Loki (mitologia)

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Loki con una sua invenzione: la rete da pesca (manoscritto islandese del XVIII secolo)
Il castigo di Loki, incisione di Louis Huard, seconda metà del XIX secolo

Loki, nella mitologia norrena era il dio della grande astuzia e del caos, ingegnoso inventore di tecniche e diabolico ingannatore.

Era una figura ambivalente nel pantheon norreno, in taluni miti è compagno di Odino e Thor (e spesso gli dei si cavano d'impaccio grazie alla sua grande astuzia), in altri è colui che attenta all'ordine cosmico, ingannatore, attaccabrighe, maligno, temibile e camaleontico.

Loki nei miti[modifica | modifica wikitesto]

Sguardo d'insieme[modifica | modifica wikitesto]

Loki nella mitologia norrena è una figura centrale, risulta tra le divinità più note e citate e la maggior parte dei miti non avrebbero sviluppo se non vi fosse il suo intervento. Identificato con Lóðurr farebbe parte della triade divina che crea l'umanità, inoltre è grazie a Loki che gli dei ottengono tutti i loro strumenti più utili e preziosi. Ancora nella Loka Táttur, una ballata Faroese che costituisce un raro esempio di divinità norrene sopravvissute nel folklore locale, Loki è una entità benevola che aiuta gli uomini. Nonostante questo nella Völuspá e nella Lokasenna viene descritto come una entità malevola e del resto è il padre di creature dagli aspetti poco benevoli.

In effetti Loki è una figura ambigua e liminale, posta al punto di contatto tra la società degli dei e quella delle altre entità mitiche (come giganti e nani), ed è solo attraverso il tramite e l'interconnessione rappresentate da Loki, che gli dei ottengono (o riottengono) quelle cose di cui abbisognano; egli per il suo comportamento è un tipico trickster, la cui azione amorale, al di fuori delle regole convenzionali, è comunque necessaria. Gli scrittori cristiani che ci hanno riportato la maggior parte dei miti norreni dal punto di vista letterario, hanno spesso identificato Loki con il male, omettendo invece la parte benevola delle sue caratteristiche (che invece riemerge nel folklore popolare). Comunque sia se Loki deve essere identificato con il male, esso rappresenta un male necessario, che serve a ristabilire l'equilibrio cosmico: di volta in volta rappresentato come nemico o alleato degli dei, Loki incarna il male contenuto nella stessa creazione primordiale, un male che per assurdo deve spesso combattere per il bene, per preservarlo fino allo scontro finale stabilito dai fati. Inoltre il male di cui Loki sembrerebbe l'incarnazione viene perlopiù reso meno spiacevole grazie alla buffoneria che lo pervade e ai suoi continui inganni geniali e spesso divertenti.

Ambiguità di Loki[modifica | modifica wikitesto]

Loki viene considerato un dio ambiguo per diversi motivi. L'etimo del suo nome viene legato al fuoco ed in particolare alla fiamma (altri studiosi collegano il suo nome all'aria), un elemento ambivalente collegato sia alla civilizzazione, alla casa e alla forgia, sia alla distruzione. Anche se egli appartiene alla schiera degli Asi, vivendo con loro e partecipando alle loro vicende, al tempo stesso è imparentato con i giganti, simboli del caos. Per quanto riguarda i suoi rapporti con gli dei, Loki ha stretto un patto di fratellanza di sangue con Wodan/Odino e in molte occasioni ha aiutato il sovrano degli Asi o il figlio Thor ad affrontare imprese, a superare pericoli ed a ristabilire l'ordine. Inoltre la sua benevolenza viene sottolineata dal fatto che Loki compare nella triade divina che creò gli uomini da due tronchi d'albero ed in particolare egli donò agli uomini neonati il calore e il bell'aspetto.

Loki è dunque associato ai giganti, simboli di caos e distruzione primordiali, con i quali ha una stretta parentela: è figlio del gigante Farbauti, anche se la madre risulta essere la dea Laufey (isola di foglie) detta anche Nál (un mito evemeristico narra la nascita del fuoco, Loki appunto, quale unione del fulmine, Fárbauti, che colpisce le foglie, Laufey, o gli aghi di pino, Nál). Dopo essersi nutrito del cuore della gigantessa Angrboða, Loki ha partorito da sé vari esseri mostruosi e temibili come il lupo Fenrir (simbolo di voracità e del fuoco distruttore, che divorerà Odino e si scatenerà durante il Crepuscolo degli Dei), il serpente di Midgardr, Miðgarðsormr o Jörmungander (alla lettera: "essere infinitamente potente"), il gran serpente che viene scagliato nel mare da Odino e viene costretto a contorcersi eternamente tenendosi la coda tra le fauci, il tempo che scorre inesorabile, che nel Ragnarok verrà abbattuto da Thor (che morirà poco dopo a causa del suo veleno) e infine la terribile Hel, dea della morte, che regna sul mondo sotterraneo. Unendosi alla dea degli Asi Sigyn, Loki ha generato divinità benevole come Narfi e Vali. Sigyn gli sarà sempre molto devota e lo curerà al momento della sua caduta, tanto da divenire il simbolo della fedeltà coniugale. In più Loki, molte altre volte ha combinato seri guai agli dei (come quando provocò il rapimento di Iðunn, rubò il gioiello di Freya, rapò i capelli alla bella Sif e tormentò, sotto forma di moscone, i nani che stavano forgiando il martello di Thor). La malefatta peggiore fu però quando egli provocò la morte di Baldr e ne impedì la resurrezione, perciò gli dei lo punirono legandolo a delle rocce sulla scogliera, con un serpente che faceva colare il suo veleno corrosivo sulla sua faccia.

Loki è ambiguo inoltre proprio per il suo atteggiarsi, spesso si traveste e fa il buffone, viene accusato dagli altri Asi di comportarsi e di giacere come una donna (atteggiamenti tipici delle figure sciamaniche), infatti è a conoscenza della magia del Seiðr, che comporta per i maschi inverecondia e comportamento effeminato (egli la adopera per compiere mitiche metamorfosi: mosca, pulce, cavallo, falco, salmone, foca). Insomma Loki è una divinità omosessuale o comunque bisessuale (tra l'altro si trasformò anche in puledra e fu montato dallo stallone Svaðilfœri, generando quindi il divino cavallo ad otto zampe Sleipnir, il cavallo volante di Odino, con le rune incise sui denti); ed infatti proprio come fa una donna partorì le streghe.

Alla fine dei tempi Loki riuscirà a liberarsi dal suo supplizio e duellerà fino alla morte con Heimdallr nel corso del Ragnarök.

Significati etimologici[modifica | modifica wikitesto]

Come detto il suo nome deriverebbe forse dall'analogia con l'antico nordico logi, che molto probabilmente significa fiamma. Questa fiamma illumina i legami di Loki con i giganti del fuoco, che egli accompagnerà poi nel Ragnarok, l'apocalisse della mitologia nordica. Altri considerano invece il suo nome come una storpiatura di loptr, aria. Loki ha in comune con l'elemento aria la sua intelligenza intuitiva, la capacità verbale, l'abilità nel procurarsi ogni sorta di metamorfosi e di mezzi magici (ad esempio il dio possiede un paio di scarpe magiche, con cui riesce a camminare sia in aria che sopra l'acqua).

In effetti una delle poche rappresentazioni di Loki è quella incisa su una pietra per il focolare ritrovata in Danimarca, una pietra con un foro, che veniva posta a protezione del soffietto che alimenta il fuoco [1] che quindi riassume bene entrambe queste due caratteristiche che accomunano l'aria ed il fuoco. Sempre in relazione a questo, alcuni studiosi hanno identificato l'origine antica di Loki, non tanto nel fuoco in se' stesso, quanto piuttosto nello spirito domestico (Vätte) che abita nei pressi del focolare e che può portare grandi benefici alla casa, ma anche tirare scherzi poco gradevoli [2].

Il suo nome è stato paragonato anche al ragno, che viene definito proprio locke in molti dialetti nordici. Condivide con il ragno una funzione creatrice, ma anche malefica, che si rivela nel mito di Loki che costruisce una rete da pesca, simile a una ragnatela. Viene definito dal poeta cristiano Snorri Sturlusson "fabbro di mali", perché applica i suoi poteri solo in modo dannoso e distorto. È insomma una sorta di mago che "perverte" le energie del cosmo conservate da Asi e Vani.

Alcuni studiosi hanno ritrovato che l'etimo del nome di Loki si rifaccia al termine annodare [2] che è adatto sia alla creazione della rete da pesca, che all'annodare i peli del bestiame o il filo da cucito, come scherzo fatto dal Vätte.

Nei poemi[modifica | modifica wikitesto]

Loki è la figura centrale del poema chiamato Lokasenna , che fa parte dell'Edda poetica. In questa opera gli dèi tengono una festa a casa di Barley ("malto"). Loki, dapprima invitato alla festa viene scacciato per i suoi modi fastidiosi. Rientrato in un secondo momento nelle sale del banchetto, si scontra in un serrato scambio di insulti con tutti gli dèi presenti, ai quali vengono rinfacciati i propri vizi dal dio ingannatore. Ultimo scontro è tra il dio Loki e il dio Thor, il quale prevale con la forza bruta, mettendolo in fuga.

Loki e Sigyn.

Raggiunto dagli Æsir, Loki viene giudicato per la morte di Baldr, e lo conducono in una grotta del Niflheimr; qui trasformano suo figlio Váli in lupo e lo spingono a divorare il fratello Narvi e con le budella di quest'ultimo incatenano Loki a tre pietre appuntite. Un serpente sospeso al di sopra della sua testa cola veleno sopra il suo volto, e lo brucerebbe se Sigyn (sua moglie, il cui nome significa fedele) non raccogliesse le gocce in un bacile. Ma quando il bacile è pieno e Sigyn si allontana per svuotarlo, il liquido di fuoco del veleno fa urlare e scattare Loki, i cui sussulti violenti producono i terremoti.

I miti riguardanti Loki presentano notevoli affinità con quelli riguardanti Prometeo, benefattore dell'umanità a discapito degli dei e perciò punito in modo simile a Loki, queste affinità sono state sottolineate da diversi studiosi[3][4].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Georges Dumézil, Loki, Maissoneuve, Paris 1948.
  • Ugo Bianchi, Il dualismo religioso. Saggio storico ed etnologico, II edizione riveduta, Edizioni dell'Ateneo, Roma 1983, Appendice, pp. 194–197; I edizione: 1952.[1]
  • Gianna Chiesa Isnardi, I Miti Nordici, Longanesi, Milano, 1991

Loki nella cultura moderna[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel videogioco Warframe, Loki è il nome di uno dei primi Warframe utilizzabili. Come la divinità, possiede abilità basate sull'inganno e l'astuzia.
  • Nel libro quarto de La guerra degli elfi, dello scrittore irlandese James Herbert Brennan, Loki rappresenta un'antica divinità astuta ed ingannevole che prende in ostaggio ed imprigiona la regina Aurora nelle Montagne della Follia, nonché il padre di un serpente marino gigantesco chiamato Jormungand, avuto dalla procreazione ambigua con una gigantessa.
  • Nei fumetti di Martin Mystère (Sergio Bonelli Editore), ha perso l'immortalità pur essendo straordinariamente longevo e mantenendo i suoi poteri, cerca di riportare in vita la valchiria Brunilde di cui è innamorato, scontrandosi in questo con Martin Mystère e Sergej Orloff.
  • Nel gioco di carte collezionabili Yugioh, Loki appare come carta mostro in un set di espansione chiamata "Tempesta dei Ragnarok" che comprende anche Thor ed Odino.
  • Nel manga Fairy Tail di Hiro Mashima Loki è il nome dello spirito stellare del Leone
  • Nel film Dogma Loki (interpretato da Matt Damon) è l'angelo della morte, portatore della collera di Dio.
  • Nel secondo film de manga/anime I Cavalieri dello zodiaco, Loki è uno dei malvagi Guerrieri del Nord, sconfitto da Seiya di Pegasus. Da notare: la sua armatura rappresenta il lupo nordico. Nello stesso anime, durante la saga de i cavalieri di Asgard, appare un personaggio chiamato Megres che, sebbene il suo nome originale sia ripreso da Alberich dell'anello del Nibelungo, ha molte caratteristiche in comune col dio degli inganni vichingo.
  • Nel videogioco della Microsoft Games Age of Mythology, Loki è uno degli dèi principali della civiltà norrena, assieme ad Odino e Thor. I suoi potenziamenti riguardano i mostri mitologici e l'esplorazione. Dona al giocatore che lo sceglie il potere divino "Spia" che permette di osservare tutto ciò che fa un'unità avversaria. Inoltre è l'unico che all'ultima era permette di scegliere la divinità Hel.
  • Nei vari videogiochi della Atlus Megami Tensei Loki è uno dei demoni utilizzabili dai protagonisti, ed è solitamente rappresentato come un giovane dalla pelle blu e i capelli biondi che indossa un mantello bianco.
  • In Supernatural Loki (interpretato da Richard Speight Jr.) è in realtà l'Arcangelo Gabriele, fuggito dal Paradiso per non vedere i propri fratelli uccidersi tra loro. Sulla Terra usa l'identità di Trickster. È di comportamento ambiguo poiché a volte ha comportamenti pressoché benevoli, mentre in altre occasioni è presentato come un potente antagonista. Viene apparentemente ucciso da suo fratello Lucifero.
  • Nel libro American Gods Loki usa le sue tecniche di inganno e cospirazione manipolando il corso degli eventi.
  • Nel fumetto Sandman di Neil Gaiman Loki dopo essere sfuggito con l'inganno alla sua prigionia si allea con Puck (il Robin Goodfellow Shakespeariano) e innesca il corso di azioni che porterà al finale della serie.
  • La figura di Loki è rappresentata sulla copertina del libro "Le vie della mistificazione" di Vincenzo Saladini (Armando Editore).
  • Nel manga Il mitico detective Loki il dio è confinato sulla terra da Odino poiché lo ha ingannato, e per tornare nel regno degli dei è costretto a eliminare i demoni che si impossessano degli umani. Come punizione aggiuntiva Odino lo tramuta in un bambino, dimezzandone i poteri. Nell'opera è affiancato da suo figlio Jormungandr, trasformato in un timido ragazzo dai lunghi capelli neri raccolti in una coda e occhiali, che si appella a lui chiamandolo "Signor Loki" e comportandosi a metà tra un fratello e una badante. Sono presenti anche altre divinità, come Thor (trasformato in un liceale, porta con sé una spada di legno su cui ha inciso il nome Mjolnir) e Freyja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wyrd Designs – Loki: At the Hearth Fire
  2. ^ a b http://eldar-heide.net/Publikasjonar%20til%20heimesida/Loke-artikkel%20til%20nettsida.pdf
  3. ^ Atlas
  4. ^ Prometheus | Loki Rising

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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