Calcolo (matematica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Un calcolo è un processo volontario che trasforma uno o più dati in ingresso in uno o più risultati.

Il termine è usato in vari sensi: dal significato ben definito di “calcolo aritmetico” a quello molto più vago, usato in euristica, di “calcolo di una strategia” in una competizione o del calcolo della probabilità di una relazione fruttuosa tra due persone. Anche il decidere il modo migliore di costruire una relazione con una persona dell'altro sesso, può essere il risultato di un “calcolo”, ma non sui tratta di un procedimento chiaramente definito e predicibile. Questa applicazione indefinita del termine, apre un'area di significato esterno al valore matematico del termine, considerato sopra.

Alcuni esempi di calcolo sono: la moltiplicazione tra i numeri 8 e 9 o la stima del prezzo corretto di uno strumento finanziario, realizzata utilizzando il modello Black Scholes, entrambi esempi di calcolo algoritmico.

Anche le stime statistiche della probabilità di elezione, ottenute con sondaggi di opinione, prevedono calcoli algoritmici, ma i loro risultati sono “intervalli di probabilità” piuttosto che valori puntuali.


Successivamente il significato del termine si è esteso fino ad indicare intere aree della Matematica. In particolare, soprattutto in passato, molti libri di analisi matematica erano intitolati Calcolo (infinitesimale) e in inglese, il termine Calculus indica i corsi di Analisi del primo biennio universitario. Altri esempi di questo uso del termine sono: calcolo differenziale (o infinitesimale), calcolo integrale, calcolo delle variazioni, calcolo combinatorio, calcolo delle probabilità, calcolo logico, calcolo vettoriale, calcolo tensoriale, eccetera.

L'origine del verbo calcolare inteso sia come "accertare attraverso" il calcolo sia per indicare l'esecuzione di conteggi e operazioni aritmetiche si è probabilmente consolidata in epoca pitagorica[1]. Il verbo infatti deriva dal sostantivo greco καλκολος (pron. calcolos) e dal latino dal latino calculus, che indicava in origine un calcolo della cistifellea e più in generale significava "pietruzza". Più specificamente indicava le pietruzze utilizzate per aiutarsi nei conti o una pietruzza usata come contatore in un abaco (latino abacus, greco abax). L'abaco era uno strumento usato da Greci e Romani per i calcoli aritmetici, predecessore del regolo calcolatore e del calcolatore elettronico, e costituito da palline perforate che scorrono su asticciole di metallo. A questo significato originale possono essere riferite le seguenti voci: calcolo logaritmico, calcolo meccanico, calcolatori, Calcolo stechiometrico, Calcolo della Pasqua, eccetera.

[modifica] Note

  1. ^ [1]
Strumenti personali