Salmo 137

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Il Salmo 137 (numerazione greca: salmo 136) è un capitolo molto conosciuto del Libro dei Salmi.

Descrive il lamento dell'esiliato a Babilonia dopo la caduta di Gerusalemme nel 587 a.C..

Inizia con le famose parole:

« Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. »   (Salmo 137,1-2)

le quali sono state riprese, anche nella loro traduzione latina: Illic stetimus et flevimus quum recordaremur Sion, da vari musicisti. Non è particolarmente utilizzato nella liturgia per via delle parole d'odio contenute nell'ultimo versetto:

« Beato chi afferrerà i tuoi bambini

e li sbatterà contro la roccia! »   (Salmo 137,9)

Salvatore Quasimodo si è ispirato a questo salmo nello scrivere la celebre poesia "Alle fronde dei salici".

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