Leviti

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Simbolo della tribù di Levi
(HE)

« וַאֲנִי הִנֵּה לָקַחְתִּי אֶת-הַלְוִיִּם, מִתּוֹךְ בְּנֵי יִשְׂרָאֵל, תַּחַת כָּל-בְּכוֹר פֶּטֶר רֶחֶם, מִבְּנֵי יִשְׂרָאֵל; וְהָיוּ לִי, הַלְוִיִּם .וַיְדַבֵּר יְהוָה, אֶל-מֹשֶׁה לֵּאמֹר. »

(IT)

« Il Signore disse a Mosè: "Ecco, io ho scelto i leviti tra gli Israeliti al posto di ogni primogenito che nasce per primo dal seno materno tra gli Israeliti; i leviti saranno miei." »

(Numeri 3:11)

I Leviti erano i membri della tribù israelitica di Levi.

Ad essi era affidato il compito di sorvegliare il tabernacolo e il Tempio. La linea sacerdotale di Aronne (parte dei Leviti e i cui membri erano detti cohanim) si occupava concretamente dei sacrifici rituali mentre gli altri Leviti avevano il compito di cantare, di suonare e di assistere. I Leviti sono descritti come eredi di Dio, loro "possesso"; la schiera dei Leviti trasportava scalza l'arca dell'alleanza: non ottennero alcuna parte della terra d'Israele, poiché servire Dio era la loro eredità. Vivevano nelle città levitiche, sparse per tutta Israele, e si sostenevano con le decime. I Leviti erano stati scelti per questo speciale ruolo perché, mentre erano in Egitto e poi durante il peccato del vitello d'oro, avevano mantenuto fede alla religione dei loro padri: non avevano adorato il vitello d'oro ed avevano appoggiato Mosè, membro della tribù di Levi. Un Midrash racconta che, durante l'esilio babilonese, essi si rifiutarono di cantare per degli dei di Nabucodonosor[1].

I loro colori specifici di appartenenza sono il bianco, il nero ed il rosso.

Benedizione del padre Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Simeone (tribù).

Benedizione di Mosè[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mashiach.
« ...I tuoi Urim e Tummim appartengono ad un uomo [in] te pio che tu mettesti alla prova a Massà e con il quale contendesti per le acque di Merivà. Quei Leviti che dissero di padre e madre: "Non li abbiamo mai visti", che non portarono riguardo ai fratelli e non conobbero i figli perché osservarono i Tuoi detti e preservarono il Tuo patto, essi insegneranno i Tuoi statuti a Giacobbe e la Tua legge ad Israele; portarono il profumo dinanzi a Te e l'olocausto sul Tuo altare. O Signore, benedici i loro averi e gradisci l'opera delle loro mani, ferisci i fianchi di coloro che sorgeranno contro di loro ed i nemici loro, sì che non possano rialzarsi »   (Deuteronomio 33.8-11)

Torah[modifica | modifica wikitesto]

Nella Torah ai leviti sono delegati compiti sussidiari a quelli del sacerdoti nella gestione del culto religioso. L'ambientazione storica è relativa al periodo della peregrinazione degli Ebrei nel deserto del Sinai (XIII-XII secolo a.C.), ma gli esegeti considerano questi testi come retroproiezione della situazione propria del secondo tempio, ricostruito nel IV secolo a.C., durante il quale furono definitivamente redatti i testi della Torah[senza fonte].

Secondo il Libro dei Numeri le primitive funzioni dei leviti, suddivisi in famiglie, erano così ripartite:

  • figli di Keat: trasporto degli arredi sacri del Mishkan, il tabernacolo costruito da Mosè su diretta indicazione di Dio
  • figli di Ghereshon: trasporto dei teli della Dimora;
  • figli di Merari: trasporto e montaggio della struttura della Dimora.

Il servizio cultuale iniziava a 25 anni e terminava a 50, per i soli maschi.

In alcuni passi della Torah si parla di "leviti sacerdoti". L'interpretazione di questa espressione non è chiara, ma può indicare che il confine tra i sacerdoti (discendente del levita Aronne) e gli altri leviti fosse, in alcune epoche, abbastanza tenue.

In Canaan[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la peregrinazione nel deserto con l'ingresso nella terra di Canaan, secondo i libri di Giosuè e Giudici, ai leviti, diversamente dagli appartenenti alle altre tribù d'Israele, non furono riservati determinati territori (a parte 48 piccoli centri urbani sparsi nella Palestina). La loro sussistenza era legata alle decime che il popolo doveva versare loro, ma parte dei leviti si dedicava all'economia di sussistenza (agricoltura e pastorizia) che caratterizzava il resto della popolazione.

All'epoca del primo tempio (X-VI secolo a.C.) i leviti svolgevano il ruolo di cantori, musicisti, portieri, oltre ad occuparsi della preparazione delle offerte e pulizia dei locali e degli arredi sacri. Un parallelismo con la tradizione cristiana, con le dovute differenze, vedrebbe i leviti adempiere i ruoli occupati da chierichetti e sagrestani. In diversi passi riferiti a prima della riforma di Giosia (VII secolo a.C.), la quale accentrò il culto attorno al Tempio di Gerusalemme, si accenna al coinvolgimento dei leviti (e dei sacerdoti) nel culto delle "alture", cioè altari costruiti in varie colline palestinesi. Caratteristica di questi luoghi di culto lontani dal tempio, formalmente dedicati a YHWH-Dio, era la facilità di inserimento di elementi cultuali pagani, ed è forse a questo proposito che si riferisce la dura condanna ai leviti di Ez44,10-14.

All'epoca del ritorno dall'esilio di Babilonia, nel periodo del secondo tempio (VI-V secolo a.C.), i leviti rivestirono, oltre alle funzioni liturgiche, un ruolo chiave nella riorganizzazione della società e del culto ebraico diretta da Esdra.

Esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

  • Come ulteriore segno di distinzione i Leviti non hanno un Nassì, un principe rappresentante la loro tribù.
  • Un Midrash di Bemidbar spiega che, quando Mosè si apprestò ad effettuare il conteggio dei Leviti, anche dei bimbi dall'età di un mese, la Shekhinah lo precedeva ed una Bat kol proclamava quanti di essi erano presenti in ogni abitazione, affermando ad esempio se ve ne fossero stati otto, dieci, ecc.
  • Tra le mansioni da loro svolte vi sono il canto, il posto agli strumenti musicali, alla custodia degli elementi dell'Avodah e del Santuario e le ronde in suo onore, l'apertura e la chiusura dei Cancelli; erano anche tesorieri o assistenti per la cassa del Santuario.
  • Invero fu l'Arca dell'alleanza a trasportare i Leviti, e non essi l'Arca; infatti levitavano nel farlo.
  • Secondo un Midrash, Dio promise che le famiglie dei Leviti di Kehat, Ghereshon e Merarì sarebbero esistite persino con l'arrivo del Messia, poiché la loro importanza era pari a quella di ogni tribù del popolo d'Israele.
  • I Leviti dei 40 anni nel deserto dopo l'Esodo entrarono in Terra d'Israele anche per non aver insistito con ostinazione e fretta con Mosè affinché inviasse gli esploratori nella stessa, come invece fece la maggioranza del popolo ebraico.
  • Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme i Leviti mantennero il segreto su come preparare i pani; inoltre non abituavano i figli a mangiare quello bianco, neanche solo simile a quello dell'Avodah.
  • Secondo un'opinione insegnano che i Leviti rappresentano la Sefirah Ghevurah, ma nell'era messianica essi raggiungono Chessed anche se ad essi questa non manca.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Yeshivah.

Tradizione successiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel Nuovo Testamento, un levita e un sacerdote compaiono nella parabola del buon samaritano (Luca 10,32). Negli Atti degli Apostoli, un levita soprannominato Barnaba, originario di Cipro, diventa discepolo di Gesù e compagno di Paolo. Anche l'evangelista Marco, in quanto cugino di Barnaba, era un ebreo appartenente alla tribù di Levi.

Oggi i Leviti hanno solo un ruolo residuale nella religione ebraica: sono chiamati alla lettura della Torah subito dopo i sacerdoti ed è loro compito lavare le mani dei sacerdoti prima della benedizione sacerdotale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salmo 137

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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