Olmio

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Olmio
Aspetto
Aspetto dell'elemento
bianco argenteo
Generalità
Nome, simbolo, numero atomico olmio, Ho, 67
Serie lantanidi
Gruppo, periodo, blocco --, 6, f
Densità 8800 kg/m3
Durezza n.d.
Configurazione elettronica
Configurazione elettronica
Proprietà atomiche
Peso atomico 164,9303 amu
Raggio atomico (calc.) 176 pm
Raggio covalente 192±7 pm
Configurazione elettronica [Xe]4f116s2
e per livello energetico 2, 8, 18, 29, 8, 2
Stati di ossidazione 3 (debolmente basico)
Struttura cristallina esagonale
Proprietà fisiche
Stato della materia solido
Punto di fusione 1734 K (1461 °C)
Punto di ebollizione 2993 K (2720 °C)
Volume molare 19,01 × 10-6  m3/mol
Entalpia di vaporizzazione 265 kJ/mol
Calore di fusione 17 kJ/mol
Velocità del suono 2170 m/s a 293,15 K
Altre proprietà
Numero CAS 7440-60-0
Elettronegatività 1,23 (scala di Pauling)
Calore specifico 160 J/(kg*K)
Conducibilità elettrica 1,24 × 106  /m ohm
Conducibilità termica 16,2 W/(m*K)
Energia di prima ionizzazione 581,0 kJ/mol
Energia di seconda ionizzazione 1140 kJ/mol
Energia di terza ionizzazione 2204 kJ/mol
Energia di quarta ionizzazione 4100 kJ/mol
Isotopi più stabili
iso NA TD DM DE DP
163Ho sintetico 4570 anni ε 0,003 163Dy
164Ho sintetico 29 minuti ε 0,987 164Dy
165Ho 100% Ho è stabile con 98 neutroni
166Ho sintetico 26,673 ore β- 1,855 166Er
167Ho sintetico 3,1 ore β- 1,007 167Er
iso: isotopo
NA: abbondanza in natura
TD: tempo di dimezzamento
DM: modalità di decadimento
DE: energia di decadimento in MeV
DP: prodotto del decadimento

L'olmio è l'elemento chimico di numero atomico 67. Il suo simbolo è Ho.
Fa parte della serie dei lantanidi (o terre rare); è un elemento metallico di colore bianco-argenteo, relativamente tenero e malleabile, stabile in aria secca a temperatura ambiente. Si trova nei minerali monazite e gadolinite.

Indice

Caratteristiche[modifica]

È un elemento trivalente dalle insolite proprietà magnetiche; possiede il più alto momento magnetico di qualsiasi elemento; combinato con l'ittrio produce composti altamente magnetici.

L'olmio ha un aspetto metallico argenteo, è relativamente tenero, malleabile, resistente alla corrosione e stabile in aria secca in condizioni normali. Tuttavia, in aria umida e a temperature elevate subisce una rapida ossidazione formando un ossido giallastro.

Applicazioni[modifica]

Per via delle sue proprietà magnetiche, l'olmio trova impiego per produrre i più intensi campi magnetici artificiali. Dato che può anche assorbire facilmente i neutroni prodotti dalla fissione nucleare, viene usato anche per produrre barre di controllo per reattori nucleari.

Il suo elevato momento magnetico lo rende adatto per l'utilizzo nei granati di ittrio e ferro e nel fluoruro di ittrio e lantanio; materiali usati per la realizzazione di laser a microonde.

L'ossido di olmio è un colorante giallo per il vetro; vetri colorati con l'ossido di olmio sono usati come standard per la taratura degli spettrofotometri che lavorano nel campo della luce UV-visibile.

Storia[modifica]

L'olmio (dal nome latino di Stoccolma, Holmia) fu scoperto da Marc Delafontaine e Jacques Louis Soret nel 1878, che ne individuarono le allora inspiegabili righe di assorbimento dello spettro attribuendole ad un non meglio identificato "elemento X".

Più tardi, nello stesso anno, anche Per Teodor Cleve lo individuò, mentre lavorava su un campione di erbia, ovvero di ossido di erbio. Usando il metodo messo a punto da Carl Gustav Mosander, Cleve separò dall'erbia i suoi inquinanti e si ritrovò con due nuovi composti, uno bruno ed uno verde. Chiamò quello bruno holmia (dal nome latino della sua città natale, Stoccolma) e quello verde tulia. Successivamente fu dimostrato che l'holmia era ossido di olmio e la tulia ossido di tulio.

Disponibilità[modifica]

Come tutti gli altri elementi delle cosiddette terre rare, non esiste allo stato nativo, ma compare combinato ad altri elementi in alcuni minerali quali la gadolinite e la monazite.

Viene ottenuto puro attraverso tecniche di scambio ionico dalla monazite (che ne contiene lo 0,05%); risulta in genere difficoltoso da separare dagli altri elementi che in genere lo accompagnano. L'elemento puro viene isolato per riduzione del cloruro o del fluoruro anidro con calcio metallico.

La sua abbondanza nella crosta terrestre è stimata in 1,3 ppm, ovvero poco più di un grammo per tonnellata di materiale.

Precauzioni[modifica]

Come gli altri elementi del gruppo dei lantanidi, l'olmio mostra una tossicità acuta di livello basso. Nell'organismo umano non riveste alcun ruolo biologico noto.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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