Donna del gioco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La Donna del gioco o Signora del gioco (Domina Ludi in latino, Dòna del zöc in dialetto camuno) è una figura mitica, citata spesso nei processi durante la Caccia alle streghe.

Ricollegata a culti di origine pagana, è stata affiancata alle figure di Diana, Erodiade, Berchta.

Essa poteva manifestarsi in varie forme, in genere come un fantasma o come una cacciatrice, mentre a volte appariva come una bellissima ragazza che viveva nel bosco, vestita dei suoi soli capelli, con uno sguardo capace di ammaliare le persone.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Matizia Maroni Lumbroso, Viù... 'na òlta: folklore della Val Camonica, Roma, Fondazione Ernesta Besso, 1978, p. 180.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Luisa Muraro. La signora del gioco. La caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime. Ed. La Tartaruga, Milano, 2006 ISBN 88-7738-449-2

Mitologia Portale Mitologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Mitologia