Ruben (Bibbia)

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Il simbolo della tribù di Ruben

Ruben è il primo figlio di Giacobbe, eroe eponimo di Israele.

Ruben è anche il nome di una delle dodici tribù di Israele ormai disperse.

Giacobbe voleva sposare Rachele, di cui era innamorato, ma il padre di questa, Labano, gli diede in moglie la figlia Lia, che aveva gli occhi smorti (Gn 29,17) con un inganno. Giacobbe comunque chiese e ottenne anche Rachele.

« Ora, YHWH, vedendo che Lia veniva trascurata da Giacobbe, la rese feconda, così concepì e partorì un figlio, e lo chiamò Ruben, perché disse: "YHWH ha visto la mia umiliazione, certo ora mio marito mi amerà. »   (Genesi 29,31-32)

Ruben quindi sarebbe il figlio dello spirito, della provvidenza (Ruh - ben); tuttavia Ruben in ebraico è scritto ראובן e Ruach, lo spirito, si scrive in ebraico רוח, e quindi l'interpretazione è dubbia. Più probabilmente l'origine del nome deriva dall'esclamazione di Lea Guarda: un maschio! (רוא: אוה בן) con grafia assai più simile.

Secondo il poeta britannico Robert Graves, che, poco linguista, lavorava per immagini, "Ruben" si può affiancare al latino rubor, "rosso", e al greco rhymbonao, "scorro", parole che ben si addicono al carattere irruente e focoso del figliolo di Giacobbe.

Benedizione del padre Giacobbe[modifica | modifica sorgente]

« Tu, Ruben, sei il mio primogenito, la mia forza ed il principio del mio vigore, superiore per dignità, superiore per forza, dovresti essere. Sei impetuoso come l'acqua, e non avrai perciò alcuna superiorità poerché salisti sul talamo di tuo padre; profanasti allora... Salì sul mio letto »   (Genesi 49.3-4)

Benedizione di Mosè[modifica | modifica sorgente]

« Viva Ruben e non perisca e pochi siano i suoi uomini »   (Deuteronomio 33.6)

Il figlio di Giacobbe[modifica | modifica sorgente]

Ruben è sempre un po' al margine della storia, sebbene il primogenito: appare in qualche versetto, come figura d'appoggio.

  • Gn 30,14: porta delle mandragore a sua madre Lia. Il fatto è usato come introduzione al racconto di un bisticcio tra le due mogli di Giacobbe, grazie al quale Lia, dopo quattro figli, ormai in là con gli anni, riesce a concepire il quinto: Issachar.
  • Gn 35,22: secondo l'esegesi ebraica Ruben spostò il letto del padre e della concubina Bila presso la tenda della propria madre in favore e nel rispetto di quest'ultima: per questo si dice metaforicamente che Ruben "si unisce" alla concubina del padre, Bila, ancella di Rachele, violando la spiritualità del padre, e per questo fatto perde la propria primogenitura.
  • Gn 37,21-33: i fratelli di Giuseppe vogliono ucciderlo, ma Ruben consiglia di nasconderlo in un pozzo, con l'intenzione, in cuor suo, di correre dal padre a raccontare il fatto. Ma poi Giuda, approfittando della mancanza del fratello, propone invece di venderlo come schiavo, e così fanno. Ruben, scoperto tutto, racconta una bugia a Giacobbe, dicendo che le fiere hanno divorato il fratello, mostrando le sue vesti sporche di sangue.
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