Baphomet
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Un Baphomet o Bafometto è un idolo o un'immagine. Ne esistono varie descrizioni come: un idolo con un teschio umano, una testa con due facce, un idolo-gatto ed una testa barbuta. La probabile etimologia del nome è trattata in seguito.
Il termine ricorre per la prima volta nei verbali del processo contro i Cavalieri templari; durante la soppressione dell'ordine fu sostenuto dall'Inquisizione che i cavalieri usassero un Baphomet come parte delle loro cerimonie di iniziazione. Questo fatto, oltre ad altre asserzioni, fece sì che il loro Ordine religioso fosse accusato di eresia e idolatria. La recente scoperta di un affresco raffigurante un Cristo nel labirinto dipinto su una parete del convento di San Francesco ad Alatri (FR), il cui volto ha un'apparenza trinitaria, lascia supporre che l'opera rappresenti l'unica raffigurazione originale di un Baphomet templare. Pertanto l'idolo segretamente venerato dall'Ordine dei Cavalieri Templari sarebbe il Cristo.[1]
In ogni caso il nome fu ripreso, dal XIX secolo, dai sostenitori dell'occultismo.
Una più recente e conosciuta descrizione raffigura il Bafometto nella forma di un capro umanoide alato con seno ed una torcia sulla testa tra le corna. Questa immagine proviene dall'opera di Eliphas Lévi Dogme et rituel de la haute magie (Dogma e rituale dell'alta magia) del 1855-56.
Il Baphomet, come suggerisce l'illustrazione di Levi, è stato occasionalmente mal interpretato come sinonimo di Satana o come un demone, un membro della gerarchia dell'Inferno. Nella testa del Baphomet di Levi era inscritto un pentacolo, che è un simbolo adottato dai fedeli della Wicca e da altri seguaci dell'occultismo. Una testa di capro inscritta in un pentagramma invertito, è un simbolo occasionalmente adottato dai satanisti. La testa, le corna e la torcia insieme prendono la forma di un Fleur de lys.
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[modifica] Origine del termine
Essendo un nome estorto sotto tortura durante gli interrogatori dei Templari, non si può escludere che possa essere stato originato semplicemente come un'onomatopea o un errore di trascrizione dei verbali,[2] nei quali in effetti il termine ricorre per la prima volta; la presenza del baphomet fu utilizzata dagli inquisitori (istigati dal re di Francia Filippo il Bello) per aggiungere l'idolatria alle altre infamanti accuse nei confronti dell'Ordine, allo scopo di distruggerlo.
Sull'origine del misterioso termine sono, in ogni caso, state elaborate numerose teorie, nessuna delle quali provata:
- Una deformazione latinizzata di Mahomet, una versione medievale europea di Maometto, il nome del profeta dell'Islam.[3]
- Idries Shah propose che Baphomet deriverebbe dalla parola araba ابو فهمة Abu fihamat, con il significato di "padre dell'ignoto", e associato con il sufismo.
- Levi propose che il termine fosse composto da una serie di abbreviazioni: "Tem. ohp. ab". che prendono origine dal latino Templi omnium hominum pacis abhas, con il significato di "padre della pace universale tra gli uomini". Una lettura alternativa potrebbe essere tem. o. h. p. ab. per templi omnium hominum pacis abbas. La traduzione in questo caso è abate del tempio della pace dell'umanità, forse in riferimento ai Templari stessi.
- Dalle parole greche Baphe e Metis. Le due parole insieme significherebbero "battesimo di saggezza"[4], anche interpretabili come "tintura di saggezza" (cfr. S. B. Brocchi, "Il Baphomet - Tintura di Saggezza").
- Una corruzione del termine ebraico Behemoth[5] (letteralmente "Bestie", pluralis maiestatis di "behemah"), citata nel libro biblico di Giobbe (40:15) e di Ezra (6:49 e 6:51).
- Se tradotto secondo il cifrario di Atbash (scoperto dallo studioso Schonfield), l'origine del termine sarebbe Sophia, la parola greca per Saggezza[6]
[modifica] Influenza culturale
[modifica] Opere letterarie
Baphomet è anche il titolo della novella finale (1965) di Pierre Klossowski (1905-2001).
[modifica] Opere musicali
Baphomet è il titolo di una canzone degli Angel Witch inserita nella compilation "Metal for Muthas". Una canzone dei Grave Digger (dall'album Knights of the Cross del 1998), di una canzone dei Death SS (dall'album Heavy Demons del 1991) e di una canzone di Foetus (il progetto di James Thirlwell), dall'album Sink. Day of The Baphomets è il titolo di una canzone dei The Mars Volta nell'album Amputechture del 2006.Horns Ov Baphomet è anche il primo pezzo dell'album Zos Kia Cultus dei Behemoth del 2002. Ricordiamo inoltre Baphomet's Throne della band metal svizzera Samael. È anche canzone dell'album Unio Mystica Maxima (2007) della band italiana Malfeitor, inoltre una canzone dall'omonimo titolo è presente nell'album "Hellstorm" dei Besatt. E per finire è il titolo di una canzone degli Stormlord nell'album The Curse of Medusa. Baphomet inoltre è uno dei simboli dei Dimmu Borgir.
[modifica] Architettura
All'interno della villa Cittadella di Saonara l'architetto Giuseppe Jappelli fece costruire nel 1816 una "grotta dei Templari" completamente artificiale secondo il tipico gusto romantico e massonico dell'epoca. All'interno della grotta spiccava una statua di Bafometto alta 4 metri. La statua andò distrutta durante la seconda guerra mondiale, quando la villa ospitò un comando della marina tedesca.
[modifica] Cinema
Nel film Cabal (titolo originale: "Nightbreed"), diretto da Clive Barker, Baphomet è il nome di colui che creò Midiam, il mondo sotterraneo dove vivono i figli delle tenebre, i quali adorano una sua statua posizionata nel tabernacolo del loro rifugio. A giudicare dalle fattezze di questa, le sembianze di Baphomet del film non riprendono però quelle classiche comunemente attribuite alla creatura.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Gianfranco Manchia, "Cristo nel labirinto", Roma 2009
- ^ Martin Bauer. Il mistero dei Templari (Die Tempelritter Mythos und Wahrheit). 1997. ISBN 8854104035
- ^ S. v. «Baphomet», in: Lessico Universale Italiano, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 1969 (vol II, p. 634a).
- ^ C.W. King
- ^ C.W. King
- ^ Hugh J. Schonfield, The Essene Odyssey. Longmead, Shaftesbury, Dorset SP7 8BP, England: Element Books Ltd., 1984; riedizione 1998, p. 164.
[modifica] Bibliografia
- Baphomet. Sulle tracce del misterioso idolo dei Templari (SugarCo 2006), di Roberto Volterri e Alessandro Piana
- L'Eresia Templare (Venexia Edizioni 2008), di Sabina Marineo - Un'inchiesta sulla storia del Tempio e sul mitico idolo dei monaci guerrieri
- Manchia G., "Cristo nel labirinto. La camera nuziale gnostica dei Templari di Alatri", Roma 2009 [1]
- (DE) Franz Spunda. Baphomet: Der geheime Gott der Templer : ein alchimistischer Roman. ISBN 3-8655-2073-1

