Phnom Kulen

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Phnom Kulen (in lingua khmer ភ្នំគូលេន) è un massiccio collinare di modesta elevazione ed estensione, situato una quarantina di km in linea d'aria a nordest della moderna cittadina di Siem Reap, in Cambogia.

Descrizione generale[modifica | modifica sorgente]

L'area fa parte del Parco Nazionale del Phnom Kulen, un'area protetta istituita nel 1993 che misura circa 375 km²[1].

Il punto più alto misura 487 m[2]. La sommità è composta da un altopiano da cui origina il fiume Siem Reap, che rifornisce di acqua il sito di Angkor.

Storia[modifica | modifica sorgente]

È considerato dai khmer il monte più sacro della Cambogia ed è una delle principali mete turistiche del Paese[3]. Riveste un'importanza fondamentale nella storia nazionale; fu qui che nell'802 d.C. Jayavarman II fu consacrato monarca universale e proclamò il suo dominio sui territori circostanti con un rito di tradizione induista, atto simbolico considerato la fondazione dell'impero Khmer. Nell'occasione, Jayavarman II istituì anche il culto del devaraja, secondo cui i suoi sudditi dovevano venerarlo come una divinità.[4]

Per breve tempo, prima di spostarsi altrove per trovare maggior sostentamento, esercitò da qui il suo potere. Nelle iscrizioni successive il luogo venne indicato come Mahendrapura. Le ricerche archeologiche hanno individuato una trentina di templi, in gran parte in rovina e difficilmente accessibili, sparsi in un'area di circa 14 km²[5].

Sito[modifica | modifica sorgente]

Cascata principale nella zona più visitata di Phnom Kulen.

Attualmente la zona più visitata comprende il tempio buddista di Preah Ang Thom, con un famoso Buddha reclinato scolpito nella roccia (risalente al XVI secolo) ed una cascata. Sul fondo roccioso del torrente, subito prima della cascata, sono scolpite immagini sacre induiste (tra cui dei lingam), correlate al mito dell'acqua fertilizzatrice, come a Kbal Spean.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ World Database on Protected Areas
  2. ^ Rooney, 2005, op. cit., p.350
  3. ^ Ray, Nick. Cambogia. Lonely Planet. 2006 (5ª ed.italiana), p.180
  4. ^ * (EN) Higham, Charles, Encyclopedia of Ancient Asian Civilizations, Infobase Publishing, 2009, p. 64, ISBN 1438109962.
  5. ^ Rooney, 2005, op. cit., pp.264-265

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

13°36′22.32″N 104°05′44.52″E / 13.6062°N 104.0957°E13.6062; 104.0957Coordinate: 13°36′22.32″N 104°05′44.52″E / 13.6062°N 104.0957°E13.6062; 104.0957