modifica] Biografia

Gaudí mentre osserva il suo Capriccio

Gaudí nacque il 25 giugno 1852, nella provincia di Tarragona, nella Catalogna meridionale. Benché il suo luogo di nascita sia disputato, i documenti ufficiali lo stabiliscono nella cittadina di Reus, mentre altri rivendicano la sua nascita a Riudoms, un piccolo villaggio a 3 km di distanza[1]; certo è che fu battezzato a Reus un giorno dopo la nascita. I genitori Francesc Gaudí Serra e Antònia Cornet Bertran provenivano entrambi da famiglie di artigiani calderai. Dal 1869 studiò a Barcellona, una città che stava crescendo e cambiando tumultuosamente e dove stavano maturando i fermenti culturali del modernismo catalano e della Renaixença, il movimento culturale e politico del recupero della lingua e della cultura catalana e delle rivendicazioni nazionalistiche contrapposte al centralismo castigliano. Gaudí condivise per tutta la vita tali aspirazioni autonomistiche facendo pienamente parte dell'atmosfera di rinnovamento culturale che caratterizzava allora Barcellona.

Si diplomò nel 1878 alla Scuola Superiore di Architettura, ma già prima di diplomarsi riuscì a lavorare con i migliori architetti del tempo. La sua formazione fu ampia. Studiò i testi di John Ruskin, Viollet-le-Duc e Richard Wagner, ma anche la tecnica dei nuovi materiali da costruzione come il cemento. Nello stesso 1878, a Parigi durante l'Esposizione Universale, avvenne l'incontro fondamentale, quello con l'industriale catalano Eusebi Güell i Bacigalupi, che divenne il suo principale mecenate commissionandogli alcune delle sue più famose opere. In questo periodo Gaudí parteciperà alla vivace vita sociale della città, mentre negli anni successivi sarà noto per il particolare carattere schivo e solitario.

Dopo aver collaborato con Joan Martorell, nel 1883, a soli 31 anni, venne nominato architetto capo della costruzione in città del tempio Espiatorio della Sagrada Família, cominciando a costruire la cripta (1884-1887) e poi l'abside (1891-1893). Si tratta di una costruzione monumentale e complessa, tuttora in fase di costruzione, che assorbì le sue energie fino alla morte esemplificando l'associazione tra arte, architettura e vita che caratterizza l'intensa opera di Gaudí. Nello stesso 1883 cominciò a costruire la Casa Vicens, in cui rifiuta il rigore geometrico della tradizione e reinterpreta lo stile mudéjar accostando mattone e azulejo. Nel 1887 il conte Güell gli affida la costruzione della sua residenza di città, il Palazzo Güell, in cui Gaudí usa per la prima volta gli archi parabolici che saranno un elemento costante del suo linguaggio architettonico. Negli anni 1898-1900 fu costruita la Casa Calvet, un edificio in pietra che ottenne il premio assegnato dal Comune di Barcellona per il miglior edificio realizzato in città, confermando il successo professionale di Gaudí. A partire dal 1900, nascono i maggiori capolavori, quasi tutti a Barcellona: il parco Güell in cui natura, scultura e architettura si confondono in una grande maestria artigianale nell'uso dei materiali, la Casa Batlló (1904- 1907) con la facciata rivestita da un mosaico di paste vitree colorate, la chiesa della Colònia Güell a Santa Coloma de Cervelló di cui fu costruita la sola cripta.

La Casa Milà (1906-12) dalla movimentata e plastica facciata in pietra, fu l'ultima opera civile dell'architetto, che dal 1914 si dedicò esclusivamente ai lavori della Sagrada Família, accentuando la tendenza alla solitudine, tanto da vivere in una stanzetta nel cantiere. Il 7 giugno del 1926 fu investito da un tram (notevole il fatto che sia stato il primo tram messo in circolazione nella città). Il suo miserevole aspetto ingannò i soccorritori, i quali lo credettero un povero vagabondo e lo trasportarono all'ospedale della Santa Croce, un ospizio per i mendicanti fondato dai ricchi borghesi della Catalogna. Fu riconosciuto soltanto il giorno successivo dal cappellano della Sagrada Família e morì il 10 giugno. Nonostante questa fine quasi miserabile, al suo funerale parteciparono migliaia di persone. I barcellonesi lo soprannominarono da quel momento "l'architetto di Dio". È sepolto nella cripta della Sagrada Família.

[modifica] L'opera architettonica

Quasi tutta l'opera del maestro è legata alla capitale catalana, la sola città spagnola in cui a cavallo tra XIX e XX secolo si fosse manifestato un principio di sviluppo industriale ed importanti fermenti culturali che dettero vita al movimento artistico del modernismo catalano di cui Gaudí fu il principale esponente. La sua carriera di architetto è caratterizzata dall'elaborazione di forme straordinarie, imprevedibili ed oniriche, realizzate utilizzando i più diversi materiali (mattone, pietra, ceramica, vetro, ferro), da cui Gaudí seppe trarre le massime possibilità espressive con una profonda attenzione per le lavorazioni artigianali.

Casa Milà detta La Pedrera, Barcellona
Il Parco Güell, Barcellona
Casa Batlló, Barcellona
Casa Vicens, Barcellona

La profonda fede cattolica di Gaudí,[2] la sua spiritualità ed il suo peculiare misticismo permeano tutte le sue opere, costellate di motivi simbolici complessi, ricorrenti e spesso non immediatamente evidenti.

[modifica] Le opere principali

Le opere di Gaudí inserite nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[3]:

Tra le altre opere più importanti di Gaudí:

[modifica] Processo di beatificazione

In tempi recenti ha preso corpo l'iniziativa - promossa da un comitato di 30 ecclesiastici, accademici, designer e architetti - di proporre l'architetto catalano per la beatificazione e la canonizzazione. L'arcivescovo di Barcellona, cardinale Ricardo María Carles Gordó, ha avviato il processo di canonizzazione nel 1998, definendo Gaudì "un laico mistico". Nel 2003, conclusa la fase diocesana, la documentazione è stata quindi inviata alla Santa Sede[4].

Il processo di beatificazione ha suscitato discussioni tra chi vorrebbe che Gaudì venisse ricordato essenzialmente per le sue opere e per la sua influenza artistica[5], e coloro che ricordano la sua vita austera e cristianamente coerente[6].

[modifica] Opere pubblicate

  • Mercader L. (a cura di), Antoni Gaudí. Scritti, Electa, Milano 2006

[modifica] Note

  1. ^ Biography at Gaudí and Barcelona Club, page 1. URL consultato il 5 novembre 2005.
  2. ^ J. Navarro Arisa, Gaudí. L'architetto di Dio, 2003 ISBN 88-315-2519-0
  3. ^ Œuvres d’Antoni Gaudí.
  4. ^ Per un'informativa più dettagliata sul processo di beatficazione, vedi [1], link consultato il 6 novembre 2010.
  5. ^ Cfr. ad esempio, l'architetto Pet Angli, secondo il quale il movimento pro-santità costituirebbe una reminiscenza della Spagna confessionale del generale Francisco Franco
  6. ^ Cfr. ad esempio, Monsignor Lluis Bonet i Armengol, vice-postulatore (cioè responsabile della preparazione delle prove per la candidatura alla santità), secondo il quale le prime richieste di beatificazione di Gaudí sarebbero state avanzate già in occasione della sua morte, nel 1926.

[modifica] Bibliografia

  • Gabriele Morrione, Gaudí immagine e architettura, Edizioni Kappa, 1979
  • Giovanna Digovic, Gaudí: un genio del modernismo, Montedit, 2003, ISBN 88-8356-590-8
  • Giuseppe Bonaccorso (a cura di), Antoni Gaudí. La vita, le opere e la Catalogna, Nuova Argos, 2004, ISBN 88-88693-04-1
  • Tiziana Contri, Antoni Gaudí, Editore Motta Architettura, 2006, ISBN 88-6116-005-0
  • Josep Pla: Gaudí. Die blauen Augen von Barcelona, Berlin, 2005, ISBN 3-937834-09-5
  • Joan Bergos i Massó, Joan Bassegoda i Nonell, Maria A. Crippa: Gaudí. Der Künstler und sein Werk, Hatje Cantz Verlag, Ostfildern 2000, ISBN 3-421-03457-5
  • Antoni Gaudí, Maria A. Crippa: Gaudí, Taschen Verlag, Köln 2003, ISBN 3-8228-2442-9
  • Xavier Güell: Antoni Gaudí, Verlag für Architektur Artemis, Zürich 1987, ISBN 3-7608-8121-1
  • Jose L. Moro: Antoni Gaudí 1852-1926. Sinnliche Konstruktion, DVA, München 2003, ISBN 3-421-03457-5
  • Isidre Puig Boada: Antoni Gaudí: paroles et écrits , Editions L'Harmattan, 2002
  • Philippe Thiébaut: Gaudí, bâtisseur visionnaire, Découvertes Gallimard, 2001
  • Juan Eduardo Cirlot: Gaudí: introduzione alla sua architettura, Triangle Postals, 2007, ISBN 978-84-89815-95-7
  • Juan José Lahuerta, Antoni Gaudí 1852-1926: Architettura, ideologia e politica, Milano, Electa, c1992, ISBN 88-435-3491-2
  • Gijs Van Hensbergen: Gaudì, Torino, Lindau, 2010, ISBN 978-88-7180-825-3

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue