Monte Nebo

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Monte Nebo
BrazenSerpent.JPG
Dettaglio della scultura "I serpenti di rame", dell'artista italiano Gian Paolo Fantoni collocata sulla vetta del monte
Stato Giordania Giordania
Altezza 817 m s.l.m.
Catena Abarim
Coordinate 31°46′03.97″N 35°43′30.97″E / 31.76777°N 35.72527°E31.76777; 35.72527Coordinate: 31°46′03.97″N 35°43′30.97″E / 31.76777°N 35.72527°E31.76777; 35.72527
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Giordania
Monte Nebo

Il Monte Nebo, (ebraico הַר נְבוֹ, Har Nəvō, in arabo: جبل نيبو, Jabal Nībū ) è una cresta montuosa alta circa 817 metri s.l.m., in quella che è attualmente la Giordania occidentale. La vista dalla sua sommità, nei pressi del villaggio di Faysaliyya (7 km a ovest di Madaba) permette di godere del panorama della Terra Santa e, a settentrione, una più limitata visuale della valle del Giordano. La città cisgiordanica di Gerico è normalmente visibile dalla vetta, come pure Gerusalemme nelle giornate nitide.

Significato religioso[modifica | modifica sorgente]

Ebraismo e Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Secondo il capitolo conclusivo del Deuteronomio, il Monte Nebo è quello sul quale il profeta ebraico Mosè ebbe la visione della Terra Promessa che Dio aveva destinato al Suo Popolo Eletto.

« Poi Mosè salì dalle pianure di Moab sul monte Nebo, in vetta al Pisga, che è di fronte a Gerico. E il SIGNORE gli fece vedere tutto il paese: Galaad fino a Dan,
tutto Neftali, il paese di Efraim e di Manasse, tutto il paese di Giuda fino al mare occidentale,
la regione meridionale, il bacino del Giordano e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar. »
(Deuteronomio, 34:1-3)

Secondo le tradizioni ebraico-cristiane, Mosè fu sepolto su questa montagna dallo stesso Dio, ma il sito rimase sconosciuto. Gli studiosi seguitano a discettare se la montagna attualmente nota come Nebo sia la stessa montagna cui ci si riferisce nella Torah.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Mar Morto è visibile dalla sommità del Monte
Resti di un'abside della Basilica di Mosè
Mosaici del battistero della basilica del memoriale di Mosè
Il vecchio portale del monastero del Monte Nebo
Restauro della basilica

L'esistenza di una chiesa, del IV secolo, in questo luogo fu menzionata per la prima volta dalla famosa pellegrina romana, Etheria o Egeria, che nel diario del suo viaggio descrive con dovizia di particolare santuari e riti religiosi della Terra Santa, vi si recò in pellegrinaggio nel 393 d.C. Nel V secolo fu aggiunta una navata, seguita dalla prima cappella del Battistero, ornata di mosaici, nel 530, e della basilica principale, portata a termine nel 597. Nel medesimo periodo, attorno alla chiesa, fu costruito un grande monastero bizantino.
Già a quel tempo monte Nebo era una mete di pellegrinaggio; infatti una strada romana lo aveva collegato alla strada principale che attraversava la regione.
La chiesa fu abbandonata, nel XVI secolo, e poi riscoperta attraverso i racconti di viaggio dei pellegrini del IV e V secolo.

Nel 1932, i Francescani acquistarono il sito e avviarono i lavori di scavo che portarono alla scoperta delle rovine e ricostruirono gran parte dell'edificio della basilica.

Archeologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monte Nebo (sito archeologico).

Sul punto più elevato della montagna, Syagha, una delle cinque cime del monte, sono stati scoperti nel 1933 i resti di una chiesa e di un monastero. La chiesa era stata costruita una prima volta nella seconda metà del IV secolo per commemorare il posto in cui Mosè morì. La chiesa rispetta la pianta tipica della basilica. Essa fu ampliata nel tardo V secolo e ricostruita del 597. Sei tombe sono state scoperte incavate nella roccia naturale al di sotto del pavimento a mosaico della chiesa. Nella cappella moderna un presbiterio edificato per proteggere il sito e per provvedere uno spazio per le devozioni, si possono vedere i resti de mosaici floreali costruiti in diversi periodo storici. Il più antico di essi è un pannello con una finta croce, ora collocato a est, sul muro meridionale. La maggior parte dei reperti scoperti è stata opera della lunga campagna di scavi condotta da padre Michele Piccirillo

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Il 9 marzo 2000, Papa Giovanni Paolo II visitò il sito durante il suo pellegrinaggio in Terrasanta (il Monte Nebo è uno dei più importanti siti cristiani in Giordania). Durante la sua visita egli ha piantato un albero di ulivo a fianco della cappella bizantina come simbolo di pace.

La scultura cruciforme con serpenti di rame intrecciati sopra il Monte Nebo è stata creata dall'artista fiorentino, italiano, Gian Paolo Fantoni. Ricorda il Nehushtan, il bastone di Mosè, guardando il quale, il popolo di Israele non moriva, veniva salvato, dal morso dei serpenti incontrati nel deserto. È immagine di Cristo crocifisso Salvatore del Mondo. (Giovanni, 3:14).

« Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita »
(Numeri 21:9)

Il 9 maggio 2009 anche Benedetto XVI ha visitato il sito, nel corso del suo viaggio apostolico in Terra Santa.

Il memoriale di Mosè[modifica | modifica sorgente]

La basilica[modifica | modifica sorgente]

Conserva le sezioni più antiche dell'intero complesso: la navata e il presbiterio del 597, sulle fondamenta della chiesa del IV secolo.

Il mosaico[modifica | modifica sorgente]

Misura 9 m. x 3 m. era parte dell'antico battistero e raffigura scene di caccia e di pascolo, intervallate da un assortimento di animali africani.

Il battistero recente[modifica | modifica sorgente]

Presenta diversi mosaici, tra cui spiccano quello che raffigura una gazzella ed alcuni alberi di melograno.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lonelyplanetitalia, Giordania, ottobre 2009, ETD Srl, p. 192-193

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]