Sam Rainsy

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Sam Rainsy (in khmer: សម រង្ស៊ី; Phnom Penh, 10 marzo 1949) è un politico cambogiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Un mezzo della campagna elettorale del Sam Rainsy Party

Figlio di Sam Sary, amico personale di Norodom Sihanouk che fece parte del governo cambogiano negli anni cinquanta, si recò a studiare in Francia nel 1965, per poi trovare impiego in diverse finanziarie. Sposato con Saumura Tioulong, anch'ella parlamentare, ha tre figli: Patrice Sam, Muriel Sam e Rachel Sam.

La sua carriera politica iniziò alla fine degli anni ottanta, quando divenne membro del Funcinpec e rappresentante del principe Norodom Ranariddh in Europa.[1]

Rientrato in Cambogia nel 1992, fu eletto membro del Parlamento in rappresentanza della provincia di Siem Reap nelle elezioni dell'anno successivo. In seguito al successo del Funcinpec entrò nel governo come Ministro delle Finanze. Fu però espulso dal partito e dall'Assemblea Nazionale a seguito di un voto di sfiducia nel 1994. Nel 1995 fondò il Khmer Nation Party (KNP), che prima delle elezioni del 1998 dovette cambiare nome per parteciparvi, fu così che divenne il Sam Rainsy Party (SRP).[2].

Sam Rainsy e il suo movimento sono stati vittime di diversi attacchi personali: ad una manifestazione del marzo 1997 fu lanciata contro di lui una granata che uccise 16 suoi sostenitori,[1] mentre nella campagna elettorale del 2003 furono uccisi una ventina di candidati o attivisti del SRP.[3]

Nel 1998 fu eletto al parlamento in rappresentanza della provincia di Kampong Cham e il partito raggiunse il 14% e 15 seggi. Nelle elezioni successive del 2003 salì al 22%,[1] seconda forza del paese dietro il CPP di Hun Sen, primo ministro e suo acerrimo nemico politico. Dopo uno stallo di quasi un anno, il Funcinpec si alleò con Hun Sen, raggiungendo i numeri necessari a governare.

Sam Rainsy, rifiutando la situazione e accusando gli altri due partiti di avere violato le regole costituzionali, abbandonò il paese il 3 febbraio 2005, temendo un arresto in seguito a una votazione parlamentare a porte chiuse che privò dell'immunità lui e i suoi colleghi di partito Chea Poch e Cheam Channy.[4]

Chea Poch si dette alla macchia, mentre Cheam Channy fu effettivamente arrestato la sera stessa e imprigionato sotto custodia militare. Processato nell'agosto del 2005 con l'accusa di aver creato una milizia armata illegale, fu condannato a 7 anni. Varie organizzazioni umanitarie internazionali ne chiesero a lungo il rilascio. Sam Rainsy fu invece accusato di diffamazione verso gli esponenti del governo, per aver affermato che Ranarridh si era fatto corrompere per dare il suo appoggio ad Hun Sen e che quest'ultimo era coinvolto nell'assassino del leader sindacale Chea Vichea, avvenuto il 22 gennaio 2004. Fu processato e condannato in contumacia il 22 dicembre 2005 a 18 mesi di carcere e ad una multa di 14.000 dollari.

La pressione dell'opinione pubblica internazionale e del governo americano[3] su Hun Sen portò al perdono reale di re Norodom Sihamoni il 5 febbraio 2006,[5] grazie al quale Cheam Channy fu carcerato e Sam Rainsy rientrò in Cambogia il 10 febbraio.

Nel 2009 le proteste di Sam Rainsy contro gli accordi per la demarcazione del confine tra Cambogia e Vietnam, da lui ritenuti contrari all'interesse nazionali, hanno portato il governo vietnamita a emettere una nota dura di protesta. Rainsy si è posto alla guida di una rivolta locale nella provincia di Svay Rieng contro la posa delle pietre di confine ed è stato accusato nell'ottobre 2009 di incitamento alla rivolta e distruzione di proprietà. Nuovamente privato in novembre dell'immunità parlamentare, il tribunale provinciale ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti il 1 gennaio 2010, dopo che non si era presentato in udienza. Condannato in contumacia il 27 gennaio, al momento si ritiene si trovi in Francia.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Profile: Sam Rainsy, BBC News, 3-2-2005. URL consultato il 15-09-2010.
  2. ^ (EN) samrainsyparty.org
  3. ^ a b (EN) Justin Corfield, History of Cambodia, 978-0313357220, 2009, p. 128, ISBN 978-0313357220. URL consultato il 15-09-2010.
  4. ^ (EN) Cambodia: Opposition Politicians Arrested, Forced to Flee, Human Rights Watch, 6-2-2005. URL consultato il 15-09-2010.
  5. ^ (EN) Amnesty International
  6. ^ (EN) Cambodia: Opposition Leader Sam Rainsy's Trial a Farce, AlertNet, 29-10-2010. URL consultato il 15-09-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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