Týr

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Týr, raffigurato con entrambi gli arti intatti, identificato con Ares in questa illustrazioni di un manoscritto islandese del XVIII secolo.

Týr era il dio della guerra nella mitologia norrena, identificato come equivalente di Marte in quella romana, nonché patrono della giustizia. L'Edda poetica lo descrive come figlio di Hymir, mentre nelle tarde edizioni dell'Edda in prosa si afferma che fosse figlio di Odino.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Týr significa "dio" (cfr. Hangatyr, "dio degli impiccati", uno degli epiteti Odino; probabilmente ereditato da Týr nel suo compito di giudice), ma è da notare che diretti riferimenti al dio e l'epiteto di "capo degli dèi" siano tuttora oggetto di dibattito.

Tale dibattito ha origine nella parola proto-indoeuropea "Dyeu Ph2ter", che insieme a "Pltvi Mh2ter" (Madre Terra), costituivano l'apice della religione indoeuropea. Il termine della divinità maschile, che letteralmente significa "padre degli dèi" è stato successivamente trasformato in "Zeus Pater" attraverso l'uso comune in Grecia e nell'antica Roma, e in seguito si è caratterizzato nelle divinità Zeus e Giove (Iuppiter).

Nel mondo germanico il termine che descrive la divinità proto-indoeuropea si è caratterizzato in *deywos e successivamente "Teiwaz" e infine nel proto-germanico Tîwaz; l'evoluzione del nome del dio potrebbe essere passata in una fase intermedia a "Tyz" prima di arrivare al definitivo Týr.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Il culto di Tîwaz ad un certo punto è stato superato da quello di Odino e Thor, nel periodo precedente le invasioni barbariche. Un riferimento a questi culti non bene definiti nella religione germanica si può notare dal fatto che Thor è per antonomasia il dio del fulmine per questa religione, proprio come la maggior parte degli dèi che possono essere identificati con Týr nelle altre religioni: Zeus, Giove, ecc. Questo può far supporre che tutte le divinità derivate da quella proto-indoeuropea fossero in antichità possessori del tuono e la sua attribuzione al figlio di Odino sia avvenuta solo in epoca più recente.

Rappresenta comunque un dio-guerriero diverso dall'Ares greco, più impetuoso e giovanile; nella mitologia norrena, la figura più simile a questo modello di dio della Guerra è probabilmente Thor, descritto senza dubbio come il più forte di tutti gli dèi, e questo fatto potrebbe significare un ulteriore collegamento fra queste due divinità, anche se Týr ha incarnato più che altro la doppia figura di dio della guerra, della giustizia e del diritto,[1] dato che si presenta come il modello di guerriero maturo ed esperto, più riflessivo e pronto al sacrificio personale.

Un ulteriore collegamento fra la divinità norrena e la divinità proto-indoeuropea si può trovare con la somiglianza del dio nei confronti della controparte vedica Indra: infatti entrambe le divinità hanno un ruolo di guida, enfatizzato durante i periodi di guerra. Tuttavia, benché questa visione sia accettata, Odino è descritto come il dio onnisciente del pantheon norreno, e in particolare della stirpe degli Æsir.

La più antica testimonianza del dio si trova nel gotico "Tyz"[2]), benché il "Teiw" trovato sull'elmo di Negau possa essere un probabile riferimento a Týr, piuttosto che a un dio generico, e precede il gotico (e il runico) di molti secoli.

Il sacrificio[modifica | modifica wikitesto]

Sacrificio del braccio, sbranato dal lupo Fenrir.

Non a caso, è proprio Týr, secondo una prima versione, a combattere contro Fenrir, il lupo infernale, offrendogli un braccio da sbranare (e che così perde per sempre) per riuscire a farlo avvicinare a sufficienza.
Una seconda ricostruzione della vicenda, narra che il lupo, figlio del dio Loki e della gigantessa Angrboda, stava minacciando talmente gli Æsir da indurli a incatenarlo in un luogo distante, con la scusa di volerlo sottoporre a una prova di forza. Però, nonostante l'opera dei fabbri di Odino, per ben due volte il possente lupo riesce a liberarsi, costringendo Odino al ricorso delle arti dei nani che vivevano nella foresta degli elfi oscuri. Il sommo dio prepara un laccio, solo in apparenza fragile, e sfida nuovamente il lupo alla prova, il quale, subodorando una trappola divina, pretende a mo' di pegno una mano tra le sue fauci, durante l'incatenamento. Si sacrifica proprio Týr per la causa divina, perdendo il braccio ma consentendo, almeno, l'immobilizzazione del feroce lupo.[3]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Tyr è una delle principali divinità del gioco di ruolo di ambientazione fantasy Forgotten Realms.
  • Il giorno della settimana "Martedì", in inglese Tuesday, è infatti Tīw's Day, il giorno di Tiw.
  • La famosa band viking metal faroese Týr prende il nome proprio dalla divinità norrena.
  • Compare in diversi numeri di Thor; nel crossover Assedio gli viene predetto che il Dio della Guerra morirà a breve, ma si scoprirà che lo sfortunato sarà un altro dio della guerra, il greco Ares!
  • Compare come PNG in Marvel: La Grande Alleanza, nel 3° atto che è interamente dedicato ad Asgard; la squadra guidata dal giocatore deve liberarlo, e per raggiungerlo deve risolvere un indovinello che fa riferimento a Fenril e alla mano di Tyr che questi gli mozzò!
  • Il nome Tyr è stato dato nel 1973 ad un personaggio della DC Comics, un alieno di un pianeta dove la cultura della guerra è molto diffusa
  • Nel videogioco World of Warcraft si trova una località denominata Tyr's Hand ("La mano di Tyr").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Miti e leggende nordiche", di Salvatore Tufano, ed. Newton&compton, Roma, 1995 (alla pag.57)
  2. ^ Vienna cod. 140
  3. ^ "Miti e leggende nordiche", di Salvatore Tufano, ed. Newton&compton, Roma, 1995 (alla pag.60,61)

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