Nefrolitiasi
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La calcolosi renale (o nefrolitiasi), inquadrata all'interno delle calcolosi delle vie urinarie è una patologia molto frequente. Dieci persone adulte su 100 almeno una volta nella vita riferiscono un episodio di calcolosi renale, causata dalla deposizione di calcoli nelle vie urinarie.
La distribuzione per sesso è più frequente nel sesso maschile che nelle donne, può o meno essere sintomatica.
Il calcolo urinario è un aggregato solido di varia forma e struttura che si deposita all'interno del rene o delle vie urinarie. La sua formazione è solitamente dovuta alla rottura di un delicato equilibrio mantenuto dalla funzione renale. I reni infatti per loro funzione devono da un lato risparmiare acqua, dall'altro eliminare sostanze di vario genere scarsamente solubili, in continuo adattamento a situazioni diverse, di idratazione, di dieta, di clima, di terapia farmacologica, di attività fisica. In condizioni fisiologiche la formazione di calcoli non avviene per la presenza nelle urine di sostanze che impediscono la precipitazione e la cristallizzazione dei sali di calcio e di altre che legano il calcio in complessi solubili. Questi meccanismi non sempre garantiscono una protezione efficace. Se le urine si saturano di composti insolubili si producono in una prima fase dei cristalli che aggregandosi fra loro danno origine al calcolo.
A chi soffre di calcoli renali, il medico consiglia spesso di bere 2-3 litri di acqua al giorno e di scegliere un tipo di minerale con basso residuo fisso, eventualmente acqua magnetizzata, e in genere con pochi elementi non idrosolubili.
Il passaggio di acqua, specialmente con una certa portata, ha l'effetto di pulire i reni, vanificato se contiene elementi insolubili che tendono ad aggregarsi.
Fitoterapia: a sostegno dei classici rimedi terapeutici di sintesi, oggi vengono spesso proposti fitocomplessi ad azione disgregante (Ceterach officinarum), antiossidante (lupeolo di Crateva nurvala). Interessante appare l'uso di Phyllantus niruri (Chancapiedra) che determina il rilascio di glicosaminoglicani con impedimento dell'aggregazione dei cristalli di ossalato di calcio (da Paolo Campagna. "Farmaci vegetali". Minerva Medica ediz. maggio 2008)

