Istinto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'istinto o comportamento innato è la tendenza intrinseca di un organismo vivente ad eseguire o mettere in atto un particolare comportamento.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Sono comportamenti automatici cioè non sono frutto di apprendimento né di scelta personale. L'istinto ha un rapporto piuttosto rigido con ciò che desidera e a cui mira, difficilmente ottenendo soddisfazione da un oggetto diverso.

In psicoanalisi si distingue dalla pulsione in quanto questa mira alla soddisfazione dei propri bisogni (fame, sonno, sesso) basandosi su schemi appresi tramite interazione continua tra individuo ed ambiente e senza obiettivi particolari (per esempio, l'istinto omicida spinge ad uccidere in modo improvviso ed inatteso, con un oggetto-vittima ben preciso in mente, come nei delitti passionali; la pulsione omicida porta al desiderio di uccidere, non importa chi, in modo ben programmato, con schemi appresi e probabilmente già messi in atto in precedenza, come nei delitti seriali).

Caratteristiche peculiari dell'azione istintiva sono la mancanza di basi derivanti da esperienze passate, ma sembra essere un comportamento innato dell'animale, come se derivasse da una caratteristica insita nel suo patrimonio genetico, e che viene compiuta in modo del tutto analogo da diversi individui, spesso senza che ne sia chiaro lo scopo. Esempi di comportamento istintivo sono le migrazioni degli uccelli, l'attrazione sessuale umana ed animale, gli stessi meccanismi della nostra vita sociale.

La definizione di istinto si estende anche ad azioni puramente psichiche e mentali. Intesa come processo innato, persino la stessa attività cognitiva, il cui obiettivo è la formulazione di pensieri, piani e significati, può essere considerata come un istinto naturale (anche se i processi psichici che si basano su schemi appresi quali il linguaggio, i numeri, le idee di colore e forma per soddisfare i bisogni di comunicare, contare, riconoscere, devono essere intesi come pulsione).

Istinti fondamentali nell'uomo, sui quali si basano tutti gli altri impulsi umani, secondo Freud sono l'istinto di vita (Eros), l'innato bisogno di creare, mantenere in vita ed ottenere gioia e piacere, legato al significato di libido, principale fonte nell'uomo di energia creativa e positiva e, secondo Freud, anche l'istinto di morte (Thanatos), l'innato bisogno di distruggere, uccidere e rivivere le esperienze di tristezza e dolore, oltre al bisogno di morire, legato al significato di destrudo, fonte di energia distruttiva e negativa. La definizione di istinto in questi casi è abbastanza controversa e pertanto spesso si possono incontrare le stesse definizioni con i nomi di "pulsione di vita" e "pulsione di morte".

Comunemente universalmente accettati e noti sono l'istinto di sopravvivenza o autoconservazione e l'istinto all'autoaffermazione, presenti sia nel mondo animale che nel mondo umano.

Talvolta ci si riferisce all'istinto riferendosi ad intuizioni improvvise e senza fondamento che, per questo, appaiono innate ed "istintive": in questi casi si è soliti riferirsi a tali episodi con il termine "sesto senso".

Ultimamente, lo studio dell'istinto si è esteso all'endocrinologia, per verificare la correlazione tra azione istintiva ed ormoni, ed all'etologia, per studiare le implicazioni etiche e comportamentali negli istinti animali ed umani.

Secondo Konrad Lorenz l'istinto è come una grande forza all'interno dell'organismo che deve incanalarsi da qualche parte.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ K. Lorenz, Das sogenannte Böse. Zur Naturgeschichte der Aggression, Borotha-Schoeler, Wien 1963.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]