Idra di Lerna

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Eracle e l'Idra di Lerna, olio su tela di Gustave Moreau, 1876, Art Institute di Chicago.

L'idra di Lerna (detta anche solo "idra"; in greco antico: Ύδρα, Hydra) è un mostro della mitologia greca, che appare nei miti riguardanti Eracle.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'idra viene detta figlia di Echidna e di Tifone (una coppia di mostri che aveva dato i natali anche a diverse altre creature, fra le quali Cerbero, Ortro, il leone nemeo, la sfinge e la chimera) e venne allevata da Era[1][2]. Nelle antiche fonti greche, viene descritta come un grande serpente marino dotato di nove teste[3]), di cui quella centrale era immortale[1][2]. Era inoltre velenosissima, tanto da poter uccidere un uomo con il solo respiro, e anche il suo sangue e persino le sue orme erano velenosi[1].

L'idra terrorizzava la città di Lerna, nell'Argolide, e viveva in una palude nei pressi delle sorgenti di Amimone[1][2].

Mito[modifica | modifica sorgente]

Uccidere l'idra era la seconda delle Dodici fatiche imposte ad Eracle, così l'eroe si recò sul posto e stanò la bestia con delle frecce infuocate, per poi affrontarla[1][2]. Ogni volta che Eracle tagliava una delle teste dell'idra, dal moncherino ne ricrescevano due[1][2]; Eracle allora si fece aiutare da Iolao, che, dopo che lui aveva tagliato una testa, cauterizzava con il fuoco il moncherino impedendone la ricrescita; Eracle schiacciò sotto ad un masso la testa immortale[1][2].

Durante la battaglia, Era inviò un'altra creatura ad assistere l'idra, il Carcino, ma Eracle lo schiacciò sotto il calcagno[1]. Sconfitta l'idra, Eracle immerse le sue frecce nel suo sangue velenoso, così che le ferite da esse provocate fossero incurabili[1] (un'accidentale puntura con una di tali frecce avrebbe provocato più avanti a Chirone atroci sofferenze). Euristeo comunque dichiarò la vittoria non valida, poiché Eracle aveva vinto grazie all'aiuto di Iolao[1][2].

Dopo la lotta, Era trasformò sia l'idra che il carcino in costellazioni, rispettivamente l'idra e il cancro.

Nel medioevo[modifica | modifica sorgente]

Un'idra in un'illustrazione di una versione olandese seicentesca dell'Historiae naturalis di Johannes Jonston

Nella zoologia mitologica medioevale, il termine "idra" sta ad indicare un generico drago con molte teste. In alcuni bestiari medioevali è citato anche l'hydrus, un serpente nemico per antonomasia del coccodrillo, dal quale si fa inghiottire per poi lacerarne l'intestino (analogamente a come era detto fare l'icneumone)[4][5].

Erasmo da Rotterdam nei suoi Adagia paragona la guerra all'idra di Lerna:

(LA)
« Quinetiam bellum e bello seritur, e simulato verum, e pusillo maximum exoritur, neque raro solet in his accidere quod de Lernaeo monstro fabulis proditum est »
(IT)
« E poiché guerra genera guerra, da guerra finta nasce guerra vera, da guerra piccina guerra poderosa, non di rado suole accadere ciò che nel mito si racconta del mostro di Lerna »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) HYDRA, Theoi Greek Mythology. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  2. ^ a b c d e f g (EN) HYDRA, Greek Myth Index. URL consultato il 31 gennaio 2014.
  3. ^ Raramente ne vengono indicate cinquanta o più, come da Simonide e Diodoro Siculo, o una sola, come da Pausania
  4. ^ Consejo Superior de investigaciones Científicas, op. cit., p. 53
  5. ^ Papagno, op. cit., p. 176

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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