Urim e Tummim

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Urim e Tummim (in ebraico Urim VeTumim, אורים ותמים, in ebraico tiberiense ʾÛrîm wəṮummîm, in ebraico standard אורים ותומים Urim vəTummim; in arabo اوريم وتميم Ūrīm wa-Ṯummīm), parole trascritte a volta anche in forme leggermente diverse (per esempio Thummim o Thummin) e solitamente tradotte come luci e perfezioni o rivelazione e verità, designavano uno strumento o una tecnica divinatoria usata dagli antichi Ebrei per interpretare il volere di Dio. La natura esatta di Urim e Thummim non è nota. Secondo la Bibbia, il pettorale dell'efod (un abito del sommo sacerdote) indossato da Aronne, fratello di Mosè, era decorato con due pietre che (in una possibile traduzione) "servivano per" Urim e Thummim.

Metodo degli Urim e Tummim nell'Ebraismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Efod, Kohen Gadol, Leviti e Quattro elementi.

Sul pettorale del Sommo Sacerdote, corrispondenti alle dodici tribù di Israele, sono incastonate dodici pietre preziose la cui tipologia non è oggi del tutto certa; su di esse sono incisi i nomi di dieci tribù, quelli di Avraham, Isacco, Giacobbe e l'espressione ebraica significante "le tribù di Yeshurun", nome ulteriore riferito a Giacobbe.
Nel pettorale non compaiono le lettere tzadi, tet e kaf: secondo corrispondenze di lettere si ottengono le lettere Chet e Tet che si riferiscono alla parola ebraica Cheit, חיט, che significa peccato; le due lettere ebraiche succittate non sono comprese nei nomi delle tribù d'Israele (Sefer haZohar) e non sono quindi iscritte nelle pietre incastonate sul pettorale.

Le lettere del pettorale si illuminavano quando il Sommo Sacerdote voleva sapere quale fosse il destino particolare del popolo d'Israele in quel momento, in particolare veniva richiesta la consultazione dal re d'Israele o dal Sinedrio, con ciò permettendo di valutare anche l'imminente avvincendarsi di eventi favorevoli o di disgrazia; il Besht insegna che le lettere non si illuminavano esattamente nell'ordine secondo cui erano poi contenute nella frase o nella parola rivelate da Dio: con l'illuminazione delle lettere la rivelazione avveniva infatti secondo metodi, come quello della Ghimatriah o nella compitazione estesa ebraica dei nomi delle lettere, attraverso i quali i messaggi potevano essere interpretati solo per ispirazione divina.

L'incisione delle lettere dell'alfabeto ebraico sulle pietre è stata ottenuta tramite lo Shamir. Secondo la Qabbalah della tradizione ebraica le lettere iniziali delle parole Urim e Tummim sono l'alef e la tav: prima ed ultima lettera dell'alfabeto ebraico, vogliono indicare come tutto sia compreso nel servizio divino del Sommo Sacerdote all'interno del Tempio di Gerusalemme.

Vestendo la corazza sacra che conteneva le dodici pietre corrispondenti alle dodici tribù del popolo d'Israele, il Kohen Gadol simboleggia il compimento della Volontà Misericordiosa di Dio, anche nel legame divino con il mondo.

Nel secondo Tempio di Gerusalemme non si poté compiere la funzione degli Urim e Tummim (Talmud, Yoma 21b') poiché, prima della distruzione del Tempio di Salomone, in previsione di attacco nemico, furono nascosti da re Giosia assieme all'Arca dell'alleanza, alle tavole dei dieci comandamenti ed all'olio dell'unzione.

L'Urim e Tummim nella tradizione religiosa mormone[modifica | modifica sorgente]

Joseph Smith, fondatore della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, affermò di aver scritto il Libro di Mormon traducendo tavole d'oro che gli erano state consegnate da un angelo di nome Moroni; queste, insieme al pettorale e a due pietre incastonate in archi d'argento, chiamate Urim e Thummim, si trovavano all'interno di una cassa di pietra sepolta in una collina nel Nord America, così come si apprende dal racconto di Joseph Smith.[1] Tramite l'uso dell'Urim e Thummim e la guida dello Spirito Santo gli fu consentito di tradurre i caratteri incisi nelle tavole d'oro nella lingua inglese, con un procedimento divinatorio non del tutto esplicitato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Perla di gran prezzo 1:35

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]