Stato della materia

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Con stato della materia (o stato di aggregazione) si intende una classificazione convenzionale degli stati che può assumere la materia a seconda delle proprietà meccaniche che manifesta in corrispondenza di tali stati.

Tre stati classici[modifica | modifica sorgente]

La distinzione tra gli stati della materia viene storicamente fatta basandosi sulle seguenti differenze qualitative:

  • un materiale allo stato solido ha un volume e una forma propria;
  • un materiale allo stato liquido ha un volume proprio, ma acquisisce la forma del recipiente che lo contiene;
  • un materiale allo stato aeriforme non ha né volume né forma propria, ma si espande fino a occupare tutto lo spazio disponibile.
Stati di aggregazione della materia e passaggi di stato.

Solido[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Solido.

Nello stato solido i costituenti della materia sono legati da forze molto intense che consentono soltanto moti di vibrazione, nella maggior parte dei casi le molecole si distribuiscono secondo un reticolo cristallino o in maniera amorfa. L'unico modo per variare la forma di un solido consiste nell'applicazione di forze abbastanza intense da spezzare i legami, causando però la rottura o il taglio del corpo.

Liquido[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liquido.

Nello stato liquido le forze agenti tra i costituenti sono meno intense ed essi sono liberi di scorrere gli uni sugli altri. Un liquido va incontro a variazioni di volume molto meno marcate rispetto ai gas [1] e tende ad assumere la forma del recipiente nel quale è contenuto.

Aeriforme[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeriforme.

Nello stato aeriforme le interazioni sono estremamente deboli ed ai costituenti è consentito muoversi indipendentemente, non hanno dunque forma propria e tendono ad espandersi ed occupare tutto il volume disponibile, risultando comprimibili.

Particolari aeriformi sono i gas, i vapori e i fluidi supercritici.

Altri stati[modifica | modifica sorgente]

Modifica di Stati della Materia in Natura in Stati di aggregazione stabili del Trinomio Informazione-Energia-Materia in Natura.

Vorrei iniziar questo comune cammino chiedendomi: di cosa mai sarà fatto l’Universo che osserviamo?

Studiando le Scienze dell’Uomo, ho trovato una strana risposta: il fulcro su cui far leva è l’INFORMAZIONE, ogni oggetto del Cosmo può esser preso in esame come fatto di pura semplice mutante informazione, fruibile nel rispetto dei codici di scambio e dei messaggeri che la veicolano, nelle diverse forme che il binomio energia-materia assume nella dimensione del divenire, spiazzando tanti ragionamenti a riguardo della natura materiale degli oggetti o della presunta natura spirituale dei viventi, uomo compreso.

La storia dell’Universo vista così diventa la storia dell’Informazione e dei suoi differenti modi di attuare lo scambio; la storia dell’Uomo e la storia dell’evoluzione della Coscienza Individuale, diventano la storia dell’Informazione e della Disinformazione, nel bene e nel male.

Dunque l’Universo e la Vita vivono dello stesso cibo, il continuo scambio di dati.

Ogni particella materiale, quark o molecola che sia, ogni onda, può essere intesa come un singolo bit di informazione che interagisce con gli altri bit o particelle nel rispetto dei codici specifici del campo considerato; l’insieme dei messaggi forma dei q-byte i cui codici di scambio sono il campo di azione della forza di Natura considerata; bosone vettore è quella particella necessaria a trasmettere l’informazione relativa al campo di ognuna delle quattro  diverse Forze Fondamentali oggi considerate. 

A Scuola ci è stato insegnato che gli stati della materia in Natura sono tre (solido, liquido e gassoso) e sei i passaggi di fase tra di essi; e che son più di novanta gli elementi chimici in essere, ma tale pletora non corrisponde pienamente all’attuale più profonda visione dei veri componenti base.

Oggi la Fisica considera ed insegna che tutto quel che esiste, da un microorganismo ad un ammasso di galassie, è costituito da poche particelle fondamentali (un quark-up, un quark-down, l’elettrone ed il neutrino) e dalle loro varianti; tutto quel che percepiamo emerge dalle interazioni tra i 4 bosoni vettori delle forze, cioè nell’ambito dei 4 domini delle forze naturali “fondamentali” o campi energetici.

Nel suo divenire ogni fenomeno è sostenuto da un non manifesto campo di interazione ed ogni fenomenologia derivante dallo scambio di informazione è fugace e discreta avendo un inizio ed una fine: essa vive come un’onda che perturba il campo considerato e prima o poi si esaurisce; allora il campo ritorna ai valori basali non perturbati.

La vera sostanza o causa prima di ogni divenire è lo scambio stesso ed il vero materiale di cui è fatta ogni cosa resta l’ondulatorio fluire dell’informazione che permette il generarsi  delle manifestazioni ed il moltiplicarsi delle forme nei rispettivi campi.

Perciò all’inizio del ‘900 I. Smuts ha potuto sintetizzare il pensiero del Filosofo H. Bergsòn nella definizione di Olismo, come “la tendenza in Natura ad ottenere interi superiori alla somma delle parti, grazie alla Evoluzione Creativa”, di cui io ho tratto profitto, ed infine riformulato come tendenza in Natura ad ottenere fenomeni emergenti interi superiori alla somma delle parti, attraverso le interazioni possibili tra i bosoni vettori della informazione, nella tesi da me discussa in Omotossicologia e Scienza Medica Integrata, sostituendo al misterico “evoluzione creativa”, un più moderno concetto mutuato dalla Fisica contemporanea[1].    

Tale non manifesto meccanismo d’azione è valido in Natura per ogni fenomeno complesso  ed in atto per qualsiasi fenomeno biologico, ai livelli più vari, alle scale più diverse.

Inoltre esso introduce in Biologia il concetto di discontinuità nell’evoluzione[2], mutuandolo dalla Fisica quantistica e certificandolo come aspetto comune ad ogni manifestazione.  

In ogni “dominio” dal nucleare forte a quello biologico ogni fenomeno va inteso come inter-relazione mediata da entità portatrici di informazione detti bosoni vettori (o quanti):  quando si scambia informazione occorre parlare la stessa lingua affinché il messaggio possa essere trasmesso dall’emittente al ricevente.

L’etimo latino di comunicazione è cum numus = con doni (si spera reciproci!).

La vita di relazione tra gli organismi superiori perciò può essere intesa come un campo i cui bosoni vettori dell’informazione sono i sensi a disposizione della coscienza, in funzione del livello evolutivo raggiunto ed alla conseguente capacità di elaborare le informazioni in entrata per adattare i comportamenti, al fine di sopravvivere e migliorare il proprio stato.

La non vita, il mondo degli oggetti senz’anima, può esser intesa come campo il cui quanto è l’informazione scambiata secondo regole insite a tre-quattro codici fondamentali dette Leggi di Natura, la cui espressione ammette e permette stabilità e trasformazione di stato. 

Due sistemi benedettamente simili, legati dalla comune esigenza di fruire di informazione e di essere capaci di processarla e di rielaborarla, perciò inter-dipendenti.

Studiando le medicine tradizionali orientali e le filosofie della Scienza che le supportano,  mi sono reso conto che il filo della via seguita nell’evoluzione dall’uniformità delle origini  all’attuale complessità, ha una pendenza naturale in discesa ove Madre Natura avanza senza fatica, mentre una forma di energia muta nell’altra ed il numero degli stati possibili del sistema aumenta in progressione, senza che il bilancio energetico generale necessiti di ulteriori apporti; ho così maturato una visione in cui ogni fenomeno è correlato ad ogni altro, in un filo di perle senza inizio o fine, un ciclo[3].

Inoltre nell’evolvere dei fenomeni universalmente diffusi, sono diventati per me evidenti una serie di passaggi di fase o mutazioni, per un totale di 10 transizioni da una condizione all’altra, in un ciclo di 5 stati o movimenti, caratterizzati da diverse qualità; tali passaggi possono essere riconosciuti nell’evoluzione di qualsiasi sistema naturale complesso. 

Per stati di Natura in maniera olistica qui intendo le forme emergenti assunte dal binomio energia-materia nel corso dell’evoluzione del cosmo, precedentemente non espresse né ipotizzabili distinguibili per le diverse proprietà meccaniche[4] e/o condizione fisica, chimica, biochimica e conseguente capacità di entare in relazione. 

L’acqua ad esempio, la semplice comune indispensabile acqua si presenta a noi in diversi stati naturali: solido ghiaccio, fluido liquido, igneo plasma, aeriforme vapore: 1, 2, 3 4.

La ricerca in Omeopatia dimostra l’esistenza di un 5° stato già suggestionato dall’acqua santa tanto cara alla religione cattolica: tralasciando ogni credo, scientificamente parlando, acqua biologicamente attiva, distinguendo il comune stato liquido caratterizzato da una bassa conducibilità elettrica da quello di acqua attivata in cui l’allineamento dei dipoli H2O causa più bassa resistenza al trasporto dell’informazione elettromagnetica[5].

Tali stati di aggregazione stabili trapassano nei successivi o precedenti grazie a transizioni di fase definite, nel continuo processo del divenire e non hanno nulla a che vedere con gli elementi fuoco, terra, acqua, aria proposta dai filosofi monisti greci; sono piuttosto parti di un dinamico ciclo, come proposto nelle tradizioni cinese e vedica e possono essere meta-fisicamente considerati espressione di una o altra loggia vibrazionale.  

Infine, grazie alla divulgazione scientifica a riguardo della successione di eventi post Big-Bang illustrati dalla Cosmologia e dalla Fisica contemporanee, ho preso coscienza di un non-manifesto aspetto comune a tutti fenomeni osservabili nel cosmo, Vita compresa, fatto di cinque attrattori periodici, 5 nodi, 5 dominii di Natura o logge energetiche correlabili ad uno specifico peculiare stato ed a una serie di attributi e dei necessari passaggi di fase tra di essi, sia in senso generatore che in senso opposto o dissolutore, per un totale di 10 mutazioni contro le 6 insegnate a scuola.

Alcune delle transizioni proposte conservano la denominazione classica, altre non hanno  dignità di essere e non hanno (ancora) un nome preciso (sono aperto ad ogni contributo!). 

In questa visione, ad esempio i passaggi di fase noti come evaporazione-liquefazione, e sublimazione-brinamento, sono transizioni reali “scorciatoia”, figlie del salto di uno stato intermedio, in essere solo per sistemi a bassa energia come la superficie terrestre; altre mutazioni, ad es. l’interferenza olografica, sono in essere nell’Universo a diverse e più alte energie o, come sostenuto da David Bohm e Karl Pribram[6], interiormente coinvolte nella genesi della coscienza e, forse, dell’origine della vita.

D’altra parte nella visione classica i passaggi di fase “dissolutivo” da stato solido ad etereo o quello “creativo” da etereo a solido, non vengono nemmeno considerati, eppur la Fisica  parla di buchi neri che evaporano e di continua creazione ed annichilazione di particelle virtuali nel vuoto mentre noi umani mettiamo in atto grazie al potenziale ideativo cosciente, creando e distruggendo ogni giorno!

Tornerò dopo su questo argomento che sembra folle ma è solo apparentemente estraneo,  essendo alcuni dei fenomeni qui intesi assai lontani dall’esperienza comune e quotidiana, mentre altri non risultano visibili perché proprio davanti al nostro naso: siamo tutti abituati a vedere sotto altra luce quello che c’è, finendo spesso col vedere quello che non c’è!

Questa diversa visione dello stato delle cose deriva infatti da una doppia constatazione:

1) qui sulla Terra poco o nulla abbiamo a che fare con lo stato igneo o di plasma, quello più rappresentato oggi a livello universale (riguarda più del 99% della materia osservabile);

2) persistono ignoranza e disinteresse a riguardo del ruolo riservato tanto dalla Fisica dei quanti che dalla Relatività Generale agli osservatori dei fenomeni, mentre essi non sono più scindibili dal fenomeno stesso.

Le ricadute auspicabili della conoscenza di questi due fatti non si sono ancora prodotte né nel sentire comune né in parte del pensiero scientifico, ma non posso più ignorare che lo stato igneo e quello cosciente vanno considerati reali stati dell’energia-materia alla stregua degli altri tre, solido, liquido e gas.

Perciò, reinterpretando ecletticamente il pensiero orientale e la messe di dati proveniente da Scienze quali Fisica, Biologia e Cosmologia, introduco una descrizione dei sistemi naturali complessi in evoluzione con cinque stati della materia contro i tre divulgati, e dieci passaggi di fase contro i sei oggi riconosciuti.

Le transizioni ignorate da considerare, nel senso generatore del campo, ed all’inverso in dissoluzione, sono: creazione, mutazione da stato etereo a solido, da non intendere come creazione dal nulla, ma come generazione di uno stato manifesto a partire da uno stato non-manifesto.

Avete presente un’idea che diventa un fatto o le coppie particella-antiparticella nel vuoto?

Da queste parti tale atto resta, a causa dell’indottrinamento cattolico e del fraintendimento che implica la creazione dal nulla, qualcosa che non esiste da riservare ad entità superiori, mentre può esser inserito in uno schema naturale; 

dissoluzione (da stato solido ad etereo, da non intendere come annichilimento, ma solo e sempre come trasformazione da uno stato energetico manifesto ad uno potenziale, non-manifesto);

interferenza olografica' o spacelift, da liquido ad igneo, da uno stato bi-dimensionale ad uno a 3D; da senza massa, calore e spin (come meglio spiegato nel § a pag. 116), allo spaziare ed alla nucleosintesi; e l’inverso decadimento;

materializzazione dell’energia, dallo stato igneo di plasma a quello di materia ordinaria fatta di atomi o molecole grazie alla cattura degli elettroni negli orbitali o de-ionizzazione;

inversa ionizzazione, o dematerializzazione dell’energia, da materia ad igneo plasma.

Infine nelle transizioni di fase che per noi uomini riguardano il campo cosciente:

ideazione (da aeriforme a stato etereo); ed all’inverso sogno.

Tale cambio di paradigma risulta certamente indigesto ma è più rispettoso del pensiero moderno rispetto alla visione classica: l’opera di Thomas Kuhn, inizialmente non compresa ma oggi globalmente accettata, concepisce il progresso del  pensiero scientifico non come avvicinamento ad una realtà assoluta ma come sviluppo da qualcosa, introducendo l’idea dei salti di livello e delle discontinuità laddove altri vedevano (e vedono!) un innaturale continuum: “l’abbandono di una costellazione di conclusioni condivise, concetti, valori, tecniche etc., è parte non prescindibile del progresso[7].

Ed è opportuno riconsiderare anche il numero e le qualità delle dimensioni esistenti in Natura: la prima risulta essere quella lineare, senza altre qualità, tipica delle singolarità, oggetti puntiformi in movimento come linee evolutive, pertanto ad una dimensione (solo il punto è a-dimensionale), importanti e presenti sia al cosiddetto inizio dei tempi, sia ora per esempio proprio nella Via Lattea al cui centro realmente orbita un buco nero di massa pari a 3-5 milioni di volte quella del Sole[8], una vera “singolarità” non-manifesta, al cui interno non esistono spazio e tempo.

La seconda dimensione naturale è il Tempo che io intendo in maniera olografica, grazie a quanto compreso e divulgato da t’Hooft, Susskind e Maldacena, come una superficie su cui si manifesta come oscillazione interdipendente ogni mutamento e divenire.

Infine, a partire dal III° movimento, le 3 dimensioni spaziali, per un totale di 5: l’altezza che nella mia visione antropica introduce la facoltà discriminante; la larghezza che introduce la possibilità di realizzare; e la profondità correlata alla quinta loggia, che regala a Noi Uomini  l’occasione di ascoltare per poi comprendere. 

Tutto geometricamente visualizzabile come evoluzione di forme essenziali: si parte da una linea che muta in un piano: esso diventa un triangolo con il vertice rivolto in basso, poi un quadrato, di cui le 4 forze fondamentali di Natura rappresentano i lati, definendo l’area tra essi compresa come V° campo di interazione, per un totale di 4+1 forme.

Per analogia posso tentare una descrizione della storia dell’Universo come Cosmogenesi Ciclica a cinque domini o movimenti subentranti, premessa al Campo unificato in essere, introducendo una medesima logica per l’evoluzione dei sistemi naturali complessi, e conseguente equiparazione dei divenire di micro- e macro-cosmo:

\ separazione dal resto: movimento da stato etereo a solido, verso l’unità primigenia o “singolarità”, culmine del Dominio Gravitazionale assoluto (unica forza in campo quella gravitazionale), premessa al Big-Bang

\\ oscillazione: movimento da solido a liquido con espansione della singolarità senza forma e generazione istantanea (Big-!) in meno di 10-33’’ della 2° dimensione o Tempo, sulla cui superficie i bosoni vettori entrano in relazione per contatto (non esiste ancora spazio 3D!) uniformando la distribuzione dell’informazione nella brevissima era del Dominio Nucleare Forte, cioè fino al termine del periodo altrimenti definito inflativo, senza apporto esterno di potenziali energetici ulteriori

\\\ spaziare per interferenza olografica (-Bang!!), igneo movimento che genera la terza dimensione o Spazio; co-generazione degli oggetti portatori di momento angolare, massa, temperatura, chiralità[9], culmine della breve fase di Dominio Nucleare Debole

\\\\ dominio della materia e della raziocinante attuazione, formazione di ambienti a volte aeriformi con messa in pratica delle opportunità ammesse dalle prime tre interazioni, con il moltiplicarsi delle manifestazioni elettromagnetiche, il cui avvio risale a circa 380.000 anni dopo il Bang e continua tutt’oggi, facendo di questo dominio il più durevole in Natura (ma sia ben chiaro che la comparsa di ogni nuova interazione di campo non cancella quelle precedenti già in atto, piuttosto le aggrega in un campo integrato).

Nell’Universo oggi meno dell’1% del plasma emerso dal 2° mutamento si è materializzato (grazie alla cattura degli elettroni da parte dei nuclei atomici) trasformandosi in materia ordinaria come atomi e molecole, elementi chimici e minerali, stelle e pianeti con e senza atmosfera etc. o esseri viventi, il resto (..99%!) giace ancora in stato di plasma! 

\\\\\ Dominio della Vita Cosciente in evoluzione, possibile in ambienti stabili o “in equilibrio dinamico”, da un livello basale –sono, non ho sensi o facoltà per conoscere altro, sono tutto il conoscibile essendomi appena separato dal resto-, su fino alla capacità di ascoltare e trarre principi generali dall’osservazione dello  ambiente, degli altri e del non manifesto –sono, accumulo esperienze, discrimino, metto in atto e mi relaziono ascoltando e comunicando-, grazie alle informazioni veicolate dai cinque sensi (emersi uno per volta!) ed alla loro comprensione grazie all’esercizio della facoltà mentali a disposizione della coscienza (..emerse una per volta..), in attesa che nasca (..e non per tutti allo stesso momento..!) l’aspirazione alla trascendenza ed a ricongiungersi al Tutto –è-.

Come illustrato più avanti, quest’ottica permette di ipotizzare un meccanismo naturale, poi descritto, atto a garantire la ripresa del ciclo di generazione del Cosmo, chiudendo il ciclo con un passaggio etereo-solido.

E posso usare lo stesso criterio per descrivere una successione di 5 diversi movimenti o “fare”, nell’evoluzione di qualsiasi sistema naturale complesso:

\ separazione dal resto (emergere del nucleo del fenomeno), il cui “movimento o fare” è amorevolmente unire[10] in un nuovo oggetto definibile solido omogeneo senza forma

\\ vibrazione, il cui movimento è distribuirsi su di un piano, permettendo il primo scambio di informazione su un campo definibile liquido o di informazione oscillante tra 2 stati 

\\\ spaziare, o movimento verso una forma 3D discriminabile spazialmente  

\\\\ realizzazione di un potenziale prima non espresso grazie alle interazioni tra forme, qualità e quantità nella dimensione del divenire 4D in cui ogni possibile applicazione dello scambio di informazione viene esplorata ed olisticamente messa in atto nella relazione

\\\\\ comprensione, movimento caratteristico del 5° campo di interazione, etereo come lo spazio, neutro come la Terra, che permette il confronto e la relazione di quanto si è così manifestato con gli osservatori; questo entrare in rapporto muta l’Universo nei particolari e costituisce il non-manifesto terreno di partenza per nuove possibilità di scambio e di conservazione prima non ipotizzabili, favorendo l’accumulo dell’informazione tipica del campo cosciente, in contrasto con la tendenza al disordine ed alla perdita di informazione espressa dall’entropia figlia delle altre quattro interazioni 

Infatti grazie al riordino dell’informazione, qui definito negentropia culturale, ad esempio i diversi viventi inter-agiscono tra di loro in funzione dei sensi di cui sono dotati e del livello di coscienza individualmente raggiunto, creando[11] la personale immagine del Mondo in funzione degli strumenti di interazione in possesso (i rispettivi apparati sensoriali e le correlate facoltà interiori), diventando pian piano essi stessi capaci di modificare i particolari dell’Universo sia con gli atti, che con la forza del pensiero[12]

Considerando gli esseri viventi, tra i valori emergenti dalle interazioni di 5° campo, per tutti caratteristica è la possibilità di trarre regole di comportamento condivisibili nel confronto tra individui (ad es. in una colonia di uccelli o in un branco di lupi): per noi uomini, in questo ambito evolve l’intelletto, figlio della capacità di ascolto/osservazione, abile a gestire le informazioni in entrata ed uscita ed a trarre principi generali di comportamento intelligenti nel confronto con altri ed ambiente, ad accumular sempre più conoscenza fino all’olistico inaspettato emergere di un inatteso trascendente potenziale interiore, la spiritualità, utile a percepire-governare il non-manifesto, contrastando con i processi di auto-consapevolezza considerante, il generale aumento esteriore del disordine e dell’entropia, introducendo con le singolarità viventi un ulteriore principio di conservazione dell’energia.

Decisivo è il punto di vista dell’osservatore il cui contributo nella formazione della realtà esteriore non può essere ignorato: importanti aspetti interiori correlabili a questa logica sono, per chi desidera procedere in accordo a Madre Natura sul sentiero dell’evoluzione, i seguenti atteggiamenti interiori auto-consideranti, abili ad influenzare il vivibile: gratitudine (1° livello) interdipendenza (2°) armonia (3°) unità di intenti (4°) consapevolezza (5°) e trascendenza (6°); meditare su di essi può cambiare il Vs. Mondo[13]!   

Invece esteriormente, cioè a livello universale, suggestiono che l’interazione di 5° campo contrasti la tendenza alla dispersione essendo essa stessa energia (o massa) nascosta[14].

Questo il senso dell’evoluzione della coscienza in ogni vivente: essere, conoscere, fare per star bene, migliorando la capacità di interazione con l’ambiente o intelligenza, grazie alla stratificazione dei comuni livelli di coscienza emergenti volontà, memoria acritica, discriminazione, raziocinio ed intelletto, in attesa della coscienza individuale compiuta tipica della sola specie umana.

Restando al micro, considerando la storia della Vita sul pianeta Terra, la Filogenesi, posso completare questa descrizione alternativa ritornando a quanto esposto nel primo paragrafo del libro, con:

\ separazione dal resto o formarsi della prime proto-cellule grazie alle interazioni elettro-deboli o forze sottili che amo riunire nella definizione vedica “odorato”. 

Tale mutamento genera esseri ancora incapaci di interagire attivamente con l’ambiente, solo passivamente, ma li dota di definitiva “volontà” di esistere separatamente.

\\ comparsa sul confine del personale universo (sulle membrane citoplasmatiche) di questi esseri appena separatisi dal resto, di recettori abili a selezionare l’informazione in entrata ed avvio grazie al neonato “gusto” della Selezione Naturale attiva, figlia del diverso destino conseguente alla scelta della qualità utile o dannosa delle sostanze introdotte, oltre che della interiore facoltà di registrazione delle esperienze in memoria, per ora acritica o non discriminabile.

\\\ evolvere di un 3° senso equiparabile alla “vista” (dapprima nelle alghe o sincizi affiorati dal profondo alla superficie incontro alla radiazione luminosa grazie alla comparsa della clorofilla, indi e come già accennato nei polipi ed in altri animali marini alla comparsa della opsina o organo della vista da equiparare ai nostri occhi; infine in ambiente aeriforme nelle piante e poi negli animali terrestri...) atto a valutare qualità e quantità dei fotoni in entrata; insieme alla vista o attitudine esteriore a discriminare a distanza, emerge la facoltà interiore di discriminare in memoria, avviando la distinzione tra il self ed il non-self, tra vivo e morto etc. e la gestione del bagaglio di esperienze. 

\\\\ in ambiente anfibio, sotto la protezione dell’atmosfera a contatto col suolo, evoluzione delle pinne ad arti superiori terrestri e comparsa del senso del “tatto”; correlata evoluzione interiore della facoltà di osservare, desiderare, mettere in atto per trarre soddisfazione dei bisogni primari, da me  definito raziocinio animale, da altri istinto.

\\\\\ infine nel terreno fertile di un ambiente promiscuo quale una colonia, un branco, un focolare, emerge prima per gli animali già dotati di 4 livelli di coscienza poi per i mammiferi superiori come Noi Uomini, la capacità di andar oltre i bisogni primari traendo principi generali sia dall’osservazione dell’ambiente che dalla interazione con gli “altri” (a partire dai più simili, i figli), ascoltando e comunicando, grazie allo sviluppo in campo etereo degli organi dell’udito, della  fonazione, del linguaggio e dell’intelletto.

Non esistono pertanto e solo i manifesti cicli giorno-notte, delle stagioni, della precessione degli equinozi, ma tanti altri ritmi o oscillazioni meno manifeste, dal cosmico ciclo della materia ordinaria o barionica, che viene attratta ed aggregata verso il centro delle galassie per esserne espulsa o centrifugata dalla pressione di radiazione del buco nero centrale e poi riciclata dalle esplosioni stellari di super-nova in un meccanismo di auto-regolazione o feedback galattico, ai simili cicli sub-atmosferici dell’acqua di medio e lungo termine tipici delle superfici planetarie abitate dalla Vita:

Nei sistemi biologici esiste un’ampia serie di fenomeni oscillatori, con periodi varianti da pochi millisecondi (oscillazioni enzimatiche, attività neuronale) a secondi (respirazione), minuti (divisione cellulare), ore (ritmi circadiani, attività ghiandolari, ciclo sonno-veglia)), giorni (ciclo ovarico), mesi o anni (variazioni di popolazioni). In poche parole tutti i fenomeni interessanti per la vita sono ritmici”[15].

In questa visione apparentemente metafisica[16], le conferme del ciclico avvicendarsi dei 5 “fare” e degli stati di Natura correlati nell’evoluzione di qualsiasi sistema fisico naturale complesso sono tante, sia considerando le mutazioni nel senso generatore del ciclo, da solido verso etereo e di nuovo a solido, sia in senso inverso o dissolutore, da etereo verso solido e di nuovo etereo: il più classico esempio di tal tipo che mi viene in mente è la tanto temuta morte, un ciclo di dissoluzione caratterizzato dalla perdita prima della eterea coscienza, poi dell’aeriforme attività respiratoria, poi dell’igneo calore del corpo, indi dei suoi liquidi, affinché solida polvere resti, oltre naturalmente alla “eterna” eterea memoria che chiude il ciclo di nascita, crescita, dissoluzione e rinascita.

Restando al ciclo inverso, la teoria che espongo trova naturale (anzi prevede, sennò che razza di Teoria sarebbe? non ne conosco altre capaci di far queste previsioni!), che esista un passaggio di fase che preveda l’interferenza olografica[17] ed all’inverso, che porti la natura ignea delle cose (ad esempio i comportamenti tipici di un plasma) a mutare verso quelli liquidi quando sottoposti ad un campo energetico più intenso, cioè a manifestare la fenomenologia caratteristica di un liquido perfetto[18].

Insisto a dire che per entrambe i ricercatori, sia astronomi che filosofi,  tale comportamento della Natura è anomalo, non prevedibile, ma tutto questo Madre natura non lo sa, e senza far caso a critiche ed obiezioni, mette in atto in naturale pendenza igneo-liquida.

Senza andar tanto lontano nello spazio, o nell’ultra-piccolo che a ben pochi interessa,           e senza far troppo lo spiritoso (ma gli amici fisici che ho consultato per condividere quanto trovo e scrivo, manca poco che “mi facciano i coppetielli appresso”), posso portare altra acqua (o conoscenza!), al mio mulino ponendo l’attenzione su di un altro fenomeno osservato a più bassa energia, ma altrettanto lontano dal metro di giudizio tipico del “buon senso comune” risultante dalle quotidiane esperienze: prendo ad esempio la dinamica della tragica caduta delle Twins Towers a seguito degli attentati dell’11\09.

E’ stato posto in evidenza dai tecnici deputati a studiare l’evoluzione della caduta dei materiali, che i resti dei due grattacieli si sono distribuiti a terra come le onde di un liquido piuttosto che come materia solida in caduta!

Altri esempi di solido che si comporta in maniera fluida, si ricavano dall’osservazione degli effetti del vento sulla sabbia, che dispone in caratteristiche macroscopiche dune i singoli granelli, o nell’analisi dei movimenti franosi, fenomeno nel quale all’improvviso il terreno perde resistenza e si comporta come un fluido.

In Geo-Tecnica, uno di questi fenomeni è detto per l'appunto "liquefazione", o "mobilità ciclica", e si verifica per terreni sabbiosi sotto falda, in occasione di eventi sismici, come ben sanno in Giappone, soggetto come l’Italia a frequenti movimenti tellurici e franosi, e in Nuova Zelanda, dove i nefasti effetti del recentissimo terremoto di Christchurch sono stati in buona parte dovuti alla liquefazione del terreno.

Mi scuso per questi esempi luttuosi, ma i naturali comportamenti da liquido della materia solida, son solo apparentemente anomali.   

Altri fenomeni simili sono conosciuti e sfruttati in ingegneria chimica; uno di questi è la cosiddetta "fluidizzazione", nella quale un letto di particelle viene messo in sospensione (o in "agitazione") per mezzo di un flusso gassoso o liquido diretto in direzione opposta alla gravità: tale fenomeno è stato oggetto anni fa a Boulder, Colorado, USA, della tesi di Dottorato di un mio amico d’infanzia, oggi Ingegnere Docente titolare di cattedra in Italia. Dunque fenomeni noti e sotto gli occhi di tutti media compresi, sono prevedibili e spiegabili proprio grazie alla logica dei comportamenti fluidi, tipici di un liquido, delle masse solide in condizioni estreme. 

La mia analisi spiega tale fatto come comportamento legato all’improvvisa perdita di una simmetria per una transizione di fase, o passaggio da un dominio energetico al successivo o al precedente, altrimenti non esplicato da una teoria generale. 

Perciò e per tanto altro che non conosco ma sarei capace di riconoscere analizzando un dato fenomeno insieme a dei tecnici, risulta che alcune delle manifestazioni naturali messe in campo universalmente dal binomio energia-materia, siano macroscopicamente descritte ma non previste dalle attuali teorie fisiche: esse possono pertanto rientrare nel campo di osservazione e descrizione della realtà, di un metafisico digiuno di numeri, ma seriamente interessato alle qualità piuttosto che alle quantità, in un buco della descrizione della realtà fenomenica lasciato al nero da chi ha smesso di guardar il mondo con occhi meravigliati ed irriverenti e per convenzione conforma il sapere al sapere, dimenticando che non sa, ma s’illude di sapere.

Dei fenomeni correlati ai passaggi di fase in senso generatore dirò ancora, ma attendo che  qualcuno più esperto di me nei singoli campi si interessi a questa diversa visione, ed aiuti ogni altro a metter in evidenza quello che io non so ancora vedere.

Vedere quello che c’è, smettendo di vedere quello che non c’è, è in definitiva il motore, e lo spasso, della mia ricerca; e questa non è fanta-scienza!

I passaggi di fase da un dominio all’altro e la nascita prima del campo unificato materiale, poi di quello immateriale o cosciente, sono per me la caratteristica più importante del sistema: più del 99% dell’Universo, ripeto, giace ancora in stato di plasma, pur essendo trascorsi più di 13 miliardi di anni dall’inizio della mutazione plasma-materia.

La permanenza di tale stato promette di durare ancora circa 2-6 bilioni di anni, prima della trasformazione in toto del plasma in più fredda materia ordinaria.

Dunque in questo Universo sullo sfondo di un continuum spazio-temporale l’energia muta in altre forme come la materia e la materia in energia e tale ciclo comprende l’accumulo di informazione in  esseri coscienti.

Nella storia del Cosmo, il ciclo dei 5 stati in perenne movimento prevede che tornerà prima o poi una fase di dominio gravitazionale assoluto, essendosi dissolti per primo il dominio cosciente, poi quello elettromagnetico, infine il nucleare debole e forte, anche se resta indispensabile definire un meccanismo naturale (in discesa..) atto ad invertire la tendenza all’aumento dell’entropia per ammettere che il sistema possa rinascere dalle sue ceneri.

La comprensione dei passaggi di fase o transizioni, io li chiamo alla indo-cinese mutazioni o movimenti, e l’analisi della loro velocità ed efficienza, sono la frontiera che promette una diversa visione della realtà esperibile.

Non sfugga a nessuno che questa visione ciclica mette sullo stesso piano ognuno dei 5 inter-dipendenti stati della materia/energia e suggerisce che le relazioni tra di essi siano il naturale motore dell’evoluzione del cosmo.

Non esiste né un primato della materia né uno dello spirito ma una vera democrazia, tali stati sono solo due delle molteplici facce assunte dall’energia nello svolgersi del filo della Via dei fenomeni naturali. 

La teoria a 5 campi, interazione non-manifesta compresa, trova naturale e non divino che esista la coscienza, e che essa esista dappertutto nell’Universo; anzi lo prevede

La medesima visione ammette un’evoluzione delle coscienze pari a quella della materia, che pur passa da essere semplice idrogeno alla complessa meraviglia del cosiddetto creato.

Non siamo soli: dappertutto nel cosmo sotto la protezione di un’atmosfera stabile negli innumerevoli pianeti ferrosi, laddove l’acqua è presente, la naturale tendenza ad ottenere insiemi superiori alla somma dei singoli componenti, ha spinto, spinge e spingerà la materia inanimata a separarsi dal resto ed organizzarsi in forme vitali, e l’emergente coscienza ad evolvere dotandosi di strumenti atti a migliorar progressivamente la relazione con l’ambiente, fornendo la necessaria spinta evolutiva a generare viventi magari simili a noi, bipedi eretti e consapevoli.

Tale evoluzione degli esseri coscienti parte da singolarità con un sol strumento o senso per ricevere ed elaborare l’informazione, evolve per stratificazioni successive insieme al grado di interazione ed individuale consapevolezza con l’ambiente di riferimento, per giungere in ambiente atmosferico sotto un cielo stellato, ad esseri talmente progrediti da avere aspirazione a comprender tutto e magari di riunirsi ad esso ma è, e resta, solo e naturalmente uno dei 5 stati in cui si manifesta il binomio energia/materia, pardon, quello appartiene al passato, il trinomio Causa-Energia-Effetto, oggi traducibile in:

Informazione-Scambio-Oggetto.

Oppure Coscienza-Energia-Materia.

O più  metafisicamente in Spirito-Non Manifesto-Manifesto.

Presuntuoso!!

Lontano dalla comune attuale visione e forse offensivo per il buon senso comune che nulla vorrebbe veder cambiare, ma assai più vicino all’ipotetica realtà delle orribili teorie in semi-retta, con un inizio ex-nihil magico o mistico ed una tristissima fine caratterizzata da gelo,  dissoluzione e la folle idea di essere i soli nel cosmo ad esercitar l’intelligenza, per di più ricevuta per grazia divina!

Ferruccio Sorrentino, Medico e Ricercatore


[1] Madre Natura profitta di una particolare matematica in cui ogni somma è sempre un po’ più grande di quel che l’aritmetica insegna, e da scolara indisciplinata genera assai più progresso dei ragionevoli uomini alle prese con i freddi numeri!

[2] Dal livello base del trascinamento entropico (dinamica fisica o interazione che determina configurazioni spaziali e funzioni correlate, prendiamo ad esempio l’emoglobina,  molecola deputata al trasporto dell’02 dai polmoni ai tessuti: essa cambia la sua affinità per l’anidride carbonica o l’ossigeno a seconda del grado di acidità o pH, e pertanto cede O2 in periferia e CO2 negli alveoli polmonari: la molecola è sempre la stessa ma ha due diverse configurazioni spaziali tra cui “oscilla” o vibra, che ne determinano il comportamento diverso in ambienti differenti e ne permettono la funzione), al livello assi più complesso della genesi della coscienza nel bambino che cresce apprendendo quanto gli viene insegnato.

La vita funziona così, le potenzialità evolutive dipendono dal terreno in cui il fenomeno si manifesta, e terreno e fenomeno sono legati nella logica ciclica dall’auto-regolazione o feed-back: gli esempi sono infiniti; da medico continuo col nostro interstizio o matrice (il tessuto connettivo, tutta quella parte dell’organismo umano che si trova fra il sistema dei capillari e i tessuti “nobili” quali muscolo, polmone etc.); essa cambia quotidianamente due volte ogni 24 ore la sua natura da liquida a gelatinosa e viceversa, al variare del pH del mezzo, nel rispetto del ritmo neuro-vegetativo circadiano sostenuto dal tono simpatico e para-simpatico, allo scopo di esercitare funzioni diverse quali veicolare i nutrienti ai tessuti o isolare e neutralizzare le tossine per espellerle poi come scorie del metabolismo attraverso gli organi emuntori. 

Non giunge nuovo a nessuno che le funzioni vitali necessitano di continui ri-aggiustamenti, ma occorre interiorizzare che nulla è peggio, per il mantenimento delle condizioni ideali di scambio in un sistema biologico, di quel che si fissa e resta eguale, provocando inerzia nel ricambio: la vita è un disequilibrio controllato (Guidotti, 1990)! 

I sistemi biologici funzionano tutti così, e hanno una complessità figlia del numero di variabili continuamente in gioco, ed ogni funzione dipende da un’altra, per cui non si è mai eguali a prima, ogni singolo evento ci modifica e forma mentre causa ed effetto diventano inscindibili.

Troviamo una complessità simile tornando all’inanimato, al cosmo ed ai suoi componenti:   ad es. lo scambio di informazione fra i quark avviene grazie ai “gluoni” nell’ambito del dominio nucleare forte, che va inteso come campo di interazione specifico o particolare terreno caratterizzato da altissime energie in gioco a cortissime distanze; e da un preciso codice di scambio, che permette “l’assemblaggio” dei quark in protoni o neutroni all’interno del nucleo atomico, come descrive la Cromo-dinamica Quantistica  col Modello Standard.

Tale dominio viene abbandonato in campi energetici più bassi (essenzialmente a diverse e più basse energie, a maggior distanza fra i reagenti), per esempio a livello chimico dove, ad una scala diversa non contano più le interazioni tra i quark ed emergono altri costituenti base, le molecole, ed altri codici e altre forze, altri mediatori dello scambio come ioni, elettroni e fotoni, quanti della radiazione elettro-magnetica.

[3] Ad esempio, l’evoluzione della coscienza individuale dipende dal grado di consapevolezza diversamente raggiunto dai viventi nell’interazione con l’ambiente, grazie alle esteriori facoltà sensoriali a disposizione, ed alle interiori facoltà (o livelli di coscienza) ad esse correlate: un’ameba non ha occhi per vedere né artigli per afferrare, una medusa o un pesce non presta cure parentali, un mammifero come un cane sogna ed ha sentimenti, ma  non ha intelletto né morale; ognuna di queste facoltà viene generata a partire da uno stadio di complessità precedente, più basso. 

[4] Storicamente la distinzione in 3 stati riguarda la proprietà di aver forma e volume definiti nei solidi, volume proprio e forma del recipiente nei liquidi, né forma né volume per i gas capaci di espandersi nell’intero spazio disponibile.

[5] Ciò dipende dall’allineamento raggiunto dalle molecole dipolari grazie alla dinamizzazione messa in atto empiricamente da Hahnemann oltre 2 secoli orsono, oggi diversamente considerabile e ridefinita come Sequential Kinetic Attivation.

[6] Mi riferisco al modello “olonomico” del funzionamento del cervello, per cui noi non vedremmo gli oggetti per come sono ma saremmo capaci di leggere le informazioni sotto forma di onde elaborando un’immagine tridimensionale del mondo per interferenza quantistica. Vedi “Universo, mente e materia”, di D. Bohm.   

[7] T. Kuhn, Struttura delle rivoluzioni scientifiche, 1962.

[8] In questo caso una singolarità “vestita”, racchiusa in un orizzonte degli eventi che la nasconde alla vista e ad ogni possibile interazione di natura non gravitazionale (senza dimenticare che la cosmologi stima che il numero dei buchi neri minori di derivazione stellare, nella sola Via Lattea sia  compreso fra 106 e 109).

[9] Proprietà fisica che distingue i fenomeni in destrosi e sinistrorsi, uno l’immagine speculare dell’altro.

[10] Questi movimenti o fare si riferiscono alla transizione di fase tra due stati, o mutazione: ad es. oscillare permette allo stato solido di mutare in liquido.

[11] Come oggi suggestionato da Maturana e Varela con la “Teoria di Santiago”.

[12] A Princeton hanno a lungo studiato i fenomeni dia- e para-magnetici, concludendo che essi  esistono ma non sono né quantificabili -l’Universo è modificabile nei particolari dalla forza cosciente- né soggetti al metodo scientifico: nella mia visione vanno considerati fenomeni emergenti dall’interazione di un campo super cosciente in formazione, cioè attività tipiche di chi possiede, oltre il livello trascendente del 6°, un 7° chakra in embrione.

[13] Prova a ripetere come un mantra tali auto-affermazioni mentre inspiri, una per atto resiratorio….

[14] A proposito della rilevanza del non manifesto nella produzione di effetti manifesti, voglio sottolineare che oltre a massa ed energia oscura, l’attuale Fisica considera con le Teorie Super-Simmetriche l’esistenza non dimostrata (e pare non dimostrabile visti i risultati del LHC) di particelle come fotini, gravitini, gluini, neutralini tutta roba non manifesta ma necessaria per sostenere la realtà ordinaria, oltre alla nota Teoria di Higgs.

[15] Cfr. Paolo Bellavite, Biodinamica, Milano 1998.

[16] Recentissima è la notizia della scoperta di un ciclo di variazione della durata del giorno solare, che cambia di qualche millisecondo la sua lunghezza ogni 65-80 anni, a causa flussi di metallo liquido presenti nel nucleo e nel mantello terrestre, fluttuazioni che vanno ad aggiungersi al millisecondo di variazione legato invece alla rivoluzione ellittica del pianeta attorno al Sole (ricerca condotta dai geofisici del Jet Propulsion Laboratory della NASA, in collaborazione con quelli dell’Università Diderot di Parigi); ma gli esempi sono forse infiniti, a partire dal ciclo lunare e dal correlabile ciclo mestruale femminile, fino al ciclo degli Yuga legato al mutare dell’ambiente galattico da me più avanti esposto.  

[17] Fornendo una premessa teorica sia all’ipotesi della coscienza olonomica sia a quella dell’Universo olografico.

[18] Tale fenomeno altrimenti non previsto, è stato osservato e non spiegato, nel micro come nel macro, sia dai fisici delle particelle, come quelli impegnati al CERN di Ginevra nella gestione dal LHC (dove nel corso degli esperimenti di scontro di fasci di particelle a velocità relativistiche, in modo imprevisto è stato evidenziato che a tali energie la materia smette di comportarsi come un plasma e per una inaspettata transizione di fase muta i comportamenti in quelli di un liquido super conduttore e super fluido); sia dagli astrofisici, che osservando il lontano nucleo di pulsar resti di super-novae come ad esempio la radio- sorgente “Cassiopea A”, resto di un esplosione stellare osservata nel ‘700, hanno evidenziato variazioni di temperatura talmente repentine nella materia lì contenuta, da esser ipotizzabili solo da parte di un liquido super-conduttore e super-fluido, non verosimili per un solido o per un plasma.

Gli astrofisici sanno bene che aumentando l’energia del sistema o massa tutto si riduce ad una solida singolarità, i fisici lo sperimenteranno presto!Nella scienza moderna in realtà questa semplice classificazione risulta inadeguata a descrivere esaustivamente le numerose possibilità che ha la materia di organizzarsi. Il plasma è stato probabilmente il primo nuovo stato della materia ad essere aggiunto a questa catalogazione,[2] ma ce ne sono molti altri, i quali compaiono in condizioni particolari di temperatura e pressione come i vari tipi di ghiaccio (denominati ghiaccio I, ghiaccio II, ghiaccio III e così via fino al ghiaccio XII) e lo stato superfluido che l'elio raggiunge a bassissime temperature. Altri stati della materia di moderna concezione sono lo stato supercritico, supersolido, colloidale, neutronio, materia fortemente simmetrica, materia fortemente asimmetrica, materia strana, condensato chirale, materia degenere, plasma di quark e gluoni, condensato di Bose-Einstein e lo stato di cristallo liquido.

Cambiamenti di stato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Transizione di fase.

Con i precedenti stati della materia, qui sopra menzionati riscontriamo i passaggi di stato della materia:

  • sublimazione: passaggio dallo stato solido a quello aeriforme o gassoso;
  • brinamento: passaggio dallo stato gassoso a quello solido;
  • fusione: passaggio dallo stato solido a quello liquido;
  • solidificazione: passaggio dallo stato liquido a quello solido;
  • evaporazione: passaggio dallo stato liquido a quello aeriforme;
  • condensazione: passaggio dallo stato aeriforme a quello liquido.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ tanto che nel linguaggio comune si dice impropriamente che il volume dei liquidi non varia, ma questo non è vero: piuttosto, a parità di variazione di temperatura ΔT o variazione di pressione ΔP, la variazione di volume nei liquidi è molto più bassa della variazione di volume nei gas.
  2. ^ Rolla, op. cit., p. 89

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Rolla, Chimica e mineralogia. Per le Scuole superiori, 29ª ed., Dante Alighieri, 1987.

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