Beng Mealea

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Beng Mealea

Beng Mealea (in lingua khmer:ប្រាសាទបឹងមាលា, Prasat Beng Mealea) è un tempio nello stesso stile di Angkor Wat, che si trova 40 km in linea d'aria ad est del gruppo principale di Angkor, in Cambogia.

Il tempio[modifica | modifica sorgente]

Pianta di Beng Mealea, da un disegno di D'apres Leon de Beylie (1849-1910). In rosso il percorso parzialmente attrezzato utilizzato di solito per visitare il tempio.

Il suo nome attuale significa "stagno del loto"[1]. Si trova sull'antica strada reale che conduceva al Preah Khan Kompong Svay, attualmente percorribile solo con moltà difficoltà da esperti[2]. Dista un'ottantina di km di strada da Siem Reap e il suo raggiungimento è stato facilitato dalla risistemazione delle strade a partire dal 2005, a seguito di un'iniziativa privata volta allo sfruttamento turistico del complesso di Koh Ker[3].

Beng Mealea è un tempio induista dedicato a Vishnu, ma vi si trovano scolpiti anche alcuni motivi buddisti[1]. Non se ne conosce la storia, ma dallo stile architettonico e scultoreo identico a quello di Angkor Wat gli studiosi hanno attribuito la sua costruzione al regno di Suryavarman II, nella prima metà del XII secolo. Le dimensioni del complesso sono molto inferiori a quelle di Angkor Wat: la galleria che costituisce la recinzione più esterna misura 181m per 152m[4], il che lo situa comunque tra i maggiori templi angkoriani. Si trovava inoltre al centro di una città racchiusa da un fossato di ben 1025 m per 875 m, ampio 45 metri.

Il materiale principalmente usato è l'arenaria. Beng Mealea dista circa 7 km in linea d'aria da Phnom Kulen, dove si trovavano le cave d'arenaria utilizzate per la costruzione di Ankgor, ed è probabile che vi transitassero i materiali da costruzione, trasportati per vie d'acqua canalizzate all'uopo[1]. Attualmente il tempio è in pessimo stato di conservazione, non essendo stato sottoposto a restauri estesi né ripulito dalla vegetazione, ma questo garantisce qualche emozione in più nella visita. Già dalla sua scoperta, la qualità delle decorazioni e dell'architettura hanno attirato l'attenzione degli studiosi francesi, che gli hanno dedicato diversi studi[5][6][7].

Beng Mealea è orientato ad est, ma ha entrate in corrispondenza di tutti e quattro i punti cardinali ed attualmente si approccia dal lato sud, che tra l'altro presenta costruzioni aggiuntive tra il recinto più esterno e quello mediano. Il progetto del complesso è costituito di base da tre gallerie concentriche, unite da chiostri cruciformi, come nell'Angkor Wat, ma a differenza di questo ha un solo livello, non presenta cioè i livelli sovrapposti caratteristici dei templi-montagna.

Edifici secondari, noti come "biblioteche", giacciono ad entrambi i lati della strada sopraelevata principale che lo attraversa da est a ovest, ornata ai lati da balaustrate nagā. Architravi e frontoni riportano raffigurazioni di scene della mitologia induista, come l'agitazione dell'Oceano di Latte e il sorgere di Vishnu dall'uccello divino Garuda.

Status UNESCO[modifica | modifica sorgente]

Il sito è stato proposto come candidato alla lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO il 1 settembre 1992, nella categoria culturale[8].

Beng Mealea

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Freeman & Jacques, 2006, op. cit., pp.220-223
  2. ^ Ray, Nick. Cambogia. Lonely Planet. 2006 (5ª ed.italiana)
  3. ^ (EN) Ancient capital of Koh Ker in The Phnom Penh Post, 16 ottobre, 2008. (Abstract). URL consultato il 2009-10-18.
  4. ^ Rooney, 2005, op. cit., pp.255-258
  5. ^ (FR) Jean de Mecquenem, Les bâtiments annexes de Bĕn Mãlã in BEFEO, vol. 13, 1913, pp. 1-22. ISSN: 0336-1519.
  6. ^ (FR) George Coedès, Note sur l'iconographie de Bĕn Mãlã in BEFEO, vol. 13, 1913, pp. 23-28. ISSN: 0336-1519.
  7. ^ (FR) Jean Boisselier, Bĕn Mãlã et la chronologie des monuments du style d'Ankor Vat in BEFEO, vol. 46, 1952, pp. 187-226. ISSN: 0336-1519.
  8. ^ Ensemble de Beng Mealea - UNESCO World Heritage Centre

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) (EN) Michael Freeman, Jacques, Claude, Ancient Angkor, River Books, 2006. ISBN 974-8225-27-5.
  • (EN) Dawn F. Rooney, Angkor: Cambodia's wondrous khmer temples, 5a, Odissey, 2005. ISBN 978-962-217-727-7.

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