Abduzione
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Il termine abduzione, usato per la prima volta da Aristotele (in greco apagõghé) che la distingueva sia dall'induzione che dalla deduzione (cfr.Analitici primi, II, 25 sgg.) L'abduzione ha una minore valenza dimostrativa poiché nel sillogismo che la rappresentava mentre la premessa maggiore era certa, quella minore era dubbiosa per cui la conclusione era caratterizzata dalla probabilità. Se per esempio la premessa maggiore afferma:
- «Tutto quello che non muore non è un oggetto materiale» (certezza), e la premessa minore dice
- «l'uomo ha un'anima immortale» (dubbio),
- «l'anima dell'uomo non è un oggetto materiale» (probabilità): questa conclusione, (tolto il termine medio: «tutto quello che non muore» e «immortale») si presenta con un grado di verità certa uguale o inferiore a quello della premessa minore.
Il filosofo statunitense Charles Sanders Peirce, ha sviluppato questo argomento nella sua concezione della logica della scoperta scientifica, estendendo il significato dell'abduzione considerandola "il primo passo del ragionamento scientifico." (Collected papers, 7.218)
Secondo Peirce il pensiero umano ha tre possibilità di creare inferenze, ovvero tre modi diversi di ragionamento. Questi tre modi sono:
- Il ragionamento deduttivo
- Il ragionamento induttivo
- Il ragionamento abduttivo
Le differenze tra abduzione, induzione e deduzione possono essere così riassunte:
- Deduzione:
- Regola Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi
- Caso Questi fagioli vengono da questo sacchetto
- Risultato Questi fagioli sono bianchi
- Induzione:
- Caso Questi fagioli vengono da questo sacchetto
- Risultato Questi fagioli sono bianchi
- Regola Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi
- Abduzione:
- Regola Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi
- Risultato Questi fagioli sono bianchi
- Caso Questi fagioli vengono da questo sacchetto
Nella deduzione la conclusione scaturisce in modo automatico dalle premesse: date la regola e il caso, il risultato non può essere diverso e rappresenta semplicemente il rendere esplicito ciò che era già implicito nelle premesse. L'induzione consente invece di ipotizzare una regola a partire da un caso e da un risultato: essa si basa sull'assunzione che determinate regolarità osservate in un fenomeno continueranno a manifestarsi nella stessa forma anche in futuro. A differenza della deduzione, e come la stessa abduzione, l'induzione non è logicamente valida senza conferme esterne (nell'esempio di cui sopra, basterebbe un solo fagiolo nero nel sacchetto a invalidare la regola).
Osservando quello che per il filosofo americano è "un fatto sorprendente" (abbiamo dei fagioli bianchi) e avendo a disposizione una regola in grado di spiegarlo (sappiamo che tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi) possiamo ipotizzare che si dia il caso che questi fagioli vengano da questo sacchetto. In questo modo noi abbiamo accresciuto la nostra conoscenza in quanto sappiamo qualcosa di più sui fagioli: prima sapevamo solo che erano bianchi, ora possiamo anche supporre che provengano da questo sacchetto.
L'abduzione, secondo Peirce, è l'unica forma di ragionamento suscettibile di accrescere il nostro sapere, ovvero permette di ipotizzare nuove idee, di indovinare, di prevedere. In realtà tutte e tre le inferenze individuate permettono un accrescimento della conoscenza, in ordine e misura differente, ma solo l'abduzione è totalmente dedicata a questo accrescimento. È altresì vero che l'abduzione è il modo inferenziale maggiormente soggetto a rischio di errore.
L'abduzione, come l'induzione, non contiene in sé la sua validità logica e deve essere confermata per via empirica. La conferma non potrà mai essere assoluta, bensì solo in termini di probabilità: potremo dire di avere svolto un'abduzione corretta se la Regola che abbiamo scelto per spiegare il nostro Risultato riceve tali e tante conferme che la probabilità che sia quella giusta equivalga ad una ragionevole certezza e se non vi sono altre Regole che spiegano altrettanto bene i fatti osservati.
Dal Manifesto di Psòmega (Bonfantini..., L'inventiva, 2006 Moretti & Vitali Editori) possiamo leggere:
| « Spostamento significa pensiero non lineare, modalità non logico-deduttiva di procedere con il logos della semiosi e quindi logicamente. Vale la pena di insistere sul fatto che "spostamento" è proprio la traduzione in italiano volgare e corrente di "abduzione", che è un calco latino, e che secondo etimologia vuol dire "condurre" (ducere) "lontano da" (ab), allontanamento e quindi anche spostamento. » |
[modifica] Bibliografia
- Eco, Umberto, e Sebeok, Thomas A. (a cura di), Il Segno dei Tre: Holmes, Dupin, Peirce, Milano, Bompiani, 1983.
- Bonfantini, Massimo [...], L'inventiva - Psòmega vent'anni dopo, Moretti&Vitali Editori, 2006
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Josephson, John, "Abductive Inference in Reasoning and Perception", Sito
- (EN) Ryder, Martin, Instructional Technology Connections: Abduction, Sito

