Hermóðr

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Hermóðr cavalca Sleipnir verso il regno di Hel, ove incontra la dea Hel e Baldr. L'immagine deriva da un manoscritto islandese del XVIII secolo.

Hermóðr (anglicizzato talvolta Hermod) il Coraggioso (in lingua norrena "spirito della guerra")[1] è una figura della mitologia norrena.

Nelle fonti[modifica | modifica wikitesto]

Edda in prosa[modifica | modifica wikitesto]

Hermóðr appare nella sezione 49 della prima parte dell'Edda in prosa, il Gylfaginning, in cui viene raccontato che gli dei erano senza parole e sconvolti per la morte di Baldr, e incapaci di reagire perché paralizzati dal dolore. Successivamente, gli dèi riacquistano le forze e Frigg chiede agli Æsir chi, tra loro, desideri guadagnarsi il suo amore e la sua gratitudine[2] recandosi nel regno di Hel, la dimora dei morti. Chiunque avesse accettato, avrebbe dovuto offrire a Hel, la dea degli inferi, un riscatto per ottenere il ritorno di Baldr ad Ásgarðr. Hermóðr accetta e, a cavallo di Sleipnir, il cavallo di Odino, si dirige verso Hel.

Così infatti riporta direttamente la fonte:

(NON)
« En sá er nefndr Hermóðr inn hvati, sveinn Óðins, er til þeirar farar varð. Þá var tekinn Sleipnir, hestr Óðins, ok leiddr fram, ok steig Hermóðr á þann hest ok hleypti braut. »
(IT)
« Fu Hermóðr l'audace, figlio di Óðinn, colui che si offrì di intraprendere questo viaggio. Venne dunque preso Sleipnir, il cavallo di Óðinn, fu portato avanti e Hermóðr montò in groppa e galoppò lontano. »
(Snorri Sturluson - Edda in prosa - Gylfaginning IL - Traduzione di Stefano Mazza)

Il viaggio dura nove notti, attraverso valli buie e profonde, fino a quando Hermóðr giunge al ponte Gjallarbrú, un ponte ricoperto d'oro, sul fiume Gjöll. A guardia del ponte vi è Móðguðr ("furore di battaglia" oppure "stanca per la battaglia"). Quest'ultima dice a Hermóðr che Baldr ha già attraversato il ponte, e che quindi egli avrebbe dovuto cavalcare verso il basso e verso nord.

(NON)
« En þat er at segja frá Hermóði at hann reið níu nætr døkkva dala ok djúpa svá at hann sá ekki fyrr en hann kom til árinnar Gjallar ok reið á Gjallarbrúna. Hon er þökt lýsigulli. »
(IT)
« Ma c'è da raccontare di Hermóðr, il quale cavalcò nove notti per valli scure e profonde, tanto che non vedeva nulla, finché non giunse al fiume Gjöll e cavalcò sul Gjallarbrú, il ponte ricoperto di oro splendente. »
(Snorri Sturluson - Edda in prosa - Gylfaginning IL - Traduzione di Stefano Mazza)
Hermóðr di fronte ad Hel.

Poco prima di giungere alle porte di Hel, Hermóðr smonta da cavallo, stringe il sottopancia di Sleipnir, vi ri-monta e lo sprona, facendogli saltare il cancello. Giunto al palazzo di Hel, Hermóðr vede Baldr, il quale occupa il seggio più importante. Hermóðr prega Hel di lasciar andare Baldr, per mettere fine al dolore che regna tra gli Æsir. Hel risponde che, affinché Baldr sia rilasciato, tutte le cose, viventi e non, dovranno piangere per lui.

(NON)
« Þá reið Hermóðr þar til er hann kom at Helgrindum. Þá sté hann af hestinum ok gyrði hann fast, steig upp ok keyrði hann sporum, en hestrinn hljóp svá hart ok yfir grindina at hann kom hvergi nær. Þá reið Hermóðr heim til hallarinnar ok steig af hesti, gekk inn í höllina, sá þar sitja í öndugi Baldr bróður sinn, ok dvalðisk Hermóðr þar um nóttina. En at morni þá beiddisk Hermóðr af Helju at Baldr skyldi ríða heim með honum, ok sagði hversu mikill grátr var með ásum. En Hel sagði at þat skyldi svá reyna hvárt Baldr var svá ástsæll sem sagt er, «ok ef allir hlutir í heiminum, kykvir ok dauðir, gráta hann þá skal hann fara til ása aptr, en haldask með Helju ef nakkvarr mælir við eða vill eigi gráta». »
(IT)
« Hermóðr cavalcò fino a quando non giunse ai cancelli di Hel. Scese da cavallo, strinse le cinghie, rimontò in sella, lo spronò e il cavallo saltò con tanta foga oltre i cancelli che nemmeno li sfiorò. Hermóðr cavalcò verso una casa, scese da cavallo, entrò nella höll dove vide, seduto sul trono, suo fratello Baldr, e ivi trascorse la notte. Al mattino Hermóðr pregò Hel di lasciar tornare a casa Baldr insieme a lui e raccontò quale grande lutto vi fosse fra gli Æsir. Hel però disse che si doveva prima dimostrare se Baldr fosse tanto amato come si diceva, «e se tutte le cose nel mondo, vive o inanimate, lo piangeranno, allora egli potrà tornare fra gli Æsir, ma rimarrà con Hel se qualcuno si opporrà o se non vorrà piangerlo». »
(Snorri Sturluson - Edda in prosa - Gylfaginning IL - Traduzione di Stefano Mazza)
Baldr e Nanna salutano Hermóðr.

Baldr dà a Hermóðr il Draupnir, l'anello (o bracciale)[3] d'oro che indossava sulla pira quando era stato arso vivo, affinché lo riporti a Odino. Nanna, morta in seguito al rogo di Baldr e bruciata sulla sua stessa pira, dà a Hermóðr una tunica da consegnare a Frigg, insieme ad altri regali e un anello per Fulla. In seguito, Hermóðr torna ad Ásgarðr con il messaggio.

(NON)
« Þá stóð Hermóðr upp, en Baldr leiðir hann út ór höllinni ok tók hringinn Draupni ok sendi Óðni til minja, en Nanna sendi Frigg ripti ok enn fleiri gjafar, Fullu fingrgull. Þá reið Hermóðr aptr leið sína ok kom í Ásgarð ok sagði öll tíðindi þau er hann hafði sét ok heyrt. »
(IT)
« Hermóðr dunque si alzò e Baldr lo accompagnò fuori della höll, prese l'anello Draupnir per mandarlo a Óðinn come ricordo, mentre Nanna mandò a Frigg una stoffa e altri doni. A Fulla mandò invece un anello d'oro. Quindi Hermóðr riprese la sua strada, giunse ad Ásgarðr e raccontò tutte le cose che aveva visto e udito. »
(Snorri Sturluson - Edda in prosa - Gylfaginning IL - Traduzione di Stefano Mazza)

Hermóðr è chiamato "figlio" di Odino nella maggior parte dei manoscritti, mentre nel Codex Regius viene detto sveinn Óðins, ovvero il "ragazzo di Odino", che nel contesto può essere tradotto come "il servitore di Odino". Hermóðr, in un passaggio successivo, viene denominato "fratello di Baldr" e appare tra i figli di Odino.

Edda Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Hermód sembra essere attribuito a un eroe mortale che appare nell'Edda poetica, in particolare nel canto Hyndluljóð dell'Edda minore.

Poesia scaldica[modifica | modifica wikitesto]

Nel poema scaldico Hákonarmál (strofa 14) Hermóðr e Bragi appaiono nel Valhalla mentre ricevono Haakon il Buono.

Beowulf[modifica | modifica wikitesto]

Nel poema in lingua anglosassone Beowulf, Heremod è un re danese in esilio. Nelle genealogie anglosassoni, Heremod appare come uno dei discendenti di Sceafa e, di solito, come padre di Skjöld.

Nella cultura moderna[modifica | modifica wikitesto]

Gli Amon Amarth, nel loro album With Oden on Our Side, hanno scritto la canzone "Hermod's Ride to Hel - Lokes Treachery Part 1" (La cavalcata di Hermóðr verso Hel - la congiura di Loki parte 1), che narra del viaggio di Hermóðr.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orchard (1997:83).
  2. ^ Byock (2005:66).
  3. ^ Skírnismál XXI

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]