Passo del Mortirolo
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| Passo del Mortirolo | |
Passo del Mortirolo |
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| Regione | |
| Provincia | |
| Località collegate | Monno Mazzo di Valtellina |
| Altezza | 1.852 m s.l.m. |
| Coordinate | |
| Altri nomi e significati | Passo della Foppa |
| Infrastruttura | Strada provinciale |
| Pendenza massima | 18% |
| Lunghezza | da Mazzo di Valtellina 12,8 km da Monno 17,2 km |
Il Passo del Mortirolo (1.852 m), detto anche Passo della Foppa, mette in comunicazione l'alta Valtellina con l'alta Val Camonica, attraverso la Valle del Mortirolo. Collega anche la provincia di Brescia con quella di Sondrio.
Si tratta di una strada poco frequentata, in quanto l'alternativa del Passo dell'Aprica è molto più agevole e sicura per raggiungere Bormio e la parte alta della Valtellina provenendo dal bresciano o dal Trentino.
Nell'aprile del 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale fu teatro di due battaglie tra i partigiani e le truppe tedesche in ritirata verso la Germania.
Il Passo si può raggiungere da tre diversi versanti:
- da Mazzo in Valtellina a nord (bivio sulla Strada Statale 38 dello Stelvio)
- dalla Val Camonica a sud (bivio sulla Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola, a breve distanza da Edolo),
- dall'Aprica (Strada Statale 39 dell'Aprica) attraverso Trivigno a ovest.
[modifica] Giro d'Italia
Dopo essere rimasto per molti anni una strada secondaria di montagna, sterrata, il Mortirolo è salito alla ribalta a partire dal 1990, quando è stato inserito nel percorso del Giro d'Italia, a causa delle pendenze molto accentuate e costanti nel suo versante settentrionale. Dopo essere stato asfaltato, è stato percorso in più occasioni durante la corsa ciclistica, con imprese entrate nella leggenda del ciclismo: si ricorda in particolare la fuga solitaria dell'allora emergente Marco Pantani nel 1994, che staccò quotati avversari come Miguel Indurain, Evgeni Berzin e l'amico Claudio Chiappucci.
Il versante nord, con inizio a Mazzo di Valtellina, oggi è considerato come una delle salite più dure d'Europa ed è meta di molti cicloamatori che si cimentano nella difficile scalata; presenta una lunghezza di circa 12,5 chilometri per un dislivello di 1300 metri: la pendenza media è superiore al 10% e vi sono diversi settori con punte fino al 18%. Nel tratto tra il terzo e il nono chilometro le pendenze non scendono mai sotto l'11%, salvo addolcirsi solamente negli ultimi chilometri. I migliori professionisti lo percorrono in meno di 45 minuti (Ivan Gotti che detiene il record impiegò 42'40" nel giro del 1996 e 43'10" nel Giro del 1997).
L'altro versante, quello di Edolo, misura 17,2 chilometri, parte da quota 699 metri e ha una pendenza media del 6,7%; è più facile anche se più lungo. Si parte da Edolo e per il primo tratto di salita si segue la statale della Val Camonica per poi svoltare per Monno, dove inizia la vera salita di 11,2 chilometri; vi sono alcuni tornanti abbastanza impegnativi ma poi la salita è regolare (circa al 6-7%) fino al quattordicesimo chilometro dove c'è addirittura un breve tratto in falsopiano. Il tratto più duro arriva in prossimità del sedicesimo chilometro, a quota 1720, con più di 500 metri abbondantemente sopra il 10%. Da questo versante il Giro transitò una sola volta, nel 1990 (la prima in assoluto sul Mortirolo), e vide transitare per primo sul passo Leonardo Sierra che poi vinse anche la tappa che si concludeva all'Aprica con partenza da Moena.
Nel mese di maggio 2006 è stata posata al km 8 della salita, in località "Piaz de l'acqua", una scultura, realizzata da Alberto Pasqual, dedicata a Marco Pantani. Il campione romagnolo è raffigurato durante uno scatto, con le mani basse sul manubrio, voltato a scrutare gli avversari.
Sempre nel 2006 il Giro d'Italia è passato per le strade del Mortirolo (versante di Mazzo di Valtellina) col passaggio in vetta del vincitore di quel Giro Ivan Basso con a ruota Gilberto Simoni.
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