Ritenzione urinaria
| Ritenzione urinaria | |
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Ritenzione urinaria. Si nota la vescica ingrandita. Immagine ottenuta con tomografia computerizzata. |
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| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 788.5 |
| ICD-10 | (EN) R33 |
Per ritenzione urinaria, o iscùria (dal greco "trattenere urina"), si intende la presenza di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità della stessa di svuotarsi. La ritenzione urinaria può essere incompleta, quando rimane un residuo di urina in vescica al termine della minzione, oppure completa, e in tal caso può insorgere in modo brusco o essere l’esito di una precedente ritenzione urinaria incompleta.
Indice |
[modifica] Epidemiologia
La ritenzione urinaria è più frequente nel sesso maschile.
[modifica] Sintomi
In generale, in presenza di ritenzione urinaria, la vescica è maggiormente soggetta ad infezioni causate dal ristagno dell'urina. La forma cronica di ritenzione urinaria si manifesta in modo graduale e progressivo, con disturbi della minzione di lunga durata (mesi o anni).
Si manifesta, inoltre, con un aumento della frequenza minzionale, specialmente notturna, minzione dolorosa, difficoltà nell’iniziare la minzione, tempi di attesa minzionale prolungati, minzione in più tempi, getto minzionale debole. La sintomatologia dolorosa che caratterizza la forma acuta è solitamente assente in quella cronica, ma le cause sono pressoché le stesse in entrambe le forme.
Trascurare i sintomi e ritardare le cure può sfociare anche in una seria alterazione della funzione renale.
Il termine "iscuria paradossa" viene utilizzato per definire una ritenzione di urina, con emissione di gocce di urina causata da una vescica troppo distesa. É un reperto classico dell'ipertrofia prostatica.
[modifica] Segni
Il "globo vescicale" è una condizione caratterizzata dall'aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 3000/4000 ml, dovuta ad un'impossibilità od a difficoltà nella minzione e quindi alla ritenzione delle urine al suo interno. La vescica diventa così palpabile.
[modifica] Classificazione
La ritenzione urinaria in base alle cause può essere così classificata:
- Ritenzione ostruttiva: è causata da ostacoli nel passaggio dell’urina, come ad esempio un ingrossamento prostatico, un restringimento dell’uretra, la presenza di calcoli che occludono parzialmente l’uretra.
- Ritenzione non ostruttiva: tale patologia può insorgere in seguito a svariate cause: l’iperreflessia detrusoriale con perdita della normale coordinazione tra detrusore e apparato sfinterico può sfociare in ritenzione urinaria dovuta a dissinergia vescico-sfinterica; la disfunzione a livello della conduzione degli stimoli nervosi dalla vescica al cervello può comportare eccessivo riempimento della vescica senza ricevere lo stimolo allo svuotamento (areflessia detrusoriale); l’incapacità di distendere il pavimento pelvico può anch’essa dare origine a ritenzione urinaria di origine funzionale.
[modifica] Altre cause
Altre cause sono collegabili alla perdita di tono muscolare della vescica, oppure ad altri fattori come:
- Eventi traumatici
- Stenosi del collo vescicale
- Indotta da alcune tipologie di farmaci (fra tutti si segnala la morfina)
Fra i fattori di rischio esistono diverse malattie che predispongono a livello neurologico a tale evento, come il diabete, il morbo di Parkinson, sclerosi multipla
[modifica] Diagnosi
La diagnosi può essere facilmente effettuata se la persona in questione non riesce più ad urinare, altrimenti come esame è previsto il cateterismo postminzionale.
[modifica] Terapie
[modifica] Neuromodulazione sacrale
Il trattamento mediante neuromodulazione sacrale consiste nell’impianto in due fasi di un elettrocatetere collegato ad un generatore di impulsi che trasmette una leggera stimolazione ai nervi sacrali posti immediatamente sopra l’osso sacro. Tali impulsi producono una parestesia che da sollievo e beneficio ai pazienti affetti da disordini cronici funzionali del basso tratto urinario o intestinale, tra cui la ritenzione urinaria.
[modifica] Cateterismo
Un catetere è un tubo che consente di svuotare manualmente la vescica attraverso l'uretra o l'addome. Il cateterismo intermittente consiste nello svuotamento della vescica senza alcun catetere permanente. Si parla di cateterismo permanente quando il tubo resta nella vescica per un periodo di tempo prolungato.
[modifica] Bibliografia
- Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3917-3
- Douglas M. Anderson; A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8
- Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008. ISBN 978-88-470-0707-9
- The 3rd International Consultation on Incontinence. Recommendations of the International Scientific Committee: Evaluation and Treatment of urinary incontinence, pelvic organ prolapse and faecal incontinence; 2005, Health Publication Ltd:1589-1630
- Describing bladder storage function: overactive bladder syndrome and detrusor overactivity; 2003, Urology 62 (Suppl. 5B):28-37
- Characterization of lower urinary tract disorders: a new view; 2001, Neurol and Urodyn 20:601-621
- How widespread are the symptoms of an OAB and how are they managed: A population-based prevalence study; 2001, BJU International 87: 760-766
- Involuntary detrusor contractions: correlation of urodynamic data to clinical categories; 2001, Neurol and Urodyn 20:249-257
[modifica] Collegamenti esterni
- terapiaincontinenza-urinaria: un sito dove si parla anche di neuromodulazione sacrale
[modifica] Voci correlate
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