Legge del taglione
La legge del taglione (o pena del taglione), in latino lex talionis,[1][2] è un principio di diritto in uso presso le popolazioni antiche consistente nella possibilità riconosciuta a una persona che abbia ricevuto un'offesa di infliggere all'offensore una pena uguale all'offesa ricevuta. La funzione di questa legge era di porre un limite alle vendette private, che spesso degenerano in faide.
Indice |
Origine[modifica]
La codificazione prima e più antica codificazione di questo principio era probabilmente espressa nel Codice di Hammurabi nel quale la pena per i vari reati è spesso identica al torto o al danno provocato. Ad esempio la pena per l'omicidio è la morte: se la vittima però è il figlio di un altro uomo, all'omicida verrà ucciso il figlio; se è uno schiavo l'omicida pagherà un'ammenda, commisurata al prezzo dello schiavo ucciso. Era dunque la pena inflitta, in caso di danno volontario corporale.
Volgarmente il principio è colloquialmente espresso dalla locuzione occhio per occhio, dente per dente, che appare anche in un versetto della Bibbia:
| « 23Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita: 24 occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, 25 bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido. 26 Quando un uomo colpisce l'occhio del suo schiavo o della sua schiava e lo acceca, gli darà la libertà in compenso dell'occhio. 27 Se fa cadere il dente del suo schiavo o della sua schiava, gli darà la libertà in compenso del dente. » (Esodo 21, 23-27) |
Nella Bibbia[modifica]
Dall'Antico al Nuovo Testamento[modifica]
Se nell'Antico Testamento si fa largo uso del principio del taglione, invece nel Nuovo Testamento questo principio è annullato e ribaltato:
| « Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti". » (Matteo 5, 38-45) |
Nell'Antico Testamento non vi è riferimento al principio del taglione. Il verso "occhio per occhio, dente per dente" si riferisce al rimborso dei danni cagionati da incidenti, naturalmente in base alla gravità del danno stesso.
Nel diritto romano[modifica]
La legge del taglione viene affermata solo nel diritto romano arcaico, quello delle dodici tavole. Infatti nella Tavola VIII riguardante gli illeciti, si dice:
Si membrum rupsit, ni cum eo pacit, talio esto.
Se una persona mutila un'altra e non raggiunge un accordo con essa, valga la legge del taglione.
Nel diritto islamico[modifica]
Nel diritto islamico è di fatto accolto il principio dell'occhio per occhio vigente in Arabia ai tempi di Maometto. È tuttavia previsto, spesso con una minuziosa casistica, anche il principio di "compensazione pecuniaria" (in arabo diya, spesso tradotto "prezzo del sangue"), con cui è possibile evitare il ricorso all'occhio per occhio pagando risarcimenti in denaro. Solitamente, però, il ricorso alla diya è subordinato all'accettazione da parte della parte lesa, e in mancanza di ciò si dovrebbe procedere al taglione.
Nel diritto penale moderno[modifica]
Esso si può riscontrare anche nell'antico diritto germanico al quale si rifecero le legislazioni di alcuni stati preunitari italiani, infatti è possibile riscontrare l'uso di tale legge in alcuni documenti ritrovati a Modena nel 1771 e in Toscana nel 1786.
[[Sant'Isidoro di Siviglia] nei suoi Etymologiarum sive originum libri XX definisce il taglione nei seguenti termini: Talio est similitudo vindictae, ut taliter quis patiatur, ut fecit. In questa maniera viene espressamente affermata la natura vendicativa di simile principio.
Visto però come un atto di compensazione,[3] legittima altre plausibili chiavi interpretative.
In letteratura[modifica]
In opere letterarie, sebbene influenzate da testi sacri, si preferisce parlare di legge del contrappasso,[4] in particolare del caso di "contrappasso per analogia".
Note[modifica]
- ^ Cf. Treccani Portale online.
- ^ (EN) Cf. Encyclopædia Britannica online.
- ^ Cf. Treccani Portale online.
- ^ Cf. ibidem.
Voci correlate[modifica]