Charlie Dunbar Broad

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Charlie Dunbar Broad (Harlesden, 30 dicembre 188711 marzo 1971) è stato un filosofo e storico inglese. Inoltre fu un filosofo della scienza, oltre ad un epistemologo e ad un divulgatore di varie tematiche filosofiche.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu educato dapprima al "Dulwich Collage" dall'anno 1900 fino al 1906, e poi al "Trinity College" a Cambridge fino al 1910, quando si laureò con il massimo dei voti. Nel 1911 iniziò la carriera di assistente universitario alla "St.Andrews University"; nel 1920 divenne docente alla "Bristol University" ed infine per venti anni resse la cattedra di filosofia morale alla "Cambridge University".
Diresse la "Aristotelian Society" nel biennio 1927-1928 e di nuovo dal 1954 al 1955.
Assieme a Bertrand Russell e ad altri ventinove filosofi e intellettuali nel marzo del 1958 mandò una lettera al The Times, nella quale invocava per gli omossessuali un giusto riconoscimento etico-morale e sociale.[1]

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

Il suo modello di indagine, di approfondimento e di spiegazione alla problematiche dell'uomo e del mondo, si può inserire nell'ambito del realismo e del naturalismo.

Uno dei temi fondamentali della sua ricerca è stata la verifica della validità della scienza, che ebbe un esito positivo in quanto sia gli oggetti sia le loro relazioni sono percepibili e perciò validi. Evidenziò che le ultime teorie scientifiche, tendevano ad accostarsi alla sensazione e alla percezione, ma proprio sulla validità di quest'ultima, Broad individuò sia una spaccatura fra l'oggetto della percezione ed il corpo fisico sia una continuità fra i due elementi dell'indagine.[2] Oltre a ciò sostenne la dipendenza dei processi della coscienza dai fenomeni della natura.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Annan, N.G. March 7 1958. 'Letter to the Editor'. The Times.
  2. ^ "Storia della filosofia" di Nicola Abbagnano, Utet, Torino, 1995 (alla pag.269,270 - voce "Broad")

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paul A. Schilpp (ed.): Philosophy of C. D. Broad. Tudor Publishing Company, New York 1959
  • Encyclopedia of Philosophy. 2nd Edition. Volume 1. Ed. by Donald M. Borchert. Farmington Hills, MI: MacMillian Reference, 2006.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 46795139 LCCN: n50041414