Örvar-Oddr

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Orvar Odd informa Ingeborg della morte di Hjalmar, di August Malmström (1859)

Örvar-Oddr ("Punta di freccia") (... – ...) è un eroe leggendario di cui un anonimo islandese scrisse alla fine del XIII secolo.

La Saga di Oddr l'arciere o Örvar-Oddr di divenne molto famosa, e conteneva vecchie leggende e canti. Appare anche all'interno della Saga di Hervör, ed anche nel Gesta Danorum con riferimento alla battaglia di Samsø.

Oddr era il figlio di Grim Lodinkinni e nipote di Ketil Höing (ci sono differenti saghe che trattano di queste persone) di Hålogaland. Quando era bambino gli fu predetto che sarebbe stato ucciso dal suo stesso cavallo Faxi, nel luogo in cui era nato, all'età di 300 anni.

Per sfuggire a questa previsione fece uccidere il cavallo, lo fece seppellire in profondità e lasciò casa propria con l'intenzione di non tornare più. Mentre se ne stava andando, il padre gli diede alcune frecce magiche che ben presto gli valsero il cognomen arrow. Dopo un viaggio in Finnmark, Bjarmaland e Jötunheimr combatté con successo contro molti Vichinghi.

Ad un certo punto affrontò il campione svedese Hjalmar. La lotta finì pari, ed i due guerrieri divennero amici stringendo un giuramento di sangue.

I due eroi combatterono insieme molte battaglie, compresa la famosa battaglia di Samsø contro i figlio di Arngrim. Dopo lo scontro dovette portare il cadavere di Hjalmar (ucciso da Angantyr) ad Uppsala e da Ingeborg, la figlia del re svedese.

Örvar-Oddr viaggiò nel sud combattendo i corsari del Mediterraneo, facendosi battezzare, naufragando e giungendo in Terra santa.

Vestito da vecchio giunse a Hunaland, dove la sua vera identità fu presto svelata grazie alle sue azioni eroiche. Dopo aver sconfitto il re di Bjalkaland, il quale pagava tributi al re di Hunaland, sposò la principessa Silkisif diventando il successivo re.

Dopo tutto questo divenne nostalgico e tornò a casa. Camminando sopra la tomba del vecchio Faxi, si fece beffe della vecchia profezia, ma inciampò sul teschio di un cavallo da cui spuntò un serpente. Il serpente lo morse provocandone la moret.

Si crede che questa storia contenga fatti inventati, quali il viaggio di Ottar di Hålogaland a Bjarmaland, la leggenda del fratello adottivo di Hjalmar (chiamato in origine Söte), Starkaðr, Ketil Höing, Ulisse e Polifemo, Sigurd Jorsalfare o il re Rus' Oleg di Kiev.

La morale della derisione della profezia da parte di Örvar-Oddr e della sua morte hanno paralleli con il Manoscritto Nestoriano, il quale descrive la morte di Oleg in maniera simile. La morte di Oleg causata dal "teschio di un cavallo" è il soggetto di una delle più famose ballate in lingua russa, scritta da Aleksandr Sergeevič Puškin nel 1826.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Saga di Oddr l´arciere. Trad. da Fulvio Ferrari. Milano: Iperbore (con il contributo del Dipartimento di Scienze Filologiche dell’Università di Trento), 2003². ISBN 978-88-7091-043-8.
  • Ǫrvar-Odds saga. Die Saga vom Pfeile-Odd. Übersetzt und mit einem Nachwort hrsg. von Bernd Menge, Thomas Pietsch, Manfred Schwering und Claudia Spinner. Leverkusen: Literaturverlag Norden Mark Reinhardt, 1990 (altnordische Bibliothek. Band 8.) ISBN 3-927153-10-9.
  • Die Saga von Örvar-Odd. Aus dem Altisländischen ins Deutsche übersetzt von Ulrike Strerath-Bolz. In: Isländische Vorzeitsagas 1.: Die Saga von Asmund Kappabani, die Saga von den Völsungen, die Saga von Ragnar Lodbrok, die Saga von König Half und seinen Männern, die Saga von Örvar-Odd, die Saga von An Bogsveigir. München: Eugen Diederichs Verlag, 1997. Pagine 189-260. ISBN 3-424-01375-7.
  • Saga d'Oddr aux Flèches. Suivie de la Saga de Ketill le Saumon et de la Saga de Grimr à la Joue velue. Textes traduits de l'islandais ancien par Régis Boyer. Toulouse: édition Anacharsis, 2010 (collection Famagouste). Pagine 17-183. ISBN 978-2-914777-674.
  • Saga de Odd Flechas. Traducción, introducción y notas de Santiago Ibáñez Lluch. En: Sagas islandesas: Saga de Odd Flechas - Saga de Hrolf Kraki. Madrid: Editorial Gredos, 2003² (Biblioteca Universal Gredos, 8). Pagine 39-203. ISBN 84-249-2374-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]