Aliyah

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il nome proprio, vedi Alia (nome).
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Aliyah o Aliyá o Aliá (ebraico: עליה, "salita") è l'immigrazione ebraica nella terra di Israele.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine deriva da Aliyah laReghel (עליה לרגל), che significa "pellegrinaggio", per via della salita che si doveva compiere per raggiungere Gerusalemme durante i tre pellegrinaggi prescritti per le festività di Pesach, Shavuot e Sukkot. Per l'azione opposta, l'emigrazione da Israele, si utilizza il termine Yerida ("discesa").

Olim[modifica | modifica wikitesto]

Gli ebrei che migrano in Israele, e fanno quindi l'aliyah, sono detti olim (plurale di "oleh", maschile, o "olah", femminile).

Dalla tradizione alla legge[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno in massa degli ebrei in Terra di Israele è una costante della tradizione religiosa ebraica scritta e orale, in genere associata alla venuta del Messia. Per molti rabbini, e comunque per i laici, il sionismo è appunto l'inizio dell'era messianica. Nel 1950 lo Stato di Israele ha codificato l'aliyah (e la cittadinanza) come un diritto di ogni ebreo nella Legge del ritorno. Israele è in effetti un paese di immigrati (per ragioni religiose o, dal 1882, sioniste) o, più propriamente, un paese di profughi (dal 1933).

Periodizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'immigrazione sionista è scandita come segue (con la motivazione prevalente fra gli immigrati):

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]