Óðrerir

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Nella mitologia norrena, Óðrerir, Óðrørir o Óðrœrir fanno riferimento ad un vascello contenente l'idromele della poesia (assieme a Boðn e Són) o l'idromele stesso.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Edda in poesia[modifica | modifica sorgente]

Óðrerir viene citato in due passaggi ambigui del Hávamál. In una prima stanza (107) si fa capire a volte che Óðrerir sia sinonimo di idromele di poesia[1], ma entrambe le interpretazioni sono possibili.

In un'altra stanza (140) il significato di Óðrerir dipende dalla tradusione.

In molte traduzioni Óðrerir sembra fare riferimento ad un vascello, ma anche altre interpretazioni di ausinn Óðreri sono altrettanto valide [2], il che porta a pensare che Óðrerir sia l'idromele stesso.

Edda in prosa[modifica | modifica sorgente]

Secondo Snorri Sturluson, Óðrerir è il nome del bollitore in cui il sangue di Kvasir fu miscelato con il miele per creare l'idromele.[3]

Allo stesso modo Snorri afferma che questo "liquido di Óðrerir e Boðn e Són" (lögr Óðreris ok Boðnar ok Sónar) è un kenning per "idromele di poesia" (Skáldskaparmál, 3).

Nella poesia scaldica Óðrerir è sinonimo di idromele di poesia[1] e si crede che l'associazione Óðrerir-vascello sia un'invenzione di Snorri. Inoltre l'etimologia del nome (che può essere tradotta in "fonte di ispirazione" o "fonte di rabbia") sembra indicare che si tratti dell'idromele. Boðn probabilmente significa "vascello"[1] e Són significa "riconciliazione"[4] o "sangue"[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Simek 1996.
  2. ^ Lindow 2002.
  3. ^ Skáldskaparmál (V), Traduzione di Brodeur
  4. ^ Allusione alla tregua conclusa tra gli dei dopo la guerra tra Æsir e Vanir.
  5. ^ Faulkes 1998.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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