Baldr

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Il dio Baldr in un manoscritto islandese del XVII secolo.

Baldr (conosciuto anche come Balder o in islandese moderno come Baldur) è una divinità della mitologia norrena, appartenente alla famiglia degli Æsir. Secondogenito di Odino e Frigg, la sua consorte è Nanna, da cui ha il figlio Forseti. Ignoto il significato del nome. Secondo alcuni vuol dire "Signore".

Divinità dalla funzione ignota, la sua figura e il suo mito principale fanno immaginare un legame con il Sole. Il più bello degli dèi, Baldr splende di luce propria, i suoi capelli sono candidi come la neve. La sua dimora si chiama Breiðablik, che significa "ampio splendore".

I nomi di Baldr[modifica | modifica sorgente]

La figura di Baldr è presente in molte leggende germaniche, e per questo motivo ha diversi nomi, a seconda della lingua:

L'uccisione di Baldr[modifica | modifica sorgente]

Il mito principale su Baldr, l'unico d'altra parte pervenutoci, riguarda il suo assassinio.

La vicenda comincia coi sogni angoscianti in cui il dio vede preannunciata la propria morte, sogni che confida ai suoi saggi genitori. Suo padre Odino si reca quindi nello Hel, il mondo dei morti, dove ne trova conferma: negli inferi già tutto è pronto per accogliere Baldr, prossimo alla fine. Nel tentativo di scongiurare il destino incombente la madre Frigg raduna a sé tutto quel che esiste al mondo, piante, animali, pietre, elementi, imponendo un giuramento universale: mai nulla dovrà recare del male a Baldr.

Loki inganna Höðr, che uccide Baldr.

Da allora gli dei cominciano un gioco, che ripetono ogni giorno al loro consesso. Formano un cerchio intorno a Baldr, lanciandogli qualunque oggetto, armi, pietre, veleni, perché nulla poteva più nuocergli. Loki, l'enigmatico dio del disordine, non gradiva la scena. Tramutatosi in donna mortale, chiamò a sé Frigg, riuscendo, con l'inganno, a carpirle il punto debole del figlio: il vischio, che era apparso troppo giovane alla dea, non aveva giurato. Loki quindi raccoglie una piantina di vischio, torna al consesso degli dei, e si avvicina a Höðr, il fratello di Baldr: Höðr è cieco, non può partecipare al gioco degli dei; Loki quindi afferma di volerlo aiutare, perché possa anch'egli divertirsi come tutti, e far così piacere a suo fratello. Gli mette quindi in mano il vischio e lo guida nel lancio. Il vischio vola verso Baldr come una freccia, trapassandolo e uccidendolo. Gli dei, attoniti, non sanno che dire né che fare.

Vi è quindi il funerale di Baldr, cui partecipano creature di ogni tipo, non solo gli dei, ma anche i giganti malvagi, a testimonianza di quanto il dio fosse amato. Odino depose sulla pira funebre Draupnir, mistico anello in grado di generare otto sue copie ogni nove notti.

Nel frattempo Hermóðr, figlio di Odino, cavalca verso Hel, nella speranza di far rendere al mondo Baldr. Ma la regina degli inferi pose una condizione: tutti gli esseri della terra, vivi o morti, avrebbero dovuto piangere, dimostrando così il dolore universale per la morte di Baldr. Solo così gli sarebbe stato permesso il ritorno tra i vivi. Gli Asi inviano dunque messaggeri in ogni dove, ottenendo che tutto, uomini, creature fatate e animali, pietre e alberi, piangano per Baldr. Questo finché in una caverna trovano la gigantessa Þökk, che si rifiuta di prendere parte al cordoglio cosmico ("Þökk piangerà lacrime asciutte per il funerale di Baldr"), condannando per sempre il dio alla morte. Secondo alcuni, in realtà, Þökk era Loki sotto mentite spoglie.

Il dio Baldr, tuttavia, tornerà successivamente al Ragnarök, quando il vecchio mondo sarà stato consumato, per generare, assieme a suo fratello Höðr e ai due figli di Thor, una nuova stirpe divina. [1]

La versione di Saxo Grammaticus[modifica | modifica sorgente]

Il dio Baldr

L'erudito danese Saxo Grammaticus, nell'opera Gesta danorum, riporta una diversa versione, in cui è possibile riconoscere le vicende di Baldr. Si tratta di una versione che tenta di ricondurre il mito in una cornice maggiormente "realistica", ambientata tra Svezia e Danimarca. Balderus e Høtherus (nomi latinizzati di Baldr e Höðr) sono qui rivali, dapprima per il possesso della bella Nanna, promessa a Høtherus ma desiderata da Balderus, e quindi per il trono della Danimarca. Balderus, pur figlio di Odino, è un semidio, e, nella sua lotta contro Høtherus, oltre a esser fiancheggiato dalle divinità, è anche spesso assistito da non meglio identificate fanciulle divine (probabilmente valchirie). Al termine di una serie di scontri e battaglie, in cui Balderus non brilla per onestà, quest'ultimo è ucciso da Høtherus, grazie a una spada magica in grado di vincere il semidio, altrimenti invulnerabile. Segue dunque il resoconto delle vicende di Odino, del suo tentativo di partorire un figlio in grado di vendicare la morte di Balderus.

Molti studiosi ritengono che la versione di Saxo Grammaticus sia quella più recente, e che il maggior realismo delle vicende sia da attribuire all'autore stesso. Lo stesso dicasi per l'enfasi posta sulla slealtà e la mancanza di onore in Balderus, non più il dio innocente ucciso con l'inganno ma, anzi, un guerriero sregolato dominato dalla propria passione amorosa: qui si può riconoscere l'intenzione dell'autore, fervido cristiano, nel mettere in cattiva luce l'immorale mondo pagano, incarnato in questo caso da Baldr, dal padre Odino e da tutto il pantheon scandinavo. Notevole inoltre, nella versione dell'autore danese, la totale assenza di Loki, la cui presenza, nella vicenda di Baldr, non è così chiara nemmeno in altri testi. È altresì possibile pensare che le due versioni attingano a due diverse tradizioni, distinte geograficamente più che cronologicamente: la prima, maggiormente diffusa in ambito islandese, la seconda, invece, in ambito danese e svedese.

Interpretazioni del mito di Baldr[modifica | modifica sorgente]

In questa raffigurazione Baldr assomiglia a Gesù Cristo.

Il mito di Baldr è stato variamente interpretato. C'è chi lo ha visto come un mito legato al ciclo annuale del tempo, che si tratti dell'accorciarsi delle giornate o del ritorno della fertilità. In tal senso la morte di Baldr troverebbe analoghi in area mediterranea e mesopotamica, nelle figure di Attis, Tammuz, Adone, Osiride, Orfeo. È da notare tuttavia che Baldr in quanto tale non presenta i tratti precisi di un dio della fertilità e, inoltre, non è previsto per lui un ritorno stagionale dal regno dei morti se non successivamente al Ragnarök, cioè alla fine di questo mondo. Delle analogie piuttosto precise sono state invece trovate nel dio finlandese Lemminkäinen, ucciso da un mandriano cieco armato di una semplice canna, arma all'apparenza inoffensiva come il vischio di Höðr.

C'è chi ha visto la morte di Baldr come un tipico sacrificio odinico. Non era insolito che Odino facesse uccidere tramite sacrificio rituale i guerrieri che desiderava avere con sé, o sottrarre al mondo in vista di suoi scopi futuri. Baldr sarebbe quindi simile a una figura come Víkarr, mentre Höðr non sarebbe altro se non una manifestazione di Odino stesso (il quale è cieco da un occhio o, in alcuni casi, da entrambi).

Il figlio di Odino, Baldr, dio della luce, condivide con figura cristiana l'essere un dio morto e risorto, e ci sono alcune somiglianze tra i miti della loro resurrezione:

  • Mentre per il dio norreno interviene Hermóðr per riportarlo fra i vivi, il quale scende nell'Hel e prega l'omonima dea di lasciare libero il fratello, dopo il rifiuto di questa di aprirgli il cancello Helgrind, lo scavalca con un balzo, in modo che possa uscirne ancora vivo[2], in maniera simile, anche Gesù, nei tre giorni durante i quali il suo corpo era nel Sepolcro, andò nell'Inferno a liberare le anime dei giusti, che erano confinate lì poiché seguivano la vecchia alleanza, le porte del regno dove dimora Lucifero sono chiuse, e lui le sfonda e le calpesta, oltrepassandole[3].
  • Il giovane Hermóðr non riesce nel suo intento e Baldr ritornerà dopo il Ragnarök per ricreare la stirpe divina. Similmente anche Gesù tornerà dopo la fine del mondo per governare su un mondo rinnovato.

Per quanto riguarda queste somiglianze non è ovviamente possibile verificare se siano semplici coincidenze o se effettivamente la figura di Baldr sia stata avvicinata (e di quanto) all'immaginario cristiano in un'epoca, quella attorno al X secolo, in cui, in area scandinava, convivevano fianco a fianco l'antico politeismo e il nuovo monoteismo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il mito di Baldr. Baldr e il vischio. James Frazer, Il ramo d'oro, ed. Bollati Boringhieri, capitoli 61 e 65.
  2. ^ Chiunque entri per quella via, infatti, non potrà uscirne se non nell'ultimo giorno
  3. ^ Nell'Inferno dantesco si fa riferimento a questo mito dello scardinamento delle porte da parte di Gesù nelle seguenti terzine:
    « Questa lor tracotanza non è nova;

    ché già l'usaro a men segreta porta, la qual sanza serrame ancor si trova. »

    (Dante Alighieri - Divina Commedia - Inferno VIII)

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