Giosuè (Bibbia)

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Giosuè prega Dio per il popolo ebraico affinché il sole non venga oscurato, illustrazione di Gustave Doré

Giosuè è un personaggio biblico, le cui imprese sono narrate nel libro dell'Esodo e, soprattutto, nel libro di Giosuè.

Il nome Giosuè deriva dall'ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshùaˁ), e significa "Dio salva", di cui Ἰησοῦς (Iesoùs, Gesù) è la trascrizione in greco.

Giosuè, figlio di Nun, della tribù di Efraim, successe a Mosè come capo degli Israeliti. Guidò le tribù ebraiche nelle prime conquiste in terra di Palestina dopo l'uscita dall'Egitto.

Racconto biblico[modifica | modifica sorgente]

Successione di Mosè[modifica | modifica sorgente]

Giosuè ordina al sole di fermarsi sopra a Gibeon, dipinto di John Martin (1816)

Nasce in Egitto al tempo della schiavitù degli Ebrei. Partecipa all'uscita dall'Egitto degli Ebrei sotto il comando di Mosè. Si distingue come comandante militare quando le tribù ebraiche sono attaccate dagli Amaleciti a Refidim (cfr. Esodo 17,8-16).

Assiste Mosè e lo accompagna un tratto nella salita al Monte Sinai dove Mosè riceve le tavole dei dieci comandamenti (cfr. Esodo 32,17). È uno dei dodici esploratori che Mosè manda a perlustrare il paese di Canaan. In questa occasione prende il nome di Giosuè, chiamandosi in precedenza Osea (cfr. Numeri 13,16-17). Solamente Caleb e Giosuè portano notizie incoraggianti riguardo alla loro perlustrazione. Essi saranno dunque i soli di quella generazione ad entrare nella terra promessa dopo che il popolo ha errato per 40 anni nel deserto.

Prima di morire sulla riva orientale del Giordano, Mosè designa Giosuè come suo successore e lo incarica di attraversare il fiume e di condurre il popolo alla conquista del paese di Canaan.

La conquista del paese di Canaan è descritta nel libro di Giosuè. Secondo il testo, Dio incoraggia Giosuè ad essere forte e ad appoggiarsi sulle leggi della Torah per condurre il popolo.

Attraversamento del Giordano[modifica | modifica sorgente]

Giosuè ottiene l'appoggio delle due tribù e mezza (tribu di Ruben, tribù di Gad e la metà della tribù di Manasse) che si erano installate all'est del Giordano per aiutare le altre tribù a conquistare il paese.

Il primo ostacolo è il fiume Giordano. Giosuè fa avanzare l'Arca dell'Alleanza portata dai sacerdoti davanti al popolo. Il fiume arresta miracolosamente il suo scorrere e permette l'attraversamento dei conquistatori israeliti. Giosuè erige un monumento di dodici pietre sulla riva ovest a Galgala. Galgala sarà il punto di partenza per tutte le conquiste successive.

Giosuè fa circoncidere tutti gli uomini ebrei nati nel deserto e che non erano stati circoncisi. Così può celebrare la Pasqua, commemorazione dell'uscita dall'Egitto.

Conquiste di Giosuè[modifica | modifica sorgente]

Davanti alle mura di Gerico

L'antica città di Gerico costituisce la prima conquista degli israeliti sotto il comando di Giosuè. Il testo della Bibbia racconta che le mura della città sono cadute dopo che i sacerdoti hanno girato sette volte per sette giorni attorno alla città suonando lo Shofar. La città viene rasa al suolo ed una maledizione viene pronunciata contro tutti gli abitanti di Gerico. Tutti gli abitanti sono uccisi, ad eccezione della famiglia di Rahab, una prostituta che aveva ospitato le spie ebraiche.

In seguito Giosuè conquista Ai e Gabaon.

Le conquiste continuano per molti anni sempre più ad ovest fino a Gaza e a nord fino alla costa fenicia.

Installazione delle Tribù[modifica | modifica sorgente]

Dopo la conquista della quasi totalità del paese di Canaan, Giosuè amministra l'insediamento delle tribù e la divisione del territorio. Inizia dalle tribù di Giuda, di Efraim e di Manasse. Caleb ottiene la città di Hebron. L'Arca dell'Alleanza è trasportata da Guilgal, dove si trovava dopo il passaggio del Giordano, a Silo (sarà spostata poi a Gerusalemme dal re Davide).

Giosuè crea le città-rifugio per i leviti. Ottiene per sé la città di Timnath-serah. Le due tribù e mezza ritornano alle loro terre all'est del Giordano.

Alla fine della sua vita Giosuè convoca gli anziani e i capi delle tribù. Li esorta a non fraternizzare con la popolazione locale. Domanda pubblicamente al popolo di restare fedele a Dio, il quale si era tante volte manifestato a loro. Giosuè muore all'età di 110 anni e viene sepolto a Timnat Heres/Timnat Serah.

Dopo la morte di Giosuè inizia per il popolo ebraico il periodo dei Giudici.

Esegesi ebraica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Libro dell'Esodo e Mosè.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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