Phnom Kulen

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Phnom Kulen (in lingua khmer ភ្នំគូលេន) è un massiccio collinare di modesta elevazione ed estensione, situato una quarantina di km in linea d'aria a nordest della moderna cittadina di Siem Reap, in Cambogia.

Descrizione generale[modifica | modifica sorgente]

L'area fa parte del Parco Nazionale del Phnom Kulen, un'area protetta istituita nel 1993 che misura circa 375 km²[1].

Il punto più alto misura 487 m[2]. La sommità è composta da un altopiano da cui origina il fiume Siem Reap, che rifornisce di acqua il sito di Angkor.

Storia[modifica | modifica sorgente]

È considerato il monte più sacro della Cambogia dai khmer ed è assai visitato[3]. Riveste infatti un'importanza fondamentale nella storia della Cambogia, in quanto fu qui che nell'802 d.C. Jayavarman II proclamò il suo dominio sui territori circostanti con un rito di tradizione indù, atto simbolico considerato la fondazione dell'impero Khmer.

Per breve tempo, prima di spostarsi altrove per trovare maggior sostentamento, esercitò da qui il suo potere. Nelle iscrizioni successive il luogo venne indicato come Mahendrapura. Le ricerche archeologiche hanno individuato una trentina di templi, in gran parte in rovina e difficilmente accessibili, sparsi in un'area di circa 14 km²[4].

Sito[modifica | modifica sorgente]

Cascata principale nella zona più visitata di Phnom Kulen.

Attualmente la zona più visitata comprende il tempio buddista di Preah Ang Thom, con un famoso Buddha reclinato scolpito nella roccia (risalente al XVI secolo) ed una cascata. Sul fondo roccioso del torrente, subito prima della cascata, sono scolpite immagini sacre induiste (tra cui dei lingam), correlate al mito dell'acqua fertilizzatrice, come a Kbal Spean.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ World Database on Protected Areas
  2. ^ Rooney, 2005, op. cit., p.350
  3. ^ Ray, Nick. Cambogia. Lonely Planet. 2006 (5ª ed.italiana), p.180
  4. ^ Rooney, 2005, op. cit., pp.264-265

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

13°36′22.32″N 104°05′44.52″E / 13.6062°N 104.0957°E13.6062; 104.0957Coordinate: 13°36′22.32″N 104°05′44.52″E / 13.6062°N 104.0957°E13.6062; 104.0957