Innatismo

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In filosofia, innatismo si riferisce a qualsiasi teoria sostenga che una persona abbia delle conoscenze già da prima della nascita, ovvero che vi siano conoscenze e concetti che non vengono apprese tramite l'esperienza.

La teoria dell'anamnesi di Platone può essere considerato un esempio di innatismo.

Tra i filosofi che si sono schierati contro forme di innatismo si conta John Locke che sosteneva le mente umana alla nascita fosse una tabula rasa su cui solo l'esperienza scriverebbe le varie conoscenze e nozioni. A favore di (una forma di) innatismo troviamo Gottfried Leibniz, che correggeva l'adagio empirista "Nihil est in intellectu quod non prius fuerit in sensu" aggiungendovi "nisi intellectus ipse". Questo sta a dire che non vi è nulla nella mente prima della nascita, e quindi dell'esperienza sensibile, se non la mente stessa, con le sue strutture e categorie, che potrebbero includere già vari concetti molto generali, formali, quali spazio, tempo, oggetto, etc.

Recentemente le analisi linguistiche della scuola di Noam Chomsky hanno indicato la probabile esistenza di strutture grammaticali innate, cioè presenti nel cervello già alla nascita (e.g. nell'area di Broca), grazie alle quali i bambini acquisiscono una (o più) lingue con maggiore rapidità di quanto sarebbe possibile senza queste strutture innate (teoria della grammatica universale).

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