Borr

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Borr o Burr (talvolta reperibile nella forma anglicizzate di Bor e Bur) è un personaggio della mitologia norrena, più precisamente era il figlio di Búri e padre di Odino, Víli e [1].

È citato nella prima parte dell'Edda in prosa di Snorri Sturluson: il Gylfaginning, al canto VI:

(NON)
« Hann gat son þann, er Borr hét, hann fekk þeirar konu, er Bestla hét, dóttir Bölþorns jötuns, ok fengu þau þrjá sonu. Hét einn Óðinn, annarr Vili, þriði Vé. »
(IT)
« Egli [Buri] generò un figlio ch'ebbe come nome Borr, questi prese in moglie una donna di nome Bestla, figlia del gigante Bölþorn ed ebbero tre figli che si chiamarono l'uno Odino, l'altro Víli, il terzo Vé. »
(Snorri Sturluson - Edda in prosa - Gylfaginning VI)

Dopo questa citazione, non si ritrova più il nome di Borr nell'Edda in prosa. Nella poesia scaldica e nell'Edda poetica Odino è spesso definito col kenning di "figlio di Borr" ma non si aggiunge nient'altro sul padre.

Proprio per questa mancanza di informazioni il ruolo di Borr nella mitologia non è molto chiaro e non è certo che venisse venerato come una divinità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nell'Edda in prosa, i tre figli di Borr sono Odino, Víli e (Gylfaginning VI) e Snorri Sturluson attribuisce a loro la creazione della prima coppia umana (Gylfaginning IX); la Völuspá è d'accordo sul fatto che la creazione del mondo fu opera dei tre figli di Borr, dei quali non fornisce i nomi (Völuspá IX), ma poi attribuisce la creazione della prima coppia a Odino, Hœnir e Lóðurr (Völuspá XVII-XVIII). Su questa base è stata proposta l'identificazione di Víli e Vé con Hœnir e Lóðurr, anche se nessuna delle due fonti lo ammette di per sé. Inoltre, Snorri accenna ad una triade formata da Óðinn, Hœnir e Loki (Skáldskaparmál I), che corrisponde ovviamente alla triade della Völuspá (con confusione tra Loki e Lóðurr), anche se Snorri la tiene ben distinta dalla triade formata da Odino, Víli e .

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Snorri Sturluson (a cura di Giorgio Dolfini), Edda in prosa, Adelphi, Milano, 1975. ISBN 88-459-0095-9

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