Raggio atomico

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In chimica, il raggio atomico è definito convenzionalmente la metà della distanza internucleare tra due atomi dello stesso elemento, legati in modo covalente. Ad esempio il raggio atomico dell'ossigeno sarà rappresentato dalla metà del segmento immaginario che collega due nuclei di due atomi di ossigeno che si sfiorano. Usualmente si misura il raggio atomico in picometri (pm) oppure in angstrom (Å).

Andamento nella tavola periodica[modifica | modifica wikitesto]

Il raggio atomico dipende soprattutto dalla carica efficace dell'elemento: all'aumentare della stessa, il raggio atomico diminuisce. Nella tavola periodica diminuisce quindi lungo il periodo e aumenta lungo il gruppo. Non tutti gli elementi di transizione seguono l'andamento periodico, ma sono eccezioni di trascurabile deviazione. I lantanoidi e gli attinoidi subiscono, rispettivamente, la contrazione lantanoidea e la contrazione attinoidea.

I gas nobili fanno eccezione: due atomi dello stesso gas nobile non possono infatti legarsi covalentemente tra loro, ma sono tenuti uniti dalle deboli forze di Van der Waals, per cui la distanza internucleare è maggiore, e conseguentemente, il raggio atomico.

Andamento del raggio atomico in funzione del numero atomico.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Il gallio ha un raggio atomico pari a 136 pm, mentre il selenio (più avanti lungo il periodo) ha un raggio atomico pari a 115 pm. D'altra parte, il tallio, situato più in basso rispetto al gallio nel gruppo, ha un raggio atomico pari a 191 pm.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]