Cristo Re

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Raffigurazione di Cristo Re nel polittico dell'Agnello Mistico di Jan van Eyck

Cristo Re è uno degli appellativi di Gesù Cristo basato su diversi passaggi biblici, in uso in tutte le confessioni cristiane. I cattolici, gli anglicani, i presbiteriani e alcuni luterani e metodisti celebrano una festività in suo onore, la Solennità di Cristo Re.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nome ed epiteti di Gesù.

L'appellativo di "Cristo Re" ha origine da alcuni passi biblici, a volte anche in altre forme diverse come: "Cristo, re di Israele", "Re dei re", "Re della Terra", "Re delle nazioni" ecc.

Nel Nuovo Testamento Gesù viene detto Re (βασιλεύς, basilèus), Re dei Giudei (βασιλεύς τῶν Ἰουδαίων, basilèus ton Iudàion), Re d'Israele (βασιλεύς Ἰσραήλ, basilèus Israèl), Re dei re (βασιλεύς βασιλέων, basilèus basilèon) per un totale di 35 volte, soprattutto nei racconti della passione[1] e Figlio di Davide (υἱός Δαυὶδ, uiòs Davìd) altre 12 volte.[2]

L'attributo della regalità era correlato al Messia atteso dagli Ebrei, che era considerato discendente ed erede del Re Davide. Gesù, pur identificandosi come Messia, non si è però attribuito le prerogative politiche che questo comportava (vedi Gv 6,15; 18,36).

Oltre a questi passi espliciti sia Matteo (1,1-16) che Luca (3,23-38) riportano una genealogia dettagliata che, sebbene risulti discordante (vedi Genealogia di Gesù), ha l'intento di attribuire a Gesù una discenza davidica e dunque regale e messianica.

Nel vangelo lo troviamo in Luca e Marco:

« E cominciarono ad accusarlo, dicendo: «Abbiamo trovato quest'uomo che sovvertiva la nostra nazione, istigava a non pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo re». »   (Luca 23,2)
« Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo!» Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. »   (Marco 15,32)

Si trova anche nell'Apocalisse di Giovanni:

« e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.

A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue »   (Apocalisse 1,5)

« e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello, dicendo: «Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente; giuste e veritiere sono le tue vie, o Re delle nazioni. »   (Apocalisse 15,3)
« E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: Re dei re e Signore dei signori. »   (Apocalisse 19,16)

Nella Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

L'11 dicembre 1925, papa Pio XI con l'enciclica Quas primas istituì la festa di Cristo Re e spiega che il regno di Cristo è principalmente spirituale, Gesù stesso l'ha detto più volte, in particolare davanti a Pilato dice:

« Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui. »   (Giovanni 18,36)

Pio XI, tuttavia, afferma anche che: «D'altra parte sbaglierebbe gravemente chi togliesse a Cristo Uomo il potere su tutte le cose temporali, dato che Egli ha ricevuto dal Padre un diritto assoluto su tutte le cose create, in modo che tutto soggiaccia al suo arbitrio. Tuttavia, finché fu sulla terra si astenne completamente dall'esercitare tale potere, e come una volta disprezzò il possesso e la cura delle cose umane, così permise e permette che i possessori debitamente se ne servano.» per questo ricordando quando ha scritto lui stesso in un precedente enciclica, la Ubi arcano Dei dice:

«Noi scrivemmo circa il venir meno del principio di autorità e del rispetto alla pubblica potestà: "Allontanato, infatti - così lamentavamo - Gesù Cristo dalle leggi e dalla società, l'autorità appare senz'altro come derivata non da Dio ma dagli uomini, in maniera che anche il fondamento della medesima vacilla: tolta la causa prima, non v'è ragione per cui uno debba comandare e l'altro obbedire. Dal che è derivato un generale turbamento della società, la quale non poggia più sui suoi cardini naturali"».

Infine conclude: «È necessario, dunque, che Egli regni nella mente dell'uomo, la quale con perfetta sottomissione, deve prestare fermo e costante assenso alle verità rivelate e alla dottrina di Cristo; che regni nella volontà, la quale deve obbedire alle leggi e ai precetti divini; che regni nel cuore, il quale meno apprezzando gli affetti naturali, deve amare Dio più d'ogni cosa e a Lui solo stare unito; che regni nel corpo e nelle membra, che, come strumenti, o al dire dell’Apostolo Paolo, come "armi di giustizia" (Rom. 6, 13) offerte a Dio devono servire all'interna santità delle anime. Se coteste cose saranno proposte alla considerazione dei fedeli, essi più facilmente saranno spinti verso la perfezione.».

Nella forma ordinaria del rito romano, frutto della riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, la festa coincide con l’ultima domenica dell’anno liturgico. Nella forma straordinaria la festa coincide tuttora con l'ultima domenica di ottobre. (Per approfondire, vedere la voce Solennità di Cristo Re)

Famiglie religiose dedicate a Cristo Re[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa cattolica, numerose congregazioni sottolineano già nel titolo la devozione alla regalità di Cristo:

Nella Chiesa ortodossa[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa anglicana[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Chiese protestanti[modifica | modifica wikitesto]

Movimenti politici[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei vandeani

L'appellativo "Cristo Re" si ritrova anche in alcuni episodi di storia contemporanea. I primi che fecero del "Cristo Re" il loro motto furono gli insorti vandeani che combatterono le Guerre di Vandea (1793-1815), il cui motto era: Dieu le Roi, in italiano "Dio [è] il Re". Seguirono poi i Cristeros messicani, che insorsero contro le persecuzioni del governo anticattolico e anticlericale di Plutarco Elías Calles, causando una guerra civile (1926-1929), e scelsero come grido di battaglia: ¡Viva Cristo Rey!, in italiano "Viva Cristo Re!". Lo stesso fecero i cattolici che combatterono la Guerra civile spagnola (1936-1939), il cui motto era il medesimo dei cristeros messicani.

Ci sono stati anche altri movimenti che usarono questo appellativo, ma che la Chiesa cattolica non approvava e che non avevano legami con essa: un esempio di questi è il Rexismo, il cui nome ufficiale era Christus Rex, e che era un movimento di ispirazione nazionalsocialista, nato in Belgio nel 1935. Altro esempio fu quello dei Guerriglieri di Cristo Re, una formazione paramilitare che compì azioni terroristiche nella Spagna degli anni settanta allo scopo di bloccare la transizione democratica spagnola.

Un movimento politico dei primi anni del Novecento in Italia aveva come motto "Cristo Re e il popolo, il popolo e Cristo Re" ed era chiamato Movimento Guelfo d'Azione (alcuni nomi di riferimento erano Gioacchino Malavasi e Piero Malvestiti).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi Mt 2,2; 21,5; 25,34; 25,40; 27,11; 27,29; 27,37; 27,42; Mc 15,2; 15,9; 15,12; 15,18; 15,26; 15,32; Lc 19,38; 23,3; 23,37-38; Gv 1,49; 6,15; 12,13; 12,15; 18,33; 18,37; 18,39; 19,3; 19,14-15; 19,19; 19,21; At 17,7; Ap 17,14; Ap 19,16
  2. ^ Vedi Mt 1,1; 9,27; 12,23; 15,22; 20,30-31; 21,9; 21,15; Mc 10,47-48; Lc 18,38-39.