Ymir

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Ymir ucciso dai figli di Borr in questa opera di Lorenz Frølich.

Nella mitologia norrena Ymir (chiamato anche Aurgelmir tra gli stessi giganti) è stato il primo gigante del ghiaccio e una figura fondamentale della cosmogonia e cosmologia norrena.

Ymir nella mitologia norrena[modifica | modifica wikitesto]

Snorri Sturluson ha combinato diverse fonti, insieme con alcune delle sue conclusioni, per spiegare il ruolo di Ymir nel mito della creazione norrena.

(NON)
« Ár vas alda

þars Ymir byggði
vasa sandr né sær,
né svalar unnir;
iörð fansk æva
né upphiminn;
gap vas ginnunga,
en gras hvergi. »

(IT)
« Al principio era il tempo:

Ymir vi dimorava;
non c'era sabbia né mare
né gelide onde;
terra non si distingueva
né cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba. »

(Edda poetica - Völuspá - Profezia della Veggente)

Le fonti principali sono alcuni poemi dell'Edda poetica; la Völuspá, il Grímnismál e il Vafþrúðnismál.

Nato al principio del tempo, nel mezzo del Ginnungagap, dalle brine velenose del Niflheimr che si fondevano al calore del Múspellsheimr, Ymir fu il primo degli esseri. Era saggio ma anche malvagio, come furono tutti i suoi discendenti. Le sue dimensioni erano enormi, al punto da ricoprire, quando si sdraiava, con la sua mole tutta la terra. Inoltre, serbava all'interno del suo corpo una sorgente di fuoco che faceva innalzare la sua temperatura corporea a livelli altissimi.

Mentre Ymir dormiva, dal suo sudore si generò la razza dei giganti, orrendi e malvagi. Sotto il suo braccio sinistro nacquero un uomo e una donna e dalle sue gambe si originò un figlio con sei teste.

Insieme ad Ymir nacque la mucca chiamata Auðhumla, dalle cui mammelle scorrevano quattro fiumi di latte, da cui Ymir trasse il suo nutrimento. Auðhumla leccò il sale che incrostava alcune pietre ghiacciate. Il primo giorno, verso sera, portò alla luce i capelli di un uomo, il giorno dopo la testa e il terzo giorno tutta la persona. L'uomo si chiamava Búri ("il generante"), il quale generò un figlio identico a lui che si chiamava Borr ("il generato"), il quale prese in moglie Bestla figlia di Bölþorn: ebbe da lei tre figli. Il primo si chiamava Odino, il secondo Víli e il terzo [1].

Un giorno i tre figli di Borr uccisero Ymir e nel suo sangue affogarono tutti i giganti che da lui erano discesi. Unico a salvarsi fu colui che i giganti chiamavano Bergelmir figlio di Þrúðgelmir, il gigante che era nato dai piedi di Ymir. Bergelmir e sua moglie si salvarono dal massacro e ripararono lontano. Da loro sarebbero discese le stirpi dei giganti di ghiaccio.

Odino e i suoi fratelli usarono il corpo di Ymir per creare Miðgarðr al centro del Ginnungagap. La sua carne divenne la terra, il suo sangue formò i laghi e i fiumi, con le sue ossa furono erette montagne, i suoi denti e i frammenti rimasti delle sue ossa divennero pietre, e dai suoi capelli crebbero gli alberi e le larve della sua carne originarono la razza degli gnomi, progenitori dei nani e degli Elfi. Gli dèi posero il suo teschio sopra il Ginnungagap e crearono la volta celeste, sostenuta da quattro nani. Il loro nome era: Norðri, Suðri, Austri e Vestri (dai nomi dei quali derivano i moderni punti cardinali). Odino allora creò il vento sistemando uno dei figli di Bergelmir, sotto forma di aquila, alla fine della terra. Infine Odino tirò nel cielo i pezzi del cervello di Ymir che diventarono le nuvole.

Poi, i figli di Borr, presero le scintille dal Muspellheimr e li dispersero attraverso il Ginnungagap creando le stelle e la luce per illuminare il cielo e la terra. Dalle sopracciglia di Ymir fu creato un posto dove gli uomini potevano essere al sicuro dai giganti. Tale posto era Miðgarðr. Ogni parte dell'enorme corpo del gigante servì a creare un elemento della vita della terra, così se dalle osse furono plasmate le catene montuose, il sangue, invece, diede origine ai mari e ai laghi, mentre dai capelli vennero generate le foreste.

Due altri nomi presumibilmente da associare con Ymir, sono Brimir e Bláin, secondo la Völuspá, nella strofa 9, dove gli dèi discutono della creazione della razza dei nani dal "sangue di Brimir e dalle ossa di Bláin". Successivamente, nella strofa 37, Brimir è citato mentre beve una birra nella sala Ókólnir. Nel Gylfaginning "Brimir" è il nome della sala stessa, destinata a sopravvivere al Ragnarök provvedendo un'abbondanza di bevande per le anime dei virtuosi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'Edda in prosa, i tre figli di Borr sono Odino, Víli e (Gylfaginning VI) e Snorri Sturluson attribuisce a loro la creazione della prima coppia umana (Gylfaginning IX); la Völuspá è d'accordo sul fatto che la creazione del mondo fu opera dei tre figli di Borr, dei quali non fornisce i nomi (Völuspá IX), ma poi attribuisce la creazione della prima coppia a Odino, Hœnir e Lóðurr (Völuspá XVII-XVIII). Su questa base è stata proposta l'identificazione di Víli e Vé con Hœnir e Lóðurr, anche se nessuna delle due fonti lo ammette di per sé. Inoltre, Snorri accenna ad una triade formata da Óðinn, Hœnir e Loki (Skáldskaparmál I), che corrisponde ovviamente alla triade della Völuspá (con confusione tra Loki e Lóðurr), anche se Snorri la tiene ben distinta dalla triade formata da Odino, Víli e .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Branston, Brian: Gods & Heroes from Viking Mythology. Eurobook Limited, 1978.
  • Meid, W. 1992. Die Germanische Religion im Zeugnis der Sprache. In Beck et al., Germanische Religionsgeschichte – Quellen und Quellenprobleme, pp. 486-507. New York, de Gruyter.*Page, R.I.: Norse Myths. Bath Press, 1990, University of Texas Press, 1996.
  • Turville-Petre, Gabriel: Myth and Religion of the North: The Religion of Ancient Scandinavia. Weidenfeld and Nicolson, 1964.
  • Winterbourne, Anthony: When the Norns have Spoken. Rosemont Publishing & Printing Corp., 2004.
  • Young, Jean I.: The Prose Edda of Snorri Sturluson: Tales from Norse Mythology. Bowes & Bowes, 1954.

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